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ColapesceDimartino @ Villa Bellini – Catania, 26 settembre 2020

L I V E – R E P O R T


Articolo di Angela Todaro

Continua il tour de I mortali, ultimo lavoro a quattro mani dei cantautori siciliani Antonio Di Martino e Lorenzo Urciullo (in arte Colapesce), album pubblicato a giugno e anticipato dai diversi singoli, tra cui Luna araba, realizzato con la collaborazione di Carmen Consoli.
Il tour approda finalmente proprio in Sicilia, la data finale ci porta nella suggestiva atmosfera di Villa Bellini, nel cuore di Catania, per la rassegna Festival sotto il Vulcano. Purtroppo il clima non è dei migliori ma nonostante il forte vento e le basse temperature… show must go on.
Alle 21:30 finalmente le sedie si riempiono, si spengono le luci ed il palcoscenico prende vita. Un allestimento molto semplice, pochi strumenti ed al centro del palco, su un rialzo, una “palla argentata” a voler rappresentare la luna piena, elemento che ritroviamo spesso nel disco.

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Pollio @ Ride – Milano, 18 settembre 2020 [opening act Nove]

L I V E – R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini

Gran bel posto il Ride. Ampio, accogliente, situato nella zona dell’ex mercato di Milano, oggi nel pieno centro della rinnovata vita notturna portata dalla riqualificazione dei Navigli. Se togliamo la difficoltà di raggiungerlo in macchina, alla fine è perfetto: palco e luci notevoli, area verde spaziosa che garantisce tutto il distanziamento di cui c’è bisogno per poter tornare ad organizzare qualcosa di decente.
Già, la musica sta lentamente ripartendo e anche se le limitazioni di cui sono oggetto i grandi eventi rimarranno presumibilmente a tempo indeterminato (tant’è che un futuro incentrato unicamente sui concerti in streaming sembra molto meno un incubo distopico rispetto a qualche mese fa), la scena del nostro paese, quella che non ha mai macinato grandi numeri, potrebbe utilizzare questo momento (si spera) di transizione per tornare a farsi vedere e fare quello che più ama fare.
Non è un caso, in effetti, che proprio quello di Fabrizio Pollio sia stato il mio primo live post lockdown. Era inizio luglio, al Parco Tittoni di Desio e non sembrava vero di essere di nuovo fuori casa a sentire musica dal vivo. Due mesi e diversi concerti dopo (tanti ma ovviamente non quanti avrei voluto) l’appuntamento è ancora con l’ex Io?Drama, in questa ottima cornice milanese.

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Gigi Giancursi e Carlo Pinchetti @ Ink – Bergamo, 5 settembre 2020

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Articolo di Luca Franceschini

Normalmente ti viene da fare un disco se ti escono fuori le canzoni. Negli ultimi anni però la vita del musicista mi stava stretta, nel senso che mi sembrava si perdesse più tempo a propagandare se stessi piuttosto che a scrivere canzoni. Mi sono dato un po’ dello scemo da solo e Antonio Bardi dei Virginiana Miller una volta mi ha detto: “Ma tu sei un talebano!” che pensandoci è la definizione migliore per me!”. Di Gigi Giancursi non si avevano più notizie da qualche tempo. Nel 2017, a più di un anno dallo split coi Perturbazione aveva fatto uscire “Cronache dell’abbandono”, il primo vero lavoro da solista se si esclude il materiale pubblicato sotto il monicker di Linda & the Greenman. Come lui stesso ha detto, è stato pubblicato in sordina, “senza farlo troppo sapere in giro”, per usare le sue parole. Chi segue Offtopic e il sottoscritto probabilmente si ricorderà la recensione che avevo fatto all’epoca (potete rileggerla qui), e in effetti in quell’occasione era stato proprio lui a mandarcelo in anteprima, nel caso avessimo avuto voglia di recensirlo.
Era un bel disco ma non se ne fece molto: qualche data in giro (venne a Milano ma purtroppo non riuscii ad andarci) e poi più nulla, obbedendo alla regola secondo cui si parla quando se ne sente davvero l’urgenza, quando si ha davvero qualcosa di valido da dire. Dall’anno scorso, comunque, lo si può trovare anche in streaming: “L’ho pubblicato su Spotify e sulle varie piattaforme perché mi sarebbe sembrato un suicidio non farlo! Ma non rinnego nulla di quel che ho fatto: avevo bisogno di seguire il mio percorso, a prescindere dal fatto che fosse una cosa giusta o sbagliata, serviva a me, per una volta volevo che fosse solo la musica a parlare e non tutto quello che le sta attorno. Questa cosa ha avuto anche dei lati positivi perché mi ha obbligato a scrivere a tutti quelli che io pensavo sarebbero stati interessati al disco e quindi per un volta ho utilizzato i social in maniera utile.
Da qualche tempo Gigi è tornato a suonare ed è in fondo il motivo per cui vi stiamo raccontando queste cose: questa sera si sarebbe esibito a Bergamo e, complice la presenza di Carlo Pinchetti, che gli avrebbe aperto il concerto, mi sono trovato con loro due, seduti ad uno dei tavoli all’aperto dell’Ink, il locale che, assieme a Druso ed Edoné, è uno dei centri propulsori dell’attività live della città. Non è stata una vera e propria intervista perché il clima era conviviale e si è chiacchierato liberamente del più e del meno spaziando per vari argomenti.

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Perturbazione @ Porte Aperte Festival, Cremona – 22 agosto 2020

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Articolo di Luca Franceschini

Stiamo lentamente tornando ai concerti ma non è la normalità. La pandemia potrà anche essere sotto controllo (per lo meno dalle nostre parti) ma non è finita e il presente che stiamo vivendo in questi mesi è difficile da definire. Non si tratta di una nuova normalità (perché è improbabile che, a livello di spettacoli dal vivo, saremo per sempre messi così) ma neppure di un periodo di transizione (perché non si possono fare previsioni su un’eventuale sconfitta del virus). Occorre rassegnarci: stiamo vivendo un qualcosa che non conosciamo ancora, all’interno di uno scenario complesso e per molti versi impossibile da interpretare. Viviamo quello che c’è e viviamolo alla grande, perché comunque quello che c’è è tanto e bisogna trattarlo come un dono.
È anche e soprattutto in quest’ottica che il ritorno sul palco dei Perturbazione, sabato scorso a Cremona, è stato qualcosa di meraviglioso. Ce li ricordiamo tutti aver posticipato più di una volta il loro nuovo disco, quello del ritorno in pista dopo quattro anni di hiatus, quello della nuova avventura con Ala Bianca, quello del (possiamo definirlo così) “ritorno alle origini” dopo le esplorazioni sonore dei due lavori precedenti. Un gran bel disco, abbiamo scoperto quando l’hanno finalmente pubblicato, un lavoro lungo e complesso ma allo stesso tempo anche leggero e ispirato, forse come non erano mai stati da tanti anni a questa parte. La cancellazione del tour è stato un brutto colpo perché sarebbe stato giusto che, dopo così tanta lontananza dai palchi, tornassero nella loro dimensione migliore (dal vivo sono tra le migliori realtà italiane, secondo me) con un progetto solido e credibile.

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Lucio Corsi @ Auditorium Horszowski, Monforte D’Alba (Cn), 01 agosto 2020

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Articolo di Claudia Losini, immagini sonore di Flavio Amelotti

Quando per la prima volta ho sentito Frecciabianca di Lucio Corsi, con quel riff di chitarra psichedelica ad aprire la canzone, ho pensato “Finalmente non il solito cantautore”. Lucio Corsi, classe 1993, che ancora si domanda cosa farà da grande, e ancora non sa che grande lo sta già diventando.
Nella cornice suggestiva dell’anfiteatro Horszowski di Monforte d’Alba, Lucio si presenta sul palco seguito dalla sua band. Lui, come sempre, dall’elegante presenza d’altri tempi, indossando una camicia con volant e scarpe silver glitterate, i capelli lunghi sciolti. In effetti a primo acchito potrebbe sembrare un modello (e ricordiamo che ha anche sfilato sulla passerella di Gucci), o un glam rocker degli anni 70. E in effetti l’attitudine glam rock c’è, e si sente fin dal primo attacco.

Paolo Benvegnù e Marco Parente // Lettere al mondo @ Villa Angaran San Giuseppe, Bassano del Grappa (Vi) – 18 luglio 2020

L I V E – R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini

Bello finalmente tornare ai concerti. Certo, ci sono le limitazioni, gli artisti che suonano sono esclusivamente italiani e di cosiddetti “grandi eventi” non ce ne saranno per chissà quanto. Al netto del pur comprensibile ottimismo dei promoter, che continuano ad annunciare date per il 2021 quando di evidenze che si tornerà alla normalità non ce ne sono, le poche e piccole cose a cui stiamo assistendo in queste settimane sono l’unico dato di realtà che al momento abbiamo recuperato. È poco? È tanto? È quello che c’è. Prendiamolo e cerchiamo di godercelo. 
Marco Parente e Paolo Benvegnù avrebbero dovuto suonare a Bassano del Grappa a maggio nell’ambito del loro Lettere dal mondo ma sappiamo purtroppo com’è andata. Lo recuperano ora, mentre nelle singole carriere dei due artisti sono sopraggiunte alcune novità: per Benvegnù l’uscita del nuovo Dell’odio dell’innocenza, che sta iniziando timidamente a portare in giro in queste settimane, per Parente il progetto Poe3 Is Not Dead, una trilogia sotto lo pseudonimo di Buly Pank, inaugurata proprio in questi giorni con l’uscita del disco-metraggio American Buffet

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Primo Maggio Roma 2020 – Un’edizione straordinaria tra tradizione e innovazione

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Articolo e foto di Iolanda Raffaele

Il Coronavirus è entrato prepotentemente nelle nostre vite, ha cambiato le nostre abitudini, la nostra percezione della realtà, ma non ha fermato le nostre passioni, dando loro un volto diverso o forse l’unico possibile.
Accade, dunque, che dopo tre anni di backstage, di pathos da intervista, di emozioni tra la folla e i cantanti, quest’anno il Primo Maggio romano abbiamo dovuto seguirlo da casa con voi e per voi, con un po’ di dispiacere, ma con la voglia di esserci.
È stata un’edizione straordinaria ed atipica, è mancato il calore del pubblico, Piazza San Giovanni inondata di giovani e meno giovani provenienti da tutta Italia per stare insieme e cantare a squarciagola, sono mancati gli abbracci e le emozioni.
Il grande appuntamento collettivo, tuttavia, doveva essere rispettato; la tradizione doveva essere onorata  e così Massimo Bonelli, direttore artistico, con il suo entusiasmo, la creatività e la professionalità che lo contraddistingue, ha messo in moto la sua squadra e la grandiosa macchina organizzativa di ICompany e, tra mille difficoltà, è riuscito a portare avanti in modo esemplare il suo progetto, il nostro progetto, quell’evento che ogni anno aspettiamo con tanta gioia.

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Asp 126 & Ugo Borghetti @ Serraglio (MI) – 15 febbraio 2020

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Articolo di Cristiano Carenzi, immagini sonore di Tommaso Prinetti

Il duo di rapper romani appartenenti al collettivo Love Gang (CXXVI), sempre più al centro dell’attenzione, sono usciti a fine Novembre con il loro primo album per Bomba Dischi. Senza ghiaccio è un progetto di nove canzoni che riesce a trasportarti subito nella realtà dei due autori; la loro narrazione è caratterizzata da una schiettezza nella trattazione dei temi affrontati che, nella maggior parte dei casi sono: Roma, alcool e droghe. Il disco è entrato subito nella fatidica lista dei miei dischi dell’anno e ha aiutato sicuramente il fatto che si parli di determinati argomenti ma questi non diventino mai un motivo di orgoglio come interessante dell’ansia con cui i giovani si trovano spesso ad avere a che fare.

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Siberia @ Circolo Ohibò, Milano – 19 febbraio 2020

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Articolo di Luca Franceschini, immagini sonore di Silvia Violante Rouge

Quello di Milano era il secondo concerto del tour dopo la partenza nella loro Livorno, escludendo l’apertura per Gazzelle a Firenze del mese scorso. L’attesa era tanta, soprattutto per capire come i brani di Tutti amiamo senza fine si sarebbero incastrati nel vecchio repertorio. La “svolta Pop” (che poi non è proprio una svolta ma concedeteci etichette rapide) aveva forse un po’ deluso i fan della prima ora ma in verità, a guardarla in maniera complessiva, non era stata poi così traumatica: i Siberia hanno sempre avuto la melodia nel loro dna, hanno sempre amato scrivere canzoni ammiccanti, per cui un inno come “Nuovo Pop italiano” non deve per forza essere letto in maniera polemica o satirica. Detto questo, quando arrivo sul posto c’è una certa fila per entrare e ora dell’inizio del concerto l’Ohibò risulterà pieno zeppo. Splendida notizia, visto che stiamo parlando di un’affluenza doppia rispetto all’ultima volta che hanno suonato qui due anni fa, per promuovere “Si vuole scappare”. Segno di un gruppo in ascesa, che ci auguriamo conquisti platee sempre più vaste.

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