Cerca

Off Topic

Voci fuori dal coro

Tag

Sabrina Tolve

Il Muro del Canto: distanza, amore, tempo e ricordi… [l’intervista]

I N T E R V I S T A


Articolo di Sabrina Tolve

A quasi sette anni da L’Ammazzasette, Il Muro del Canto ha pubblicato a ottobre dell’anno scorso L’amore mio non more, album vibrante e bellissimo di cui trovate la recensione QUI. Nonostante io viva ormai in Irlanda, Il Muro del Canto è uno dei ricordi più cari che abbia della mia vita a Roma, e uno dei legami più forti che abbia con la città eterna: le descrizioni della metropoli, le sue dinamiche, le sue storie di amore e coltello, la sua immensa mitologia fatta di piccole storie di miseria umana, sono puntuali e poetiche, ed esprimono quanto di più grande, fragile e complicato questa città abbia da offrire. Ma come detto altrove, queste storie non appartengono solo a Roma, sono storie che in un modo o nell’altro ci riguardano tutti.
Nei testi, Il Muro del Canto racchiude tutta questa bellezza e delicatezza, con tenerezza e sprezzante ironia. Questi sono i motivi principali per cui, quando ho saputo di poterli intervistare, non ho indugiato un secondo. Questo è quel che è venuto fuori, tra distanza, amore, tempo e ricordi, con il frontman Daniele Coccia.

Continua a leggere “Il Muro del Canto: distanza, amore, tempo e ricordi… [l’intervista]”

Il Muro del Canto – L’amore mio non more (Goodfellas, 2018)

Articolo di Sabrina Tolve

A due anni dall’uscita di Fiore di Niente, venerdì 19 ottobre è stato finalmente il turno di L’amore mio non more, quarto album de Il Muro del Canto, pubblicato da Goodfellas.
Dodici brani, alcuni di una bellezza davvero incredibile e struggente: è impressionante quanto la band sia cresciuta, soprattutto a livello musicale. C’è un’apertura a sperimentazioni di stili e ritmi diversi, che svicolano ma non si allontanano troppo dalla tradizione deliziosamente folk che li caratterizza da sempre; c’è un’altra novità, che è quella che sembra aver stupito i più: i brani in italiano, Stoica e Il tempo perso.
Continua a leggere “Il Muro del Canto – L’amore mio non more (Goodfellas, 2018)”

Vladimir Nabokov – Fuoco pallido (Adelphi, 2002)

Articolo di Sabrina Tolve

«Solo questo: non il testo, [ma] l’ordito; non il sogno
Ma una coincidenza confusa,
Non debole non-senso, ma un ordito di senso.
Bastava che nella vita potessi trovare
Una sorta di fasullo legame, una sorta
Di correlato disegno del gioco,
Duttile arte, e almeno una parte dello stesso
Piacere che chi lo giocava trovava in esso.»

Continua a leggere “Vladimir Nabokov – Fuoco pallido (Adelphi, 2002)”

Pier Vittorio Tondelli – Camere separate (Bompiani, 1989)

Articolo di Sabrina Tolve

«La solitudine impietosisce gli altri. A volte lui sente lo sguardo indiscreto della gente posato sulla sua figura come un gesto di una violenza inaudita. Come se gli altri lo pensassero cieco e gli si accostassero per fargli attraversare la strada. Certe premure lo offendono più dell’indifferenza, perché è come se gli ricordassero continuamente che a lui manca qualcosa e che non può essere felice. Si vede con un lato del corpo sanguinante, una cicatrice aperta dalla quale è stata separata l’altra metà.»

Continua a leggere “Pier Vittorio Tondelli – Camere separate (Bompiani, 1989)”

Émile Zola – Lo scannatoio (Feltrinelli, 2018)

Articolo di Sabrina Tolve

«Mettere piede lì dentro era come rivivere un lutto. A quell’ora di notte, il portone, tutto aperto e scassato, sembrava una bocca spalancata. E pensare che tanti anni prima aveva desiderato un cantuccio in quel falansterio diruto! Ma allora, a quei tempi, doveva essere sorda come una campana, per non sentire quella musica immonda, quel terribile concerto della disperazione che rimbombava dietro ai muri! (…) Nel cortile, le parve veramente di stare al camposanto; la neve aveva riempito per terra un pallido quadrato; le alte facciate si stagliavano grigie, tetre e mute, sembravano rovine abbandonate; e nessun anelito, pareva un intero villaggio sepolto, che soccombe al freddo e alla fame.»

Continua a leggere “Émile Zola – Lo scannatoio (Feltrinelli, 2018)”

Blonde Redhead – 3 O’clock (Asa Wa Kuru – Ponderosa, 2017)

Articolo di Sabrina Tolve.

il 13 marzo, in licenza esclusiva a Ponderosa Music & Art e per la propria etichetta Asa Wa Kuru, i Blonde Redhead hanno pubblicato l’EP 3 O’clock.
Continua a leggere “Blonde Redhead – 3 O’clock (Asa Wa Kuru – Ponderosa, 2017)”

Carlo Alianello – L’alfiere (Einaudi, 1942)

Articolo di Sabrina Tolve

«Il progresso c’è, e io ci credo. Che cristiano sarei se non ci credessi? Solo che d’una cosa sono sicuro: che il progresso non ci viene da fuori. Da dentro ha da venire. […] Non esistono buone leggi per un popolo corrotto e sono gli uomini che fanno le leggi, non le leggi gli uomini. Tu il progresso vuoi? Sissignore: anche io. Sii onesto, se l’onestà ti mancava, e questo è certamente un bel progredire. E se già eri un galantuomo, cerca di diventare migliore. Ma a quel progresso che ti porge la politica, tu non ci credere, ch’è roba sporca.»[1] 

Continua a leggere “Carlo Alianello – L’alfiere (Einaudi, 1942)”

Tommaso Landolfi – Racconto d’autunno (Vallecchi, 1947)

landolfi

Articolo di Sabrina Tolve

«E, in seguito, rividi quei luoghi nel crepuscolo lagrimoso, come la prima sera che vi ero giunto, o spesso e violaceo, come la prima volta che la avevo trovata, o colla pioggia diritta e insistente, come quella notte, colla tempesta, col vento urlante come una creatura incatenata, colla nebbia sbrindellata sulle cime; in una delle mille figure di quella inebriante e malinconica stagione, che erano altrettante figure della mia anima.»[1]

Continua a leggere “Tommaso Landolfi – Racconto d’autunno (Vallecchi, 1947)”

Simone de Beauvoir – Una donna spezzata (Einaudi, 1969)

Simone de Beauvoir

Articolo di Sabrina Tolve

«L’umanità è maschile e l’uomo definisce la donna non in quanto tale ma in relazione a se stesso; non è considerata un essere autonomo. […] Lei è soltanto ciò che l’uomo decide che sia; così viene qualificata “il sesso”, intendendo che la donna appare essenzialmente al maschio come un essere sessuato: la donna per lui è sesso, dunque lo è in senso assoluto. La donna si determina e si differenzia in relazione all’uomo, non l’uomo in relazione a lei; è l’inessenziale di fronte all’essenziale.»[1]

Continua a leggere “Simone de Beauvoir – Una donna spezzata (Einaudi, 1969)”

WordPress.com.

Su ↑