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Articolo e immagini sonore di Daniela Pontello

Paolo Fresu porta “Heroes” a Villa Arconati: il jazz che reinventa David Bowie

Nel contesto storico di Villa Arconati, Paolo Fresu ha presentato Heroes, il progetto con cui il trombettista sardo rilegge il repertorio di David Bowie attraverso una prospettiva jazz contemporanea. Lontano da qualsiasi intento celebrativo o imitativo, lo spettacolo si configura come una reinterpretazione radicale, dove la materia bowiana viene smontata e ricostruita con nuovi colori timbrici, nuove dinamiche e una forte componente improvvisativa.
Nato come lavoro discografico e progressivamente ampliato nel corso degli anni, Heroes ha trovato in questa tappa una nuova configurazione grazie alla presenza di John De Leo alla voce. Il cantante romagnolo, noto per la sua versatilità e per l’approccio sperimentale, aggiunge al progetto una dimensione teatrale e timbrica che amplia ulteriormente la distanza dalle versioni originali dei brani.

Accanto a Fresu e De Leo, una formazione di alto livello: Francesco Diodati alla chitarra, Filippo Vignato al trombone e alle elettroniche, Francesco Ponticelli al basso e contrabbasso, Christian Meyer alla batteria. Il gruppo lavora come un ensemble coeso, capace di fondere elementi acustici ed elettrici in un linguaggio che oscilla tra jazz, avanguardia e pulsazioni rock. La scaletta attinge ai brani più iconici del repertorio di Bowie, ma ogni pezzo viene trasformato in un nuovo organismo musicale. Le atmosfere sospese di This Is Not America assumono una veste più scura e notturna; Starman si sviluppa in un crescendo ritmico che sfocia in sonorità di matrice afro; Life on Mars? diventa una ballata rarefatta, sostenuta dal contrabbasso e dal flicorno; Space Oddity alterna la versione italiana e quella inglese in un gioco di contrasti che apre a improvvisazioni libere; Let’s Dance viene spinto verso territori funk ed elettrici; Blackstar mantiene la sua aura enigmatica, accentuata da interventi timbrici dilatati. Il momento culminante arriva con Heroes, proposta in una versione estesa che cresce progressivamente fino a un finale di forte impatto emotivo, accolto da una standing ovation.

La proposta di Fresu si distingue per la capacità di trasformare il repertorio di Bowie in materiale vivo, senza nostalgia né imitazione. Il jazz, con la sua libertà strutturale, permette di far emergere nuove prospettive sulle composizioni del Duca Bianco, mettendo in luce dettagli, tensioni e possibilità che nelle versioni originali restavano sullo sfondo.
Villa Arconati, con la sua acustica e la sua scenografia naturale, contribuisce a esaltare la complessità del progetto, rendendo la serata uno degli appuntamenti più significativi della stagione musicale.

Immagini sonore di Daniela Pontello

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