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Claudia Losini

CVC – Get Real (Secretly Distribution, 2023)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

L’indie è passato di moda, l’indie non passerà mai di moda.
Quel termine così tanto amato a inizio millennio e odiato ora che non è più considerato cool essere “indie”, calza a pennello per i CVC, Church Village Collective, band gallese che ha debuttato col suo primo album Get Real.
La band, composta da Francesco Orsi, David Bassey, Elliot Bradfield, Ben Thorne, Tom Fry e Daniel ‘Nanial’ Jones è stata nominata come Best Breakthough Act ai Cardiff Music Awards, la BBC Three li ha inseriti in un documentario e sono apparsi in un album tributo dedicato a uno dei nomi di punta dell’indie rock (per l’appunto), i Super Furry Animals.

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Mosè Santamaria – Come Cani Per Strada (laCantina Records, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

Mosè Santamaria ha la voce dei grandi autori degli anni 80, la scrittura visionaria di un poeta mistico e l’abilità di intrecciare tutto ciò con basi elettroniche.
Come cani per strada, terzo disco, dopo #Risorseumane e Salveremo questo mondo, è una sorta di viaggio iniziatico alla riscoperta della felicità: ci si inabissa nelle profondità oscure del quotidiano, ogni canzone ti mette di fronte a un aspetto della tua vita alla quale hai dato il potere di fare di te ciò che vuole. I brani contenuti in questo album sono pillole di realtà, ognuna con un insegnamento. 

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Christine And The Queens – Redcar les adorables etoiles (prologue) (Because Music, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

Christine and the Queens è lo pseudonimo dell’artista francese Héloïse Letissier, nato a Nantes. Il suo primo nome d’arte, adottato ufficialmente dal 2011 con la pubblicazione del primo EP Miséricorde, deriva da un viaggio a Londra, dove è stato ispirato dal lavoro di molti musicisti drag queen che l’hanno poi accompagnato nei suoi primi live (da qui the Queens). Christine non è l’unico pseudonimo che accompagna la produzione musica di questo artista, dal 2018 di fa chiamare prima Chris, Rahim e ora, presentato nel disco uscito questo Novembre, Redcar.
Il suo album in studio di debutto, Chaleur Humaine lo incorona a livello internazionale, in particolare col brano Christine: il suo pop elettronico è sensuale, romantico, malinconico, ricorda David Bowie, Madonna e Michael Jackson. Le canzoni parlano di genere, di amore, di pansessualità, di identità.

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Nada – La Paura Va Via Da Sé Se i Pensieri Brillano (La Tempesta Dischi / Santeria, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

Ho sempre apprezzato le persone che non si fanno smuovere dalle mode e dalle tendenze. Nada è nel panorama musicale italiano dagli anni 70 ed è sempre stata prolifica, anche se in assoluto viene ricordata per Amore disperato e Ma che freddo fa.
Senza fare digressioni sulla sua fitta biografia, Nada è una cantautrice che non ha paura di seguire il proprio istinto e cantare delle proprie emozioni, è una donna con una voce forte, potente e bella. Che non teme le sue fragilità e la sua rabbia. È rock nell’anima, nell’attitudine, nel suo essere controcorrente, da sempre e per sempre.
La paura va via da sé se i pensieri brillano è prodotto da John Parish, produttore inglese già noto per le sue collaborazioni con PJ Harvey, Eels, Giant Sand, Tracy Chapman, ed è perfettamente in sintonia con l’artista: così come per i precedenti È un momento difficile tesoro (2019) e Tutto l’amore che mi manca (2004), riesce anche stavolta a trasporre le visioni musicali di Nada in arrangiamenti perfetti nel calzare i suoi testi ipnotici.

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The Comet Is Coming – Hyper-Dimensional Expansion Beam (Impulse! Records, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

Nonostante questo 2022 ci abbia intristiti con l’annuncio dello scioglimento dei Sons of Kemet, Shabaka Hutchings continua il suo percorso con gli altri suoi progetti, tra i quali uno dei più avanguardisti: i The Comet is Coming, che, oltre all’eclettico sassofonista sono composti dai producer Danalogue e Betamax, rispettivamente anche ai synth e alle batterie. La band inglese propone un jazz sperimentale, spaziale, elettronico, iper contemporaneo.
E, a proposito di “iper”, anche il terzo full lenght album può definirsi iper cosmico, fin dal titolo Hyper-Dimensional Expansion Beam, il risultato di una full immersion di 4 giorni nella campagna inglese insieme all’ingegnere del suono Kristian Craig Robinson, che da sempre li aiuta nella produzione delle tracce. Come per gli altri dischi, anche questo proviene da improvvisazioni e da un lavoro collettivo sonoro fatto di ispirazione e libertà compositiva, poi distillata e lavorata per arrivare alla soluzione finale.

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Múm @ Hiroshima Mon Amour, Torino – 29.09.22

L I V E – R E P O R T


Articolo e immagini sonore di Claudia Losini

Avevo quasi dimenticato quanto sia bella l’esperienza di sentire i Múm dal vivo. L’ultima volta, anzi, l’unica, fu nel 2009 a Spazio 211, quando presentarono Sing along to songs you don’t know.
Scoprii i Múm, il cui nome non si significa nulla, se non che la disposizione delle lettere ricorda due elefanti che si guardano intrecciando le proboscidi, con il loro primo album, preso perché già dal titolo mi aveva fatto capire che tipo di musica avrei ascoltato: Yesterday was dramatic – today is OK. In realtà la tristezza in questo primo album passava quasi in secondo piano sulla sperimentazione glitch, un genere che agli inizi del 2000 stava esplodendo. Brani come I’m 9 today e The ballad of the broken birdie records sono rimasti dei classici. Così come Green grass of tunnel e l’incredibile We have a map of the piano entrambe di Finally we are no one.

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The Mars Volta – The Mars Volta (Clouds Hill, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

Mi ricordo ancora la prima volta che ascoltai De-loused in the comatorium, il primo disco dei Mars Volta: rimasi abbagliata. Non era il tipo di musica che ascoltavo quotidianamente, ma il loop sonoro in cui fui trascinata, così preciso nel dipingere la sensazione di estasi psichica e di deliri di morte, fu per me un’esperienza del tutto nuova. Così anche il loro live.
Decisi che amavo i Mars Volta, in particolare Cedric Bixler Zavala e Omar Rodriguez-Lopez, le due menti dietro anche gli At the Drive In, come tutti gli amori post adolescenziali che si rispettino, con passione ma anche con razionalità.
Questa premessa per dare l’idea delle aspettative, piuttosto alte, su The Mars Volta, uscito dieci anni dopo l’ultimo disco Noctourniquet (2012).

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Szun Waves – Earth Patterns (Leaf Label, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

Szun Waves è un ensemble londinese, composto dal produttore Luke Abbott, Laurence Pike dei PVT alla batteria e Jack Wyllie dei Portico Quartet al sassofono, che combina elementi jazz sperimentali con l’elettronica.
Il trio ha, fin dal loro esordio At sacred Wall del 2016, esplorato il free jazz senza alcun tipo di costrizione, in un risultato impattante e immediato, uscito da 6 ore di improvvisazione. Anche New Hymn to Freedom del 2018 è stato registrato senza alcuna modifica successiva: qui l’immediatezza quasi rock dell’album viene evoluta in ambient elettronica e filtrata con del jazz spirituale.

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TOdays 2022, l’importanza di continuare a credere

L I V E – R E P O R T


Articolo di Claudia Losini, immagini sonore di Federico Cardamone

Anche quest’anno, a fine agosto, ci troviamo a fare i conti con l’estate finita, il rientro al lavoro, ma soprattutto a fare il resoconto del TOdays festival, che, da 8 anni a questa parte, ci accompagna verso settembre.
Cominciamo col dire che la line up di quest’anno è stata coraggiosa, con tanti nomi da scoprire durante il weekend, con Tash Sultana headliner il venerdì e FKJ il sabato, mentre il big di richiamo di questa edizione, i Primal Scream, sono saliti sul palco la domenica per un’unica data italiana celebrativa dei 30 anni di Screamadelica.
Ma, come è successo nel 2021, la scelta delle band non è casuale: nel rappresentare la contemporaneità e i suoni del futuro prossimo, anche questa volta Gianluca Gozzi ci sorprende e ci offre una selezione di musica di cui sentiremo parlare, e tanto, nei prossimi mesi.

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