R E C E N S I O N E
Recensione di Sabrina Tolve
Con Hotel Neuf, il collettivo berlinese Red Largo torna con un secondo lavoro che amplia e raffina il linguaggio già delineato nell’album di debutto, di cui ho parlato qui. Nato inizialmente come progetto legato a una performance teatrale diretta da Sonja Kessner, il gruppo – composto da Fredrik Kinbom, Andreas Dormann e Chris Farr – sviluppa una forma musicale ancora più definita e stratificata. Registrato a Berlino con un approccio fortemente collettivo, l’album si muove tra scrittura e improvvisazione, costruendo un universo fatto di strumenti inconsueti: lap steel guitar, clarinetti bassi, flauti, elettronica e interventi vocali che spesso diventano pura materia timbrica.

Hotel Neuf non è un disco che si lascia afferrare facilmente: è infatti una sorta di stanze contigue da attraversare una ad una – proprio come un hotel, come suggerisce il titolo. Rispetto a Transmitting, il suono si apre a una gamma più ampia di atmosfere. Ci sono sì strutture riconoscibili, ma nell’album resta centrale l’elemento dell’improvvisazione, che dà ai brani una qualità organica e imprevedibile. La presenza più marcata di Sonja Kessner, che utilizza la voce come strumento più che come veicolo narrativo, contribuisce a rendere il disco ancora più ambiguo e sospeso – a metà tra musica contemporanea, jazz sperimentale e colonna sonora immaginaria.
The Diplomat apre il disco con un’atmosfera rarefatta e cinematografica: i suoni sembrano costruire una tensione sottile che si apre con con più definizione in Room 205, che mantiene comunque un senso di instabilità. L’intervento dell’organo di Matti Bye aggiunge profondità all’intero brano, e precipita In The Casino che gioca su contrasti più marcati: ritmi spezzati, frammenti melodici e una sensazione di movimento continuo. The Baroness è uno dei brani più lunghi e immersivi. Qui il gruppo lavora per accumulo, creando un paesaggio denso e stratificato. Segue The Reception, dove si sviluppa una tensione più narrativa, quasi teatrale, e Hotel Neuf, title track, che è uno dei momenti più accessibili del disco. Pur restando sperimentale, lascia intravedere una struttura più riconoscibile. Concludono Soellenthin, Texas, che introduce un cambio di prospettiva: il titolo infatti evoca uno spazio lontano, e la musica si apre a suggestioni più aride; e infine Trip To The Valley i cui suoni si rarefanno progressivamente, lasciando una sensazione di sospensione.
Hotel Neuf conferma i Red Largo come un progetto difficilmente classificabile. La forza del lavoro sta proprio in questo equilibrio instabile tra composizione e improvvisazione, tra forma e dissoluzione. È musica che suggerisce, che costruisce spazi enigmatici, stratificati, e che proprio per il suo mistero riesce ad essere autentico e palpabile.
Tracklist:
01. The Diplomat
02. Room 205
03. In The Casino
04. The Baroness
05. The Reception
06. Hotel Neuf
07. Soellenthin, Texas
08. Trip To The Valley
Photo credit © Aloha Burn






Rispondi