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Irreversible Entanglements – Who Sent You? (International Anthem/Don Giovanni, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Camae Ayewa con i suoi “messaggi” un po’ sconclusionati, ma suggestivi, Keir Neuringer al sax e alle percussioni, Aquiles Navarro alla tromba e percussioni, Luke Stewart al contrabbasso e percussioni, Tcheser Holmes alla batteria e alle congas, sembrano essere molto convinti del loro jazz-punk-rock ed effettivamente il suono è molto ben amalgamato, piuttosto originale, anche godibile, soprattutto per quel sottofondo continuo, ma mai invasivo di percussioni coniugate in mille maniere. Bella, cristallina e ficcante la tromba di Aquiles Navarro, un contrabbasso pieno di personalità quello di Luke Stewart che sa far vibrare anche il silenzio, atonale e rumoristico quanto basta il sax di Keir Neuringer, insomma gran bella musica. 

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Dimitri Grechi Espinoza – The Spiritual Way (Ponderosa Music Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Certo che Grechi Espinoza, mira in alto; direi che più in alto proprio non si possa. L’uscita, il 20 marzo appena trascorso, del suo ultimo lavoro, intitolato The Spiritual Way per la Ponderosa Music Records, fa parte del progetto denominato Oreb, il monte dove Mosé incontro Dio. Scusate se è poco. Del resto, il musicista non fa mistero del fatto che la sua musica è, per scelta deliberata, una ricerca dell’ascesi. Mi sia concesso riportare le parole dello stesso Dimitri: “Per sviluppare le virtù naturali un uomo lavora prima di tutto a perfezionare se stesso. Per perfezionare se stesso, prima di tutto regola i battiti del proprio cuore. Per regolare i battiti del cuore regola il respiro, per regolare il respiro concentra la mente. Per concentrare la mente rendi perfetta la volontà, sviluppando il più possibile le conoscenze. Le conoscenze si sviluppano penetrando l’essenza delle cose. Penetrata l’essenza delle cose la conoscenza raggiunge il suo grado più elevato. Quando la conoscenza è arrivata al suo grado più elevato, la volontà diventa perfetta. Perfetta la volontà, la mente diviene stabile. La mente stabile calma il respiro così che anche i battiti del cuore diventano regolari. Regolati i battiti del cuore l’uomo è privo di difetti.L’uomo privo di difetti è in equilibrio e opera con equanimità, compassione, giustizia e rettitudine nel Mondo.

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Shabaka and the Ancestors – We are sent here by history (Impulse!, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

La sensazione della pienezza, qualche volta, corrisponde alla sensazione della sazietà. Non sempre la sazietà corrisponde ad uno stato di totale benessere, poiché qualche volta ci piacerebbe essere meno sazi, ma contemporaneamente la sazietà può anche essere sintomo dello stato di benessere. Non avremmo mangiato né una cosa di più, né una cosa di meno. Avremmo voluto mangiare esattamente quello e quanto abbiamo mangiato. Se, magnanimamente, decideste di passarmi il paragone un po’ pecoreccio, potrei aggiungere che è proprio una sensazione di “sazietà spirituale” quella che si prova dopo aver ascoltato We are sent here by history, secondo album di Shabaka & The Ancestors, pubblicato da Impulse!.

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Norma Ensemble – Revelation (Promu label, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Incomincio spesso ad ascoltare gli album musicali dall’ultimo brano. Come da bambino volevo vedere, per primo, l’ultimo soldatino della scatola. Qualche volta restavo deluso, ma molto più spesso comprendevo che quella era sempre la scelta giusta, non fosse altro perché la “climax” di un’opera, per logica, si raggiunge al termine di essa, anche se non è una regola ferrea. E così, aprendo questa curiosa “music box”, che va sotto il nome di Revelation, titolo piuttosto azzeccato del Norma Ensemble, uscito il 28 febbraio scorso scopro una gemma rara, una composizione struggente ed equilibratissima. 

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Roberto Bonati – Vesper and silence (ParmaFrontiere, 2019)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Molti anni fa, Roberto Bonati si imbattè in un pezzo di John Coltrane reinterpretato da due contrabbassisti, Jimmy Garrison e Reggie Workman. Il pezzo era “India”. Quell’incontro fortuito fu vissuto da Roberto Bonati come un cambio totale di prospettive musicali e, forse, non solo musicali, nasce così Vesper and Silence. È da allora che Bonati promise eterno amore al suo strumento, il contrabbasso appunto. Oggi, nel silenzio più totale, dovuto alle note vicende, l’ho ascoltato. Il verbo “ascoltare” assomiglia molto al verbo del gergo medico “auscultare”.

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Adam Ben Ezra – Hide and seek (Self released, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Lo so che potrebbe sembrare una banalità, ma Adam Ben Ezra, giovane musicista israeliano, polistrumentista e autore, a me sembra proprio uno “schnorrer” della musica e me lo immagino arrivare in uno “shtetl” con addosso tutti i suoi strumenti e incomincia a suonare un “klezmer”. Ora se ai tre termini sostituite quelli di “vagabondo”, di “villaggio” e di “musica” (o più propriamente “strumento musicale”) comprenderete quello che vorrei dire. Certo qui la musica non è “klezmer”, Adam è un bel giovanotto dallo sguardo profondo e con una impressionante predisposizione polistrumentistica, infatti oltre al violino, che studia dall’età di cinque anni, suona anche la chitarra, il pianoforte, il flauto, il clarinetto, le percussioni e credo anche qualcos’altro.

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Gabriele Fava Group – I can see the darkness fall (Dodicilune, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Non è raro che il jazz ritorni alla terra. Sempre più spesso mi capita di ascoltare gruppi o solisti che sentono forte questo richiamo ancestrale. A ben vedere, tutta la storia del jazz è legata in maniera indissolubile alla terra, non solo per i numerosi richiami a suoni primordiali, ma anche per le sue origini storiche e sociologiche. Anche l’interessantissimo progetto del Gabriele Fava Group, una suite di otto brani dal titolo I can see the darkness fall, che allude ai riti legati al tentativo di vincere una delle paure ancestrali dell’uomo, come quella del buio, con particolare riferimento alla cultura contadina dell’Italia Settentrionale.

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Chick Corea @ Conservatorio G. Verdi – Milano, 10 novembre 2018

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Articolo e immagini sonore di Stefania D’Egidio

La terza edizione di JazzMi si impreziosisce della presenza di un mostro sacro della musica, Chick Corea, tra i pianisti più famosi e premiati della storia, pioniere della sperimentazione, capace di esplorare diversi generi musicali e alle spalle centinaia di collaborazioni con artisti di fama internazionale.

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Ray Gelato & The Giants of Jive @ Blue Note, Milano, 15 Febbraio 2018

Live report e immagini sonore di Roberto Bianchi

Ray Gelato, apprezzato cantante e sassofonista, da 25 anni trascina le platee di tutto il mondo con una contagiosa miscela di suoni che celebrano e ringiovaniscono i favolosi anni cinquanta. Gelato ha da sempre un occhio di riguardo per lo swing italiano, reso famoso da artisti come Fred Buscaglione, Alberto Rabagliati, Renato Carosone, Il Quartetto Cetra, Natalino Otto e Julia De Palma; il musicista ama il nostro paese e ha pubblicato diversi dischi con valide rivisitazioni di brani interpretati dagli artisti elencati. Ray nutre anche un grande amore per la musica orchestrale americana ricca di influenze jazz, blues, jumpin’ jive, soul e boogie. Ogni suo spettacolo porta una ventata di allegria, il suo approccio con il pubblico è cordiale ed empatico e i musicisti che lo affiancano regalano un grande valore aggiunto alle esibizioni.

Nell’avvolgente contesto del Blue Note di Milano, palcoscenico ideale per la musica raffinata, il sassofonista inglese ha proposto una serie di spettacoli dal 13 al 17 febbraio.

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