L I V E – R E P O R T


Articolo di Paola Tieppo e James Cook, immagini sonore © Paola Tieppo

Rosetum è l’unico Centro Francescano Culturale esistente in Italia. Il suo direttore artistico, Padre Marco Finco, grande appassionato di teatro e musica, nel 2018, ha ideato il Rosetum Jazz Festival, curato da Lorenzo De Finti, pianista e compositore di fama internazionale. La rassegna si caratterizza per la presenza di proposte particolarmente originali, in cui si collocano anche musicisti raramente ospitati in altre programmazioni italiane. La qualità degli spettacoli e l’atmosfera amichevole e raccolta ci hanno presto convinti ad un’assidua frequentazione. Al termine di quest’ultima stagione, dopo le interviste introduttive ai vari concerti, ci è gradito ritornare sugli eventi trascorsi con un breve resoconto, restando in attesa della prossima – la nona – che inizierà puntualmente, come sempre, con l’arrivo dell’autunno.

La rassegna è stata inaugurata il 25 ottobre dai Corpo, storica formazione svedese, attiva dal 1992, guidata da Mikael Godée. Avevamo già incontrato l’eclettico sassofonista e compositore di Göteborg in altri contesti e ci ha fatto molto piacere ritrovarlo in apertura di questo nuovo anno. Il quintetto è riconoscibile per un originale mix sonoro che combina suoni ispirati da melodie tradizionali scandinave rivisitate in jazz con influenze ritmiche africane. Le percussioni suonate da Ebba Westerberg hanno conferito ai brani colori particolari, spesso punteggiati dalla tastiera di Lars-Erik Norrström che a tratti ci ha rimandato a Joe Zawinul (passione giovanile di Mikael), in uno sviluppo variegato davvero convincente. Il sax soprano ha guidato le danze con le sue melodie poetiche, ma anche la sezione ritmica si è messa in bella evidenza ed in generale tutti gli strumentisti hanno avuto spazio per esprimersi. Il programma della serata ha ripercorso la storia della band con canzoni dai titoli piuttosto ostici, scritti dal leader tranne una composizione di Rachmaninov adattata al combo. Menzione speciale per ‘Luotti’, brano con titolo in finlandese, ispirato alla tradizione che prevede che ogni neonato riceva una canzone a protezione dai pericoli, conclusasi con il pubblico a cantare la melodia in coro. I Corpo hanno proposto una musica vivace, ritmata, sinuosa, che consigliamo di ascoltare a chi ancora non la conosca…

Corpo:
MikaelGodée | sax soprano
EbbaWesterberg | percussioni
Lars-Erik Norrström | pianoforte, tastiera
Johan Birgenius | batteria
Magnus Bergström | contrabbasso

Il 21 novembre è stata la volta del direttore artistico Lorenzo De Finti che ha presentato Backlash of Uncertainty, il quarto album del suo quartetto, in uscita proprio lo stesso giorno, proseguendo il viaggio nel jazz contemporaneo di stampo cameristico, influenzato dai suoni del nord Europa. Nella presentazione, il pianista ed autore ci ha trasmesso il messaggio già chiaro dal titolo: cercare di reagire in un contesto geopolitico sempre più incerto. Con Lorenzo gli abituali compagni di avventure: Stefano Dall’Ora (anche coautore di tutti i brani), Marco Castiglioni e Alberto Mandarini, che hanno dato vita ad una performance cristallina, dal passo cinematico. Le composizioni spesso hanno cambiato atmosfera ma sono riuscite ad evocare sempre grandi spazi in cui perdersi, magari verso est, area nella quale il quartetto si è spesso esibito. Oltre ai nuovi brani, il combo ha riproposto un paio di composizioni del passato e, per il bis, una versione molto ‘libera’ di Footprints di Wayne Shorter, durante la quale i musicisti hanno dato l’idea di divertirsi parecchio. Backlash è un ottimo lavoro, forse il migliore della formazione, che dal vivo diventa ancora più convincente…

Lorenzo De Finti Qrt:
Lorenzo De Finti | pianoforte
Stefano Dall’Ora | contrabbasso, elettronica
Marco Castiglioni | batteria
Alberto Mandarini | tromba, flicorno

Il 2026 è iniziato facendoci ritrovare Luca Falomi, chitarrista genovese che seguiamo da qualche anno, con un suono della chitarra riconoscibile ed un suo stile, ormai ben definito, che combina folk e world music attraverso il linguaggio del jazz. Dopo la pubblicazione del terzo album solista – Myricae (Abeat Records, 2025) – Luca ha pensato di svilupparne le sonorità suonandolo dal vivo in quartetto. Le composizioni, nate in forma intima, hanno trovato così una forma più spumeggiante, grazie anche alla fantasia ed alle connessioni con il pianoforte di Eugenia Canale, la batteria di Max Trabucco (entrambi citati tra i migliori strumentisti italiani nelle recenti classifiche 2025 di Musica Jazz) ed il violoncello di Stefano Della Casa. Quattro musicisti affiatati che hanno arricchito magnificamente i brani del disco, ripescando anche qualche pezzo meno recente, un paio di anteprime ed una straordinaria versione di Lawns di Carla Bley…

Luca Falomi Myricae 4tet:
Luca Falomi | chitarra classica
Eugenia Canale | pianoforte
Stefano Della Casa | violoncello
Max Trabucco | batteria

L’appuntamento di febbraio è stata la prima occasione di vedere su un palco un duo inedito: Karu (Alberto Brutti) e Cristiano Pomante. I due musicisti arrivano da percorsi diversi e l’incontro, durante una residenza creativa organizzata dalla Fondazione Teatro Regio di Parma, ha fatto scattare la voglia di collaborare in un progetto elettroacustico di interscambio. Abbiamo assistito ad un concerto fortemente voluto da Carolina Zarrilli, responsabile di produzione ed ‘anima’ delle serate. I due musicisti hanno prodotto un lungo brano, in parte improvvisato, nel quale i suoni del contrabbasso, del vibrafono e del pianoforte si sono integrati con l’elettronica, in un continuo avvicinarsi ed allontanarsi. L’interplay basato sull’ascolto reciproco ha permesso a Karu e Cristiano di sperimentare, passando da momenti tranquilli a cascate di suoni, fino ad un crescendo finale con l’utilizzo dei distorsori. Richiamati sul palco hanno proseguito l’affascinate itinerario, durato complessivamente circa un’ora, al termine del quale la sensazione è stata di aver vissuto insieme un’esperienza nuova con reciproco e compiaciuto appagamento…

Alberto Brutti | contrabbasso, elettronica
Cristiano Pomante | vibrafono, pianoforte, elettronica

A marzo è stato il turno di una formazione per noi inedita, ispirata allo spirito di Jelly Roll Morton, pianista e compositore fra i primi ad eseguire jazz partendo dalle radici del ragtime, all’inizio del secolo scorso. La sassofonista Helga Plankensteiner ha elaborato nel 2022 Jelly Roll Plays Morton, un progetto che ci ha fatto rispolverare questa importante figura pionieristica con una formazione originale, caratterizzata da tre fiati di registro basso. Dopo averne apprezzato l’album, abbiamo partecipato con curiosità al loro concerto. L’idea era rileggere brani classici mantenendone l’atmosfera con un taglio nuovo, fondendo tradizione ed avanguardia ed il risultato è stato intrigante. Sax e clarinetto si sono inseguiti ed alternati con il supporto della tuba, il pianoforte ha raccordato il tutto e la batteria ha spesso creato scompiglio diventando protagonista. Abbiamo ascoltato brani dal disco – da Jungle blues a Creepy feeling, da Freakis a King Porter Stomp a Doctor Jazz– ed altri classici di Morton, in versioni ‘contemporanee’ che hanno messo in luce le capacità dei protagonisti ai quali è stato lasciato ampio spazio di improvvisazione. Ragtime, atmosfere latine, stomp, hot jazz, questi i generi frequentati da Jelly Roll, una musica viva e pulsante, un’atmosfera festosa, un fuoco che brucia da oltre cento anni…

Helga Plankensteiner | sax baritono, voce, megafono
Michael Loesch | pianoforte
Achille Succi | clarinetto basso
Glauco Benedetti | tuba
Daniele Patton | batteria

A maggio il Rosetum ha dato una di quelle opportunità di cui accennavamo per scoprire musicisti raramente di passaggio nel nostro Paese. Ma non solo. Izabella Effenberg, polacca trapiantata a Norimberga, è una polistrumentista davvero speciale che si esibisce con strumenti affascinanti e insoliti: glassharp, array mbira, hammered dulcimer, steeldrum, oltre al vibrafono. Al suo fianco tre validissimi sodali e amici, di stanza fra Polonia e Germania: Norbert Emminger, ai sax baritono e soprano e clarinetto basso, Martin Weinert, al contrabbasso ed elettronica, e Radek Szarek, alla batteria e percussioni. Insieme hanno proposto brani principalmente scritti da Izabella, fra cui Dave Bubek, Glass Blues, Herr Doktor Doktor, ed alcuni di Martin, Tanzder Schmetterlinge e Sanduhr, solo per citarne qualcuno, ed un paio di altri autori. Al di là dei titoli, non ancora noti qui, ci sono stati momenti con suoni estremamente dolci, acquatici, magici, ed Izabella sempre sorridente, in simbiosi con i suoi tanti strumenti, che ad un certo punto si è tolta le scarpe per una maggiore connessione con il palco. In altre situazioni il flusso sonoro è stato molto più ritmico, con in particolare uno splendido dialogo fra Iza e Radek, anche lui dotato di strani aggeggi sonori, mentre guardandosi e ridendo, scivolavano verso una specie di allegra marcetta. Norbert, alternando i suoi tre strumenti, è stato protagonista con timbri più terreni e materici. C’è stato un lungo passaggio, dalle atmosfere arabeggianti, che ci ha portato fra le dune di un immaginario deserto, con le orme ben tracciate da Martin e Radek e la glassharp eterea, in volo sopra il paesaggio sonoro. Altro ci sarebbe da aggiungere: un concerto sicuramente non solo piacevole ma anche istruttivo che ci ha lasciato il desiderio di approfondire la conoscenza del quartetto di Izabella Effenberg e del suo favoloso mondo percussivo…

Izabella Effenberg | vibrafono, glassharp, array mbira, hammered dulcimer, steeldrum
Norbert Emminger | sax baritono e soprano, clarinetto basso
Martin Weinert | contrabbasso, elettronica
Radek Szarek | batteria, percussioni

A fine maggio abbiamo ritrovato gli XY Quartet, gruppo nato nel 2011 e guidato da Alessandro Fedrigo e Nicola Fazzini. La formazione, con base nel nordest italiano, ha già sei album all’attivo e sviluppa sonorità di jazz contemporaneo che traggono ispirazione da fantascienza, letteratura e linguistica, oltre alla musica di ricerca del ‘900. Propongono composizioni originali caratterizzate da trame intricate con sviluppi estremamente affascinanti e godibili, suoni che richiedono un ascolto attento per coglierne tutte le suggestioni. La scaletta della serata ha privilegiato il recente LeXYCon dal quale abbiamo ascoltato numerosi brani, oltre a qualche ripescaggio dai precedenti lavori. Raccontandoci i titoli e le idee dietro ai pezzi, ci hanno parlato del lessico inventato e degli immaginari viaggi spazio temporali nei quali vogliono trasportare gli ascoltatori con le loro sonorità. Ci siamo così immersi nelle atmosfere articolate con groove inarrestabili e progressioni potenti, momenti di ricerca che hanno catturato la nostra attenzione per oltre un’ora. Uno splendido evento in cui le esplorazioni sonore hanno profondamente gratificato chi si è lasciato coinvolgere…

XY Quartet:
Nicola Fazzini | sax alto
Alessandro Fedrigo | basso elettrico
Luca Colussi | batteria
Saverio Tasca | vibrafono

Nell’ultima data in cartellone, abbiamo incontrato Simone Maggio, pianista e compositore di lunga esperienza che si è mosso tra jazz, musiche per il teatro e classica contemporanea. Suona stabilmente da tempo con Michele Sperandio e Lorenzo Scipioni, collaborando a diversi progetti. Il trio ha presentato brani originali di Simone, per la maggior parte inediti, più qualche vecchio pezzo completamente riarrangiato per questa formazione. Abbiamo ascoltato un jazz di matrice europea, influenzato dalla musica colta occidentale con un’impronta davvero molto personale. Sonorità coinvolgenti, ricche di ricerca e improvvisazione, che hanno denotato una grande intesa tra gli strumentisti e che saranno oggetto di un album di prossima registrazione. La degna conclusione di un festival caratterizzato, come dicevamo, dalla presenza di artisti spesso poco conosciuti, che arrivano sul palco milanese illuminandolo ed affascinando il pubblico per la qualità musicale proposta…

Simone Maggio | pianoforte
Lorenzo Scipioni | contrabbasso
Michele Sperandio | batteria

Insomma abbiamo avuto molte occasioni per dire #eiovadoadormirefelice
Grazie Rosetum! Buona estate e ci rivedremo nella prossima stagione. Per rimanere aggiornati sulle loro attività, potete iscrivervi alla newsletter, qui.

Immagini sonore © Paola Tieppo

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