Sabrina Tolve

Pier Vittorio Tondelli – Camere separate (Bompiani, 1989)

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Articolo di Sabrina Tolve

«La solitudine impietosisce gli altri. A volte lui sente lo sguardo indiscreto della gente posato sulla sua figura come un gesto di una violenza inaudita. Come se gli altri lo pensassero cieco e gli si accostassero per fargli attraversare la strada. Certe premure lo offendono più dell’indifferenza, perché è come se gli ricordassero continuamente che a lui manca qualcosa e che non può essere felice. Si vede con un lato del corpo sanguinante, una cicatrice aperta dalla quale è stata separata l’altra metà.»

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Émile Zola – Lo scannatoio (Feltrinelli, 2018)

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Articolo di Sabrina Tolve

«Mettere piede lì dentro era come rivivere un lutto. A quell’ora di notte, il portone, tutto aperto e scassato, sembrava una bocca spalancata. E pensare che tanti anni prima aveva desiderato un cantuccio in quel falansterio diruto! Ma allora, a quei tempi, doveva essere sorda come una campana, per non sentire quella musica immonda, quel terribile concerto della disperazione che rimbombava dietro ai muri! (…) Nel cortile, le parve veramente di stare al camposanto; la neve aveva riempito per terra un pallido quadrato; le alte facciate si stagliavano grigie, tetre e mute, sembravano rovine abbandonate; e nessun anelito, pareva un intero villaggio sepolto, che soccombe al freddo e alla fame.»

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Blonde Redhead – 3 O’clock (Asa Wa Kuru – Ponderosa, 2017)

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Articolo di Sabrina Tolve.

il 13 marzo, in licenza esclusiva a Ponderosa Music & Art e per la propria etichetta Asa Wa Kuru, i Blonde Redhead hanno pubblicato l’EP 3 O’clock.
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Carlo Alianello – L’alfiere (Einaudi, 1942)

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Articolo di Sabrina Tolve

«Il progresso c’è, e io ci credo. Che cristiano sarei se non ci credessi? Solo che d’una cosa sono sicuro: che il progresso non ci viene da fuori. Da dentro ha da venire. […] Non esistono buone leggi per un popolo corrotto e sono gli uomini che fanno le leggi, non le leggi gli uomini. Tu il progresso vuoi? Sissignore: anche io. Sii onesto, se l’onestà ti mancava, e questo è certamente un bel progredire. E se già eri un galantuomo, cerca di diventare migliore. Ma a quel progresso che ti porge la politica, tu non ci credere, ch’è roba sporca.»[1] 

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Tommaso Landolfi – Racconto d’autunno (Vallecchi, 1947)

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Articolo di Sabrina Tolve

«E, in seguito, rividi quei luoghi nel crepuscolo lagrimoso, come la prima sera che vi ero giunto, o spesso e violaceo, come la prima volta che la avevo trovata, o colla pioggia diritta e insistente, come quella notte, colla tempesta, col vento urlante come una creatura incatenata, colla nebbia sbrindellata sulle cime; in una delle mille figure di quella inebriante e malinconica stagione, che erano altrettante figure della mia anima.»[1]

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Simone de Beauvoir – Una donna spezzata (Einaudi, 1969)

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Simone de Beauvoir

Articolo di Sabrina Tolve

«L’umanità è maschile e l’uomo definisce la donna non in quanto tale ma in relazione a se stesso; non è considerata un essere autonomo. […] Lei è soltanto ciò che l’uomo decide che sia; così viene qualificata “il sesso”, intendendo che la donna appare essenzialmente al maschio come un essere sessuato: la donna per lui è sesso, dunque lo è in senso assoluto. La donna si determina e si differenzia in relazione all’uomo, non l’uomo in relazione a lei; è l’inessenziale di fronte all’essenziale.»[1]

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Salvatore Satta – Il giorno del giudizio (Cedam, 1977 – Adelphi, 1979)

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Articolo di Sabrina Tolve

Il giorno del giudizio ha tutta una sua storia.
Salvatore Satta (Nuoro, 1902 – Roma, 1975) era conosciuto soprattutto nell’ambito degli studi legali, autore di un immenso Commentario al Codice di Procedura Civile. A 25 anni scrisse il romanzo La Veranda, ma all’epoca il testo non vide la luce perché ritenuto troppo complicato per il pubblico.
Non c’è da sorprendersi, quindi, se il dattiloscritto de Il giorno del giudizio fu trovato in uno dei cassetti della sua scrivania, alla morte dell’autore, nel 1975.

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