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Recensione

Jade Bird – Jade Bird (Glassnote Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Federica Faith Piccoli

Classe 1997, occhi grandi, sguardo pulito e sorriso da bambina. Questa è Jade Bird, che in un attimo si spoglia dell’immagine da inglesina bon ton, travolgendoci con la sua voglia di vivere e di fare del mondo un sol boccone. L’album di esordio Jade Bird è una raccolta di pezzi che vanno dal country al rock, passando da uno scanzonato pop al più intimo folk.

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Berta: Canto alla terra. La prima nazionale dello spettacolo di nudoecrudo teatro al Giardino delle Esperidi Festival.

T E A T R O


Articolo di Eleonora Montesanti Foto di Alessandro Brasile

Il posto migliore per rendere omaggio al solstizio d’estate è senza dubbio il palco della residenza teatrale di Campsirago, un piccolo borgo situato sulle colline lecchesi. Non è facile descriverne l’atmosfera intima e magica che, fra la vista mozzafiato e il rumore di cicale, trasforma ogni esibizione in un’esperienza irripetibile.

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The Amazons -Future Dust (Fiction Record, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Un aggettivo per descriverli? Esplosivi!!
A quasi tutte le band e gli artisti che non si fermano all’esordio, tocca la fatidica prova della vita, ovvero superare le aspettative dell’album di debutto. Molti crollano e altri rimangono nell’anonimato. Loro non sono tra questi! Gli inglesi The Amazons, di Reading, non si sono fatti trovare impreparati e hanno tramutato il loro essere animali da palcoscenico, in animali da studio discografico, in una sorta di traslazione naturale di crescita interiore fatta di progetti e di idee marchiate a fuoco sul pentagramma.

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Mac DeMarco – Here Comes the Cowboy (Mac’s Record Label, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Chiara Bernini

Frequentemente nella nostra quotidianità sentiamo l’esigenza di prendere una pausa dal caos della vita ritagliandoci piccoli spazi di tempo per poterci rilassare o allontanarci momentaneamente dall’ansia generata dalla martellante routine per riflettere e meditare sulla nostra esistenza. Che sia fisica o mentale, insomma, siamo sempre alla ricerca di un’evasione nata dalla necessità di trovare una voce amica disposta ad ascoltare le inquietudini interiori. Da questa estrema necessità, la musica e i suoi artisti, molto spesso prendono forma, offrendosi come porti sicuri dove poter trovare consolazione e rifugio.
Uno tra tutti è Mac DeMarco, senz’altro una garanzia.

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Claver Gold e Kintsugi- Lupo di Hokkaido (Glory Hole Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Il nuovo Ep di Claver Gold è interamente prodotto dai Kintsugi e riprende, come intuibile dal titolo, la storia del “Lupo di Hokkaido“: una sottospecie di lupo che viveva in una fredda isola giapponese prima di estinguersi del tutto nel corso del rinnovamento Meiji. Sia a livello visivo che strumentale si sentono le forti influenze che arrivano dal mondo orientale, inoltre, all’inizio di quasi ogni brano c’è una voce narrante che racconta la storia di questo lupo in lingua giapponese.

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Julie’s Haircut – Music from The Last Command (42 Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Savino Di Muro

I Julie’s Haircut nascono nel 1994 con una formazione a tre elementi: Nicola Caleffi, chitarra e voce, Luca Giovanardi, batteria e voce, Laura Storchi, basso e voce. Il loro primo album, cantato in inglese, si intitola Fever In The Funk House (1999). Il gruppo si rifà al sound del garage rock più immediato. Il nuovo millennio vede l’ingresso nella line-up del tastierista e polistrumentista Fabio Vecchi. Da una parte aumenta il debito nei confronti dei Sonic Youth, dall’altra s’intuiscono incursioni in territori psichedelici, preludio a ciò che avverrà nelle successive pubblicazioni. Il loro quinto lavoro Our Secret Ceremony (2009) è fatto di canzoni che ricalcano il modello Sonic Youth, però strutturate come suite kraut-rock, che si arricchiscono di sfumature cangianti durante l’incedere. Quattro anni dopo, con Ashram Equinox la band rinuncia alle liriche cantate e offre un vero e proprio tributo al rock teutonico. Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin (2017), segnato da una vena lisergica e visionaria, pone la band in una posizione del tutto unica nella scena rock contemporanea.

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Jon Bryant – Cult Classic (Nettwerk, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Svegliarsi in paradiso stropicciandosi gli occhi per la lunga dormita, accorgersi di essere circondato da un popolo strano discendente da Woodstock, in attesa che la star entri in scena. Ecco che dall’alto inizia a scendere verso di noi una nuvola, iniziano le prime note e una voce celestiale comincia a cantare. Appare in una luce divina il magico mondo di Jon Bryant, come nella copertina del suo nuovo album Cult Classic; angelico nello sguardo ma con l’animo maledetto, come d’altronde deve essere una star del circuito che si rispetti.
33 anni (ma guarda un po’), nato ad Halifax, la voce più ammaliante e penetrante del Canada fornisce una prova di maturità che non può passare inosservata. Avete presente i brividi lungo la schiena che vi hanno accompagnato nell’ascolto del pluripremiato album di Bon Iver? Si esatto, proprio quello con la meravigliosa Holocene! Ok ora immaginatelo mentre si diletta con testi e musica made in Australia dei Tame Impala in versione zucchero a velo e gocce di malinconia.

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Lucy Spraggan – Today Was A Good Day (Cooking Vinyl Limited, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Chi di noi non si è svegliato una mattina decidendo che quel giorno sarebbe stato un grande giorno? Qualcosa di speciale e magico sarebbe dovuto accadere, un connubio pieno di emozioni e buone sensazioni.
Questo è lo spirito che vuole incanalare nelle nostre vene la ragazza uscita da X Factor UK 2012, la dolce Lucy Spraggan. Nel 2013 la giovane cantante piazza il suo primo album Join the club al numero 7 nella UK album chart facendosi conoscere in tutto il mondo. Di lì a poco avrebbe suonato sul palco dove ogni artista musicale britannico sogna di poter salire ovvero Glastonbury. Un mix perfetto fra il folk della scozzese Amy Mcdonald e il volto rock femminile dell’ultimo decennio in Inghilterra, KT Tunstall. Ascoltando in rotazione le sue canzoni, Lucy si rivela una vera e propria luce in mezzo a tante tenebre musicali, ossessionate dal mercato discografico, a scalare chart e ad aumentare le visualizzazioni sui Social.

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Dentro Caravaggio: il film-evento che porta l’arte di Caravaggio fino al presente

C I N E M A


Articolo di Eleonora Montesanti

Nuovo appuntamento con La Grande Arte al Cinema, la serie di documentari sulla pittura distribuita in Italia da Nexo Digital. Si tratta di un altro film su uno degli artisti più famosi e controversi della storia dell’arte: Caravaggio. Ma non preoccupatevi se pensate di conoscere già la sua storia e le sue opere: Dentro Caravaggio – diretto da Francesco Fei, sceneggiato da Jacopo Ghilardotti e con l’importante partecipazione dell’attore Sandro Lombardi – è un’opera che attraversa i diversi luoghi caravaggeschi e li proietta nel nostro presente.

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