Cerca

Off Topic

Solo contenuti originali

Tag

Recensione

Structure – Mindscore (Autoprodotto, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Stefano Giovannardi, già autore di numerosi progetti di cui vi abbiamo parlato in precedenza (due, Alex Cremonesi, Cesare Malfatti), stavolta propone un disco totalmente autoprodotto, sotto lo pseudonimo di Structure: sua la musica, i testi, le voci, gli strumenti e il mix.

Ph Giovanni Salinardi

Continua a leggere “Structure – Mindscore (Autoprodotto, 2020)”

Keleketla! – Keleketla! (Ahead of your Time, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Elena Di Tommaso

Il felice incontro  tra i co-fondatori di Ninja Tune (il duo inglese Coldcut) e un gruppo di musicisti sudafricani attivi per l’associazione benefica In Place of War (a cui andrà parte del ricavato del disco), ha portato alla realizzazione di una vasto e condiviso progetto musicale che riesce a mettere in connessione generi diametralmente opposti. L’uscita di  Keleketla! per Ahead of Our Time è prevista per il 3 luglio e l’album, a conferma della sue evidenti sfaccettature, è stato sviluppato tra Johannesburg, Londra, Lagos, Los Angeles, la Papua Occidentale.
Il titolo riprende il nome della famosa libreria indipendente e centro media delle arti di Johannesburg, nata nel 2008 grazie ad articoli donati dalla comunità locale, e luogo in cui l’idea è nata. È qui infatti che è avvenuto il proficuo incontro tra i gestori e musicisti della libreria (Rangoato Hlasane e Malose Malahlela) e Ruth Daniels di “In Place of War” i quali hanno contattato i Coldcut come partner ideali per un progetto con artisti sudafricani. Il duo non ha esitato a raccogliere l’invito di un viaggio in Sudafrica (supportato dal British Council) per le sessioni di registrazioni ai Trackside Studios di Soweto, e da qui la storia  ha iniziato a prendere forma. Il progetto si è allargato a ispirazioni artistiche di generi diversi, aprendosi via via a ulteriori contributi di musicisti originari di altri Paesi: dagli architetti dell’afrobeat del calibro di Tony Allen e Dele Sosmi, ai paladini dello spoken word The Watts Prophets, dall’attivista della Papua Occidentale Benny Wenda fino agli Antibalas da New York e Shabaka Hutchings da Londra.

Continua a leggere “Keleketla! – Keleketla! (Ahead of your Time, 2020)”

Federico Calcagno – Liquid Identities (Aut Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Il primo giugno 2020 è uscito il nuovo lavoro discografico del valente clarinettista Federico Calcagno, dal titolo Liquid Identities. Chi mi legge sa che mi incuriosisce sempre molto il legame che esiste tra la musica e la parola e, in particolare tra i brani o gli album e i loro titoli. Un legame o un non-legame, non sempre felice e non sempre necessario. In questo caso, il riferimento alla “liquidità” baumaniana, esposta con diligenza nel comunicato stampa, sembra persino superflua poiché, ad un orecchio minimamente abituato all’ascolto del jazz, appare abbastanza evidente che la cifra musicale non possa che essere quella di una mescolanza. 

Continua a leggere “Federico Calcagno – Liquid Identities (Aut Records, 2020)”

Edda e Marok – Noio; volevam suonar. (Contempo Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cinzia D’Agostino

E chi lo fa un disco così sincero e genuino di questi tempi? Nessuna strana aspettativa, semplicemente Edda in tutta la sua originalità e il basso del grande Marok. Non state a cercare, il “discone” dell’anno, studiato e pensato a fondo, non fa parte delle loro corde né tantomeno di chi li apprezza e segue da sempre. Sì perchè se sei cresciuto con questi due intriganti musicisti che tanto hanno cavalcato la nostra cara musica italiana un po’ sotterranea, non puoi aspettarti altro che un meraviglioso tributo tra amici, un po’ schizofrenico, tutt’altro che ordinario, massima espressione di creatività e un po’ di follia, praticamente… un capolavoro.

Continua a leggere “Edda e Marok – Noio; volevam suonar. (Contempo Records, 2020)”

Cristiano Godano – Mi ero perso il cuore (Ala Bianca/Warner Music, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cinzia D’Agostino

Dopo una lunghissima carriera nei Marlene Kuntz, Cristiano Godano sente il bisogno di abbandonarsi ad una parentesi solista, un po’ come chiudersi in una stanza privata dove smontare pezzo per pezzo il proprio io, osservandone ogni aspetto per poi ricomporsi secondo canoni più slegati e trasparenti. Già durante il lockdown, seguendo le dirette facebook, avevo notato un cambiamento in lui, più voglia di esprimersi, di comunicare col suo pubblico con animo sincero. Probabilmente la grande ammirazione che il musicista e compositore piemontese nutre per il grande Nick Cave gli è stata di ispirazione nel suo rapporto con i fan, o forse più semplicemente ha intrapreso un percorso interiore molto sofferto che lo ha portato ad una nuova consapevolezza. Ricordavo Cristiano come un personaggio dall’apparenza “costruita”, il modo di proporsi trasmetteva la cognizione della sua straordinaria cultura e conoscenza quasi intimidendoti, contribuendo inconsapevolmente a porlo, insieme a Manuel Agnelli, tra i personaggi inscalfibili della scena detta “indipendente” italiana.

Continua a leggere “Cristiano Godano – Mi ero perso il cuore (Ala Bianca/Warner Music, 2020)”

Kahil El’Zabar ft. David Murray – Spirit Groove (Spiritmuse Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Diciamo la verità: “groove” e spiritualità sono come mele e pere, che come diceva la mia maestra delle elementari, non si possono sommare. E allora l’impresa di Kahil El’Zabar, grandissimo percussionista e uno dei più celebrati sassofonisti al mondo e David Murray, appare ancor più meritoria. Completa la formazione del favoloso Spirit Groove, pubblicato da Spiritmuse Records, Emma Dayhuff al basso acustico e Justin Dillard a synth, piano e organo. Che l’esperimento non solo sia riuscito, ma sia entusiasmante, lo si capisce subito dopo le prime, quasi sommesse, percussioni di In my House che apre l’album: quasi un carillon, accompagnato da un tamburello, e dallo stentato mugulare di Kahil, una specie di preghiera laica e “distonica”,  a cavallo tra uno spiritual e un blues, con il sax di Murray che sembra bastare a se stesso.

Continua a leggere “Kahil El’Zabar ft. David Murray – Spirit Groove (Spiritmuse Records, 2020)”

Qualunque: Tutto quello che mi fa stare bene – Intervista

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Se la bolla dell’It Pop prima o poi esploderà, seguendo tutto sommato il destino di tutti i generi musicali che hanno raggiunto per varie circostanze e in vari momenti lo status di trend, di sicuro Qualunque non sarà tra le vittime di questa fine. Il suo percorso si è infatti svolto sempre in maniera differente rispetto agli artisti che vengono di solito raggruppati attorno ai soliti nomi di Calcutta, Gazzelle e decine di altri. Sin dall’esordio assoluto di Più simili ad Hannibal Lecter che a Gesù Cristo, passando per il primo album Mafalda, il Meteo e tutto il resto e al successivo Ep Il primo lunedì dell’anno, il suo percorso si è articolato maggiormente all’interno di un ambito che potremmo definire di “rock alternativo”, dove le inquietudini e le domande esistenziali erano espresse attraverso schitarrate potenti e melodie cantate con struggente intensità. Il ritorno, dopo quasi tre anni riempiti di concerti, silenzi e dall’interessante parentesi di Romboil pesce, avviene con Farmaci, un Ep di cinque pezzi che uscirà in autunno e di cui sono già stati anticipati due singoli, Mozzicone e Mafalda (quest’ultimo uscito proprio in questi giorni). Se sul fronte discografico continua il sodalizio con Costello’s, la novità sta nel team di produzione, composto dai sempre ottimi Fabio Grande e Pietro Paroletti, ormai veri e propri partner artistici dell’etichetta milanese. Ma attenzione a parlare di It Pop: l’impronta generale si è sicuramente modernizzata, gli arrangiamenti sono in qualche modo divenuti più leggeri, è entrata una maggiore componente elettronica; il songwriting però è rimasto sempre quello, intenso, qui anche maggiormente autoironico, ma ben lontano dalla superficialità esibita che si denota spesso in certe produzioni di quell’area. Cambia il vestito ma non la sostanza, insomma, per cui Farmaci rappresenta l’ennesima conferma di un artista in costante crescita, il cui talento è ancora fin troppo sottovalutato. Incontro Luca Milani nello stesso bar dove ci eravamo visti per la nostra precedente intervista. Siamo in un paesino della provincia di Milano, dove da qualche tempo è ritornato a vivere. Immerso nel verde, in una zona magari non bellissima ma tranquilla e serena, ideale per quattro chiacchiere in libertà, lontani dal caos cittadino e immersi in una vita che torna a rifiorire piano piano, dopo i mesi del lockdown.

Continua a leggere “Qualunque: Tutto quello che mi fa stare bene – Intervista”

Neil Young – Homegrown (Reprise, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Stefania D’Egidio

Inutile dire che siamo al cospetto di uno dei più grandi cantautori viventi, oltre ad essere un chitarrista di un altro pianeta: ne so qualcosa io che, pur di vederlo, nel 2016 mi sono sparata non so quante ore in piedi sotto un sole assassino, rischiando anche di farmi sequestrare la reflex dalla security, ma questa è un’altra storia…
Tutto ciò che ha fatto è entrato più o meno nella leggenda e non poteva essere altrimenti per Homegrown, concepito tra il 1974 e il 1975, registrato in analogico come si usava allora, ma mai venuto alla luce fino a qualche giorno fa, il 19 giugno, tanto che sembrava destinato a restare una chimera.

Continua a leggere “Neil Young – Homegrown (Reprise, 2020)”

Jess Williamson – Sorceress (Mexican Summer, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Alessandro Berni

Se Jess Williamson recitasse in una serie dedicata a desideri e sogni infranti della gioventù americana del mondo contemporaneo, conquisterebbe a furor di popolo e in pianta stabile il ruolo della fanciulla tutta cuore, sospiri e portatrice di infinite fragilità, a volte sincere, a volte spese ad arte.
L’ultimo rilancio del never ending revival che ama specchiarsi in se stesso tra sospiri e moine, vede una ragazza del profondo Texas dibattersi tra le inevitabili difficoltà nel trovare una strada personale e non ampiamente battuta nelle aree inflazionate cantautorato folk. Cosa non facile in tempi come questi ulteriormente congestionati e violentati da epidemie di cui non si vede una fine certa e da concrete paure di fallire definitivamente.

Continua a leggere “Jess Williamson – Sorceress (Mexican Summer, 2020)”

WordPress.com.

Su ↑