L I V E – R E P O R T
Articolo e immagini sonore di Mauro Lucchini
Poco prima dello spegnimento delle luci, si può ammirare tutta la maestosità del Teatro Arcimboldi, un’imponente struttura caratterizzata da un gigantesco palco e una sala a forma di ventaglio. La platea è suddivisa in due settori, accompagnati da due gallerie, capaci di accogliere oltre duemilatrecento spettatori per evento. Colpiscono gli imponenti pannelli in legno che rivestono le pareti: progettati per garantire un’acustica ottimale, possono essere orientati in base alle esigenze delle diverse performance artistiche. Poi, quasi magicamente, le luci cominciano a dissolversi, abbassandosi gradualmente fino a spegnersi del tutto, rivelando l’imponente profondità del palco. Dal buio, avvolto in un delicato gioco di intense luci blu, prende forma con raffinata discrezione e impeccabile stile l’inconfondibile carisma di Mario Biondi, avvolto in un elegante abito bianco.

Biondi ha raggiunto la scena musicale internazionale dopo anni di tenace dedizione. Paziente e determinato, ha saputo aspettare il suo momento, che è arrivato a trentacinque anni con l’uscita del celebre singolo This Is What You Are. Molti lo hanno scambiato inizialmente per uno dei classici pezzi americani tanto popolari in quegli anni, ma quel brano ha rivelato al mondo l’arte del giovane crooner catanese, innamorato delle sonorità di Al Jarreau e Barry White. In breve tempo, ha scalato le classifiche globali grazie a una musicalità unica, in grado di parlare a generazioni diverse. La voce di Mario Biondi è calda, avvolgente, penetrante e riconoscibile tra mille: un timbro inconfondibile che rappresenta il suo vero biglietto da visita. È un’anima soul vibrante, profonda e intensa, capace di fondersi naturalmente con le sonorità jazz e di toccare con intensità l’animo degli ascoltatori. Chi lo ascolta rimane come rapito da melodie che sembrano provenire da un’altra dimensione, lasciandolo sospeso tra emozioni potenti e intimi sussurri. Con questo tour, Mario Biondi celebra un traguardo importante: vent’anni dal lancio della sua prima hit, contenuta nell’album Handful of Soul, che nel 2006 lo consacrò come artista di fama mondiale.

Oggi, il cantautore siciliano debutta con il suo primo album in italiano, Prova d’autore, offrendo al pubblico non solo la sua caratteristica voce inconfondibile, ma anche musicisti di altissimo calibro. Ad affiancarlo c’è la sua band storica, con Massimo Greco alla direzione musicale, i gemelli Matteo e Giovanni Cutello ai fiati, Ameen Saleem al basso e Devid Florio alle percussioni; alla batteria David Haynes, insieme ad Antonio Faraò, considerato uno dei pianisti jazz più prestigiosi sulla scena internazionale. Il concerto è avvolgente, un’esperienza che si potrebbe vivere quasi a occhi chiusi, lasciando che la voce inimitabile di Biondi attraversi corpo e mente, trasportandoci in una dimensione fatta di armonie straordinarie.
Durante lo spettacolo, Mario dedica anche un tributo a Lucio Battisti, con Prendila così, sottolineando quanto sia importante valorizzare il cantautorato italiano, una tradizione che in fondo ci appartiene. Con questa riflessione apre la strada alla presentazione di uno dei brani del suo nuovo disco, Lo so, attraverso la quale Biondi si mette alla prova non solo come interprete, ma anche come autore e produttore.

Alla fine dello spettacolo, il pubblico in sala può godere di un’anteprima delle melodie del nuovo singolo Cielo Stellato, rilasciato ad aprile. Successivamente, Biondi conquista gli spettatori con un momento di pura magia, eseguendo la tanto attesa This Is What You Are. Con entusiasmo, invita tutti a unirsi e a ballare, celebrando il messaggio racchiuso nel testo di questa iconica canzone: l’intensità di un amore travolgente che dona gioia e aiuta a dimenticare le sofferenze attraverso la forza del sentimento. La serata si arricchisce ulteriormente con una straordinaria interpretazione della celebre cover di Sade, Smooth Operator, riarrangiata ed eseguita con maestria in stile bossa nova.
Alla fine, lo spettatore si ritrova pervaso da una sensazione rara e intensa, quella che solo i grandi concerti sanno trasmettere: la certezza di aver preso parte a qualcosa di straordinario. Una volta fuori dal teatro, le melodie persistono nella mente, riecheggiando l’energia magica e la travolgente bellezza di un’esperienza musicale che resterà unica nel tempo.

Setlist:
01. No Show
02. My Favorite Things
03. Jeannine
04. A Handful Of Soul
05. Shine On
06. Prendila Cosi’
07. Lo So
08. No More Trouble
09. Flor De Liz
10. Rio De Janeiro Blue
11. Ada
12. Love Is A Temple
13. Theme For Bond
14. A Child Runs Free
15. Fool For Your Love
6. Never Die
17. Ecstasy
18. Serenity
19. Simili
20. Open Up Your Eyes
21. What Have You Done To Me
22. Cielo Stellato
23. This Is What You Are
24. Smooth Operator







Immagini sonore © Mauro Lucchini




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