R E C E N S I O N E


Recensione di Aldo Pedron

Chesney Henry “Chet” Baker, Jr. aka Chet Baker, per chi non lo sapesse è stato uno dei più grandi artisti, musicisti, trombettista, flicornista, cantante e compositore statunitense. Tra i principali esponenti del genere conosciuto come “cool jazz”. Noto per il suo stile lirico e intimista, nasce a Yale, Oklahoma il 23 dicembre 1929. Una vita travagliata, impossibile, genio e sregolatezza, musica e droga, prigioni, droga e ancora musica. Quando la famiglia emigra in California, Chet ha appena 10 anni. Il padre é un suonatore di banjo dilettante ma ammiratore di Jack Teagarden e gli regala un trombone. Chet, affascinato all’epoca da Harry James, si affretta a scambiarlo con una tromba. Ancora assai giovane è nell’orchestra della scuola, a Glendale, California. Diventerà uno dei trombettisti, più importanti, più influenti di tutti i tempi. Un trombettista dalla delicatezza, dalla fragilità, dal soffio e dall’incrinatura originale e unica. Le sue esecuzioni sono imperniate sulla ricchezza melodica e dalla ricerca dell’effetto e lo sfoggio di citazioni e improvvisazioni al tempo stesso. La sua voce, struttura evanescente che avvolge la melodia, si dispiega fino al limite estremo. Fortissimo nell’improvvisazione, nello scat che diventa complemento della sua stessa tromba.  

Già nel 1954 Chet vince il premio di migliore strumentista nel sondaggio della prestigiosa rivista Down Beat, battendo tra gli altri anche Miles Davis, Dizzy Gillespie e l’astro nascente Clifford Brown. Ha inciso con Gerry Mulligan, con Art Pepper, Bud Shank e al fianco di Herbie Mann, Bill Evans, Kenny Burrell, Lee Konitz, Stan Getz, Charlie Parker, e moltissimi altri. La sua attività negli Stati Uniti e in Europa viene interrotta più volte a causa di problemi giudiziari per uso di stupefacenti. Nel 1959 viene arrestato a Harlem e rinchiuso a Rikers Island. Bill Grauer, della casa discografica Riverside, lo fa liberare dietro cauzione.  Parte per l’Europa dove si stabilisce dal 1959 al 1964. Arresto più volte in Germania e in Italia, nel 1961 viene condannato a sedici mesi di prigione a Lucca. Alla sua liberazione, le tournée e i dischi si moltiplicano. Nel 1962, di nuovo arrestato in Germania, viene espulso in Svizzera. A Parigi, in seguito al furto della sua tromba, scopre e impara il flicorno. Dopo svariati viaggi in Europa, viene arrestato ancora una volta a Berlino Ovest nel 1964 ed è espulso definitivamente dalla Germania. Ritorna a New York, poi a Los Angeles. Deciso a sfuggire alla droga con il metadone, viene aggredito a San Francisco da alcuni spacciatori: ha la mascella fratturata e perde molti denti. Per diverso tempo è impossibilitato a suonare per mancanza di denti e deve riprendere lentamente a suonare la tromba come se fosse agli esordi, al suo primo giorno.

Chet Baker è noto per la sua musica celestiale ma anche purtroppo per il suo comportamento nomade e per la sua dipendenza dall’eroina. L’eroina, è l’unica cosa insieme alla musica che riusciva a placare momentaneamente la sua inquietudine e la sua irrequietezza, è comparsa nella vita di Baker a partire dal 1955, anno in cui il trombettista, allora già nell’olimpo delle stelle del jazz, rimase scioccato dalla morte per overdose, ad appena 24 anni, di Dick Twardzick, il pianista della sua formazione. È più o meno da allora che l’eroina è diventata parte integrante anche della sua vita e sua inseparabile compagna di viaggio. Lo si rivede nel 1973 grazie all’aiuto di Dizzy Gillespie. Alterna lunghi soggiorni in Europa a ritorni negli Stati Uniti. Una vita pazzesca, spericolata, assurda, eppure resta un campione mondiale e alle sue esecuzioni e centinaia e centinaia di registrazioni possiamo soltanto inchinarci a tanta bravura, capacità, abilità, genialità. Il 13 maggio 1988 Chet Baker muore a 59 anni cadendo da una finestra del Prins Hendrik Hotel di Amsterdam; secondo le indagini si trattò di suicidio o caduta accidentale sotto l’effetto di droghe. Secondo altre versioni, considerate inattendibili, potrebbe essere stato gettato dalla finestra da uno spacciatore dopo una rissa.

Jack Sheldon è nato il 30 novembre 1931 a Jacksonville, Florida, è stato invece uno straordinario trombettista jazz, cantante e attore della West Coast (ma nato in Florida). Ha interpretato il brano The Shadow Of Your Smile nel film The Sandpiper (Castelli di Sabbia del 1965), con Elizabeth Taylor e Richard Burton, spalla del presentatore Merv Griffin nel Merv Griffin Show e doppiatore dei personaggi nella serie TV Schoolhouse Rock!, Sheldon ha anche interpretato una delle molte versioni di The Long Goodbye il brano principale della colonna sonora del film omonimo (Il Lungo Addio del 1973) di Robert Altman, con Elliott Gould nei panni di Philip Marlowe. Il trombettista si è esibito in una quarantina di film: da Breakfast At Tiffany’s (Colazione da Tiffany del 1961) a Charade (Sciarada del 1963) a Save The Tiger (Salvate la Tigre del 1973) a Un Sogno Lungo un Giorno (1981). Nel talk show televisivo di Merv Griffin, iniziato nel 1962, Sheldon è stato al centro dell’attenzione per 16 anni con la band di Mort Lindsey. La canzone preferita di Griffin era The Shadow Of Your Smile e Sheldon l’ha eseguita al funerale di Griffin nel 2007. La sua discografia comprende numerosi album. Sheldon è morto a Los Angeles il 27 dicembre 2019 all’età di 88 anni.

In Perfect Harmony: The Lost Album

È un album le cui armonie vi lasceranno incantati come in un sogno. Si tratta di una autentica gemma, un’incisione e sessione inedita presso lo studio della Capitol Records, testamento di rara bellezza jazzistica. Queste registrazioni, agli United Audio Corp. Studio di Tustin, California, nascono dall’incontro e dalla sinergia nata da due giganti del jazz: Chet Baker e Jack Sheldon. Chet (tromba, voce) e Jack (tromba, voce) sono accompagnati da Jack Marshall alla chitarra, Dave Frishberg al pianoforte, Joe Mondragon al basso e Nick Ceroli alla batteria. L’album nasce da un’idea di Jack Sheldon e tramite Uan Rasey (altro ottimo musicista e trombettista) e amico comune, Chet Baker e Jack Sheldon si conoscono. Nel 1966 Chet esce malconcio da una furiosa lite e combattimento fuori da un hotel a Sausalito. Dopo un brutto periodo in cui è sanguinante e con i denti rotti, Jack Sheldon porta Baker a consulto da Uan Rasey e iniziano a suonare un Box 6 (un tipo di boccaglio). Con un boccaglio più grande dovrebbe essere più facile far suonare Chet, il quale però resta riluttante ad incidere. Passano alcuni anni ed è nell’estate del 1972 il momento in cui Sheldon ritorna alla carica e pensa di dire a Baker, facciamo un disco assieme ma tu ne suoni soltanto la meta! Questa storica incisione del 1972, è la prima dopo i vari scontri del 1966 e per l’occasione i musicisti che accompagnano Sheldon e Baker sono strumentisti che Chet conosce bene, mettendolo così a suo perfetto agio. Lo incidono agli United Studio e appena completati, Jack Marshall decide di portare i nastri a Los Angeles per proporli a varie etichette discografiche, alcune delle quali sembrano interessate alla pubblicazione ma nel settembre del 1973 Jack Marshall muore e i nastri restano nel garage di casa dei Marshall per oltre 50 anni. 

11 brani con il solo Too Blue composto da Sheldon e altre preziose o note composizioni o brani diventati autentici standard jazz, Dall’iniziale This Cant’ Be Love composta da Richard Rodgers (la musica) e Lorenz Hart (il testo) per il musical The Boys From Syracuse nel 1938, cantata da Eddie Albert e Marcy Westcott. È stato un hit per l’orchestra di Horace Heidt (voce di Larry Cotton) sempre a fine del 1938 e all’inizio del 1939. Si conoscono decine di versioni da parte di Bing Cosby (1954), Dinah Washington (1955), Nat “King” Cole (1955), Ella Fitzgerald (1956) Rosemary Clooney (1958), Doris Day (1962), Sarah Vaughan (1963), Frank Sinatra ed ancora per citarne soltanto alcune Julie London, Tony Bennett e più di recente Diana Krall (1993) e Rufus Wainwright (2007). This Can’t Be Love è qui in una bella versione cantata e con il pianoforte di Dave Frishberg a tenere in tempo. Just Friends è un brano di grande atmosfera, soffusa, cantata con un filo di voce a ricordare certi piccoli club fumosi anni ’50 e ’60 con tanta buona musica jazz. But Not For Me, una canzone popolare, in seguito diventata uno standard jazz composta da George e Ira Gershwin nel 1930 ed eseguita da Ginger Rogers per il loro musical Girl Crazy. Judy Garland la cantò nel 1943 nella versione cinematografica. La prima incisione però su vinile fu registrata il 15 febbraio 1954 al Capitol Studios di Los Angeles da Chet Baker in una versione “cool jazz”. You Fascined Me (You Fascinated Me So) invece è opera del compositore, pianista jazz e vincitore di 5 Tony Award, Cy Coleman, celebre compositore di Broadway. Dallo stello titolo è addirittura uscito un CD con le sue composizioni ed un libro / biografia sempre di Cy Coleman. Le esecuzioni di Chet Baker e Jack Sheldon sono limpide, lineari, mai troppo lunghe (Too Blue è una eccezione di oltre 4 minuti) forse a riprova che Chet Baker non potesse ancora suonare così a lungo. In chiusura, Evil Blues, nella tradizione dei classici di swing venne inciso dalla Count Basie (una sua composizione) And His Orchestra (cantata da James Rushing) già nel 1939 e pubblicato allora come singolo a 78 giri, in realtà allora un blues / fox-trot in chiave swing.

Chet Baker e Jack Sheldon fanno loro questi 11 brani in una rilettura personale, originale con le trombe di due grandi maestri in particolare evidenza nel creare una atmosfera jazzistica, intimistica e spettacolare.

Tracklist:
01. This Can’t Be Love (2:12)
02. Just Friends (2:29)
03. Too Blue (4:20)
04. But Not For Me (3:35)
05. Historia de un Amor (3:06)
06. Once I Loved (3:46)
07. You Fascinate Me (3:01)
08. When I Fall In Love (5:05)
09. I Cried For You (3:32)
10. I’m Old Fashioned (2:31)
11. Evil Blues (2:04)


Rispondi

In evidenza

Scopri di più da Off Topic Magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere