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Sabrina Tolve

Ardecore – Belli poeta di Roma e del mondo

I N T E R V I S T A


Articolo di Sabrina Tolve

Inizia con un saggio che ha questo nome, il libro ARDECORE 996 Le canzoni di Giuseppe Gioachino Belli, edizione Squilibri.
Il libro, di 133 pagine, raccoglie – oltre al saggio di cui sopra scritto dal critico letterario Marcello Teodonio, presidente del Centro Studi “Giuseppe Gioachino Belli”, direttore della rivista di studi belliani «Il 996», nonché segretario scientifico del Comitato Nazionale delle Opere di Belli – le illustrazioni di Marcello Crescenzi (pagg. 32, 36, 48, 64, 80, 94 e 110), quelle di Scarful (pagg. 14, 32, 52, 68, 90, 106 e 122) che si è occupato anche della copertina, quelle di Claudio Elias Scialabba (pagg. 18,  36, 40, 56, 76, 98, 118, 127 e 128) e Ludovica Valori (pagg. 22, 44, 60, 72, 86, 102 e 114) e le fotografie di Daniele Bianchi.
Per ogni sonetto abbiamo dunque un’illustrazione, lo spartito musicale che accompagna il sonetto, il sonetto stesso con le note del Belli e le note di Teodonio a fronte.
Il libro fa anche da supporto ai due volumi dell’album omonimo, di cui abbiamo parlato qui (link).
Per approfondire meglio il lavoro immenso che gli Ardecore hanno dedicato al Belli, ho incontrato virtualmente Giampaolo Felici che mi ha regalato questa bellissima intervista.

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Micah P. Hinson – I Lie To You (Ponderosa Music Records, 2022)

R E C E N S I O N E


Articolo di Sabrina Tolve

Tessera conclusiva del mosaico del passato, I Lie to You è l’ultimo di Micah P. Hinson – il dodicesimo, ad essere precisi.
Su questo telaio fitto, persistente e coerente, il cantautore texano ha disegnato i primi trent’anni della sua vita, divincolandosi così dai lacci che lo costringevano a guardarsi indietro e mai avanti: I Lie to You è diventato quindi una promessa, quella di venir fuori da una trappola di dolore e finalmente salvarsi, guardando al futuro.
Registrato in Irpinia in soli cinque giorni con il supporto del percussionista Zeno De Rossi, del contrabbassista Greg Cohen, e Raffaele Tiseo agli archi, l’album è stato prodotto da Alessandro ‘Asso’ Stefana, che ha lavorato con PJ Harvey e Mike Patton, per la Ponderosa Music Records che si è occupata, tra gli altri, di Blonde Redhead, David Byrne, Madrugada, Patti Smith, Terry Riley, e i Jesus and Mary Chain – che tanto hanno ispirato Hinson durante i suoi primi anni di formazione.

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Sigur Rós @ 3Arena, Dublino – 17 novembre 2022

L I V E – R E P O R T


Articolo di Sabrina Tolve

Nel febbraio di quest’anno, i Sigur Rós hanno prima celebrato sul loro sito i venti anni che ( ) avrebbe compiuto il 28 ottobre, e un paio di giorni dopo hanno annunciato il loro primo tour mondiale in quasi cinque anni, iniziato in Messico al Vaivén Festival, il 30 aprile.
Nello stesso comunicato, Jónsi, Georg e Kjartan hanno anche annunciato la scrittura e registrazione del loro prossimo album, dopo Kveikur del 2013.
I Sigur Rós ci hanno permesso di conoscerli ed ascoltarli tramite sette album acclamati e di grande successo, e hanno curato la colonna sonora di innumerevoli documentari e fiction.
La musica atmosferica ed eterea, la loro sensibilità sonora che si tende tra impalpabilità e post-rock ci rapisce ormai dal 1997, e fortunatamente non sembra voler arretrare d’un solo passo. Ho avuto l’opportunità di essere presente allo spettacolo del 17 novembre qui a Dublino, alla 3Arena, durante un concerto emozionante durato più di tre ore.

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Ardecore – 996 – Le Canzoni di G.G. Belli – Vol. 1 e Vol. 2 (La Tempesta Dischi / Believe, 2022)

R E C E N S I O N E


Articolo di Sabrina Tolve

Un album in due volumi, usciti rispettivamente il 3 giugno e il 6 ottobre di quest’anno, 996 – Le Canzoni di G. G. Belli racchiudono 28 dei 2297 sonetti composti da Giuseppe Gioacchino Belli (firma numerica anonima 996) tra il 1831 ed il 1847, ed editi postumi tra il 1864 e il 1865. L’opera è accompagnata da e accompagna un libro, edito da Squilibri, che permette l’accesso all’ascolto in streaming e download dei due volumi, attraverso un QR Code. Il libro contiene i ventotto sonetti con le note autografe del Belli, le partiture, illustrazioni originali realizzate da Marcello Crescenzi e Claudio Elias Scialabba e un’importante prefazione di Marcello Teodonio, presidente del centro studi ‘G.G. Belli’, direttore della rivista di studi belliani «Il 996», e segretario scientifico del Comitato Nazionale delle Opere di Belli.[1]
Le Poesie Romanesche o Il 996 o La Commedia Romana (tutti titoli provvisori dati dal Belli al suo corpus poetico in vernacolo romanesco) racchiudono un quadro popolare che non è andato disperso e che fonda le sue origini nella poetica satirica e giocosa latina estendendolo sino a noi. Gli Ardecore, che già ci avevano deliziato con Vecchia Roma nel 2015 (ne avevo parlato qui), proseguono con un lavoro filologico che ridisegna il Belli in chiave moderna: i versi dei sonetti non sono stati scalfiti, ma la struttura musicale – principalmente acustica -, ne rinforza suoni e risate, bestemmie e invettive, brutalità e rassegnazione.

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Death Cab for Cutie – Asphalt Meadows (Atlantic Records, 2022)

R E C E N S I O N E


Articolo di Sabrina Tolve

Il 16 settembre – e dunque poco meno di due mesi fa, è uscito Asphalt Meadows, decimo album dei Death Cab for Cutie in quasi 25 anni di carriera.
Avevamo lasciato Ben Gibbard durante la quarantena, con i live streaming di Live From Home: ventidue episodi durante i quali venivano rivisitati brani dei primi LP, e con Life in Quarantine – brano solista del 2020.
E in effetti la crisi pandemica, la revisione del proprio io e della vita come la conosciamo, l’esperienza di un nuovo modo di approcciarsi all’esistenza, sono parte della trama di Asphalt Meadows, un album ricco di umanità e turbolenze personali, schietto ma a sua volta sperimentale, quasi a voler sottolineare l’irripetibilità e la precarietà della vita d’ognuno.
È un album che commuove perché sincero: la fine fa paura, e quel terrore primitivo abbraccia l’album anche nei suoi versi più semplici ed essenziali.

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Björk – Fossora (One Little Indipendent Records, 2022)

R E C E N S I O N E


Articolo di Sabrina Tolve

È un mondo sotterraneo quello di Fossora, decimo album di Björk, un album fatto di livelli stratificati, emozionalmente complesso, che indica la terra come madre universale e territorio inusuale e sconosciuto dal quale si dipana tutta l’architettura cosmica, ostile ed eterna della nascita, della vita e della morte.
Funghi, vagine, cuori e cordoni ombelicali sono la luce di un album che si presenta come un tessuto ctonio che mostra l’abisso delle profondità terrestri.
Il corpo sepolto è quello materno, e il terreno tutt’intorno è nido sofferente e sacrificale: la terra fertile che ha permesso la nascita, l’infanzia, il futuro, si fa trama ancestrale e custode di speranza mentre il tempo scorre via attraverso momenti di vita quotidiana, spesso grottesca, ma reale: perché la morte, proprio come la nascita, rientra inevitabilmente nel ciclo vitale e prescinde da tutte le costruzioni filosofiche ed ideologiche che tentiamo di costruire negli anni. L’incontro con la realtà, la sua accettazione e la sua comprensione, contraddice spesso l’idea e l’immaginario che abbiamo di essa, e la riorganizzazione della concretezza si fa spesso difficile da gestire.

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Verdena – Volevo Magia (Capitol Records Italy/Universal Music, 2022)

R E C E N S I O N E


Articolo di Sabrina Tolve

Sono trascorsi sette anni da Endkadenz e dopo ben sette anni possiamo finalmente godere del settimo album dei Verdena.
Se volessi veder magia nel numero sette, potrei fare un lungo elenco di coincidenze e significati, ma tenterò di darmi un contegno dicendo semplicemente che il sette è il numero della completezza in diverse culture, e ad è alla completezza che ho pensato quando ho ascoltato Volevo magia per la prima volta.
C’è tutta la struttura musicale, canora e lirica a cui i Verdena ci hanno abituati; c’è una completezza e un ritrovarsi continuo nei versi, ci sono tematiche che tornano come topoi, dinamiche, timbri, arrangiamenti cui i Verdena ci hanno abituato e viziato. E poi c’è un mondo nuovo, a metà tra il rassegnato e lo strafottente, c’è tutta una nuova ambientazione bucolica e selvaggia. Nuove esperienze, nuovi esperimenti, nuovi approcci ad eventi e fenomeni fisici, nuovi rituali.

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Edda – Illusion (ɪˈluːʒ(ə)n) (Al-Kemi Records/Ala Bianca, 2022)

R E C E N S I O N E


Articolo di Sabrina Tolve

Sesto album solista di Edda, Illusion contiene undici brani inediti prodotti da Gianni Maroccolo con il quale Stefano aveva già collaborato per Noio; volevam suonar del 2020.
Undici canzoni che sono difficili da digerire, che spingono verso un mondo altro e ideale, un mondo che possa coprirsi con un manto e incantarci tutti: ma Edda descrive un mondo che ideale non è, che ci tiene ancorati a terra, tra disagio, difficoltà, sofferenza e bruttura, in cui la conoscenza separa, in cui i destini sono già scritti e segnati, in cui si è fluidi, si è donna e uomo, perenni Tiresia che come Tiresia sono ciechi; ma la cecità di Tiresia è la condizione perché egli possa vedere oltre e scrutare la verità.

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Letters Of May – LoM (Elastica Records – The Orchard / Costello’s)

R E C E N S I O N E


Articolo di Sabrina Tolve

La verità è che è davvero difficile recensire questo album e provare a descriverlo in modo tale da dargli completa giustizia; oppure è proprio questa incapacità a renderlo ancora più bello e accorato, ancora più straordinario.
LoM, EP dei Letters of May, gruppo fiorentino composto da Claudia Khlo Pieralli, Nickolay D. Nickoloff e Mattia Palagi, è una foschia, un assalto, un piccolo fiorire.
I brani – solo cinque, perché non servono lunghezze epiche per rendere un album sorprendente – sono pieni di atmosfera, di fascinazione mistica, di malinconia meticolosa e visionaria.

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