Cerca

Off Topic

Solo contenuti originali

Tag

Claudia Losini

Populous – W (Wonderwheel Recordings, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

Un manifesto di libertà e un inno alla donna. W, come “Women”, fin dalla copertina, realizzata dall’artista queer berlinese Nicola Napoli, è un omaggio alla femminilità, espressa senza distinzioni e limiti di genere. Dentro, tutte le artiste che hanno influenzato la vita di Populous, da Grace Jones a Ru Paul, da Missy Elliot a Loredana Bertè. Ed è per questo che sceglie di collaborare con artiste e amiche per ogni brano dell’album: Sobrenadar, Kaleema, Sotomayor, Emmanuelle, Barda, Weste, Cuushe e le italiane M¥SS KETA, L I M, Matilde Davoli e Lucia Manca sono le sacerdotesse che ci accompagnano in un rito di iniziazione dove la donna si trasforma in una nuova divinità neopagana, in grado di guidare l’umanità nel futuro.

Continua a leggere “Populous – W (Wonderwheel Recordings, 2020)”

Subsonica – Mentale Strumentale (Sony Music, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Il sovraffollamento dei social in questi 60 giorni di lockdown ha portato gli artisti a confrontarsi con all’annosa questione: pubblicare nuovo materiale o non pubblicare? A fronte dell’impossibilità, spesso, di potersi trovare in studio a registrare materiale nuovo, c’è chi si è riversato su IG con dirette quotidiane, c’è chi, come Nick Cave, ha dichiarato di “farsi da parte e usare questa opportunità e riflettere su quale esattamente sia la nostra funzione” (frase poi prontamente ritrattata con un live streaming di brani per 24 ore su YouTube), c’è chi invece, come i fratelli Gallagher, ha aperto i cassetti impolverati del materiale mai pubblicato.
Anche i Subsonica hanno colto questa occasione per rivangare materiale inedito e pubblicare un disco strumentale, scritto nel 2004, poco dopo la pubblicazione di “Controllo del livello di rombo”.

Continua a leggere “Subsonica – Mentale Strumentale (Sony Music, 2020)”

Laura Marling – Song For Our Daughter (Partisan/Chrysalis, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

La prima volta che ho sentito Laura Marling era nel disco dei Noah And The Whale, una band indie folk inglese, che nel 2008, con Peaceful, The World Lays Me Down mi aveva conquistata per le sue melodie scanzonate ma malinconiche. Nel 2008 pubblica anche il suo primo disco solista Alas I Cannot Swim, facendosi subito riconoscere per la delicatezza della sua voce e cominciando una carriera solista folk che la porta a vincere ben due premi nel 2011: l’NME come Best solo Artist e il Brit Award come British female solo artist. Poco conosciuta in Italia, dove il genere di certo non spopola, Laura Marling è al suo settimo disco.


Continua a leggere “Laura Marling – Song For Our Daughter (Partisan/Chrysalis, 2020)”

The Strokes – The New Abnormal (RCA, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Se guardiamo alla storia degli Strokes, ormai ventennale, possiamo definirla come una montagna russa, iniziata saltando in vetta nel 2001 con This is it, per poi precipitare nel dimenticatoio delle “band dei primi 2000”.
Il gruppo inglese ha effettivamente lasciato un segno importante nella musica di inizio millennio, e con ben due dischi, Room on Fire e First Impression of Earth, usciti nel 2003 e 2006, sono entrati di diritto nella classifica delle band più influenti del panorama musicale mondiale. Quella degli Strokes era una musica sporca, trascinata da un leader bello e dannato quanto basta per avere quel tono snob in ogni canzone che non fosse urlata. Erano i ricchi con il giubbotto di pelle, erano la New York bene che si spaccava di droghe e si circondava di ragazze bellissime.

Continua a leggere “The Strokes – The New Abnormal (RCA, 2020)”

Four Tet – Sixteen Oceans (Text Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Kieran Hebden, in arte Four Tet, inaugura questo strano 2020 con un disco che fa capo a tutte le sue produzioni degli ultimi dieci anni. Sixteen Oceans è un richiamo alle melodie di There Is Love In You, disco del 2010 che l’aveva incoronato padrone di quella elettronica che si allontanava dal concetto di musica esclusiva per club, per arrivare dentro la propria
stanza e giocare con ritmi indiani, folktronici e intimi.

Continua a leggere “Four Tet – Sixteen Oceans (Text Records, 2020)”

Dente – Dente (INRI/Picicca/Artist First, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Quando un disco è scritto dal profondo dell’anima, si sente fin dalla prima nota. Dente, nel suo omonimo disco, si mette a nudo, parla di sé e lo fa con canzoni nate dai tasti di un pianoforte, scritte tra stazioni di treni e interni di casa. C’è tanta provincia, quella in cui è cresciuto, ci sono i sogni, c’è la musica che ci salverà tutti, c’è tanta indagine introspettiva, tra momenti di sconforto e di speranza, ci sono il tempo che passa e gli insegnamenti dell’amore, il passato che non si può cambiare e il domani immaginato.

Continua a leggere “Dente – Dente (INRI/Picicca/Artist First, 2020)”

Lucia Manca – Attese Vol. 1 (Factory Flaws/Peermusic Italy, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Accendere una sigaretta. Aspirare, chiudere gli occhi, riaprirli e guardare il fumo che lento disegna arazzi nel cielo notturno. Aspettare.

Guardare il mare, cogliere ogni sua sfumatura, perdersi tra i giochi del sole tra le onde, finché non arriva il crepuscolo. Immaginare quale sarà la nave giusta per una vita nuova.
Attese.

Continua a leggere “Lucia Manca – Attese Vol. 1 (Factory Flaws/Peermusic Italy, 2020)”

Tame Impala – The Slow Rush (Modular, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

Quando i Tame Impala hanno esordito, nel 2010, con Innerspeaker, hanno gettato una pietra miliare nella storia della musica del nuovo millennio, facendo esplodere il revival del psychedelic rock e ottenendo da subito la benedizione di fan e stampa mondiale. Dopo Currents, la band australiana ha dovuto fare i conti con il fatto di non essere più soltanto un ottimo progetto di nicchia di derivazione psych rock: Kevin Parker è diventato un punto di riferimento, acclamato da tutti come genio del rock contemporaneo, la sua band è stata headliner al Coachella, ogni singolo è diventato immediatamente una hit. Con un percorso così breve e così clamoroso, la pressione a fare sempre meglio di prima può diventare insostenibile. È successo a tanti gruppi, implosi dopo il debutto, ad altri che hanno continuato a ripetere lo stesso album per tutta la loro carriera, e altri, che invece hanno continuato a cercare la propria identità, anche commettendo passi falsi.

Continua a leggere “Tame Impala – The Slow Rush (Modular, 2020)”

Lucio Corsi – Cosa faremo da grandi? (Sugarmusic, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Capelli lunghi, volto ed espressione senza un’età, condivide il nome con uno dei più grandi cantautori della musica italiana. Non sapresti dire se questo viso da ragazzino abbia davvero 26 anni oppure 50 o 500, se sia reale o provenga da un altro mondo, magari un mondo dove le fiabe le trasporta il vento, come gli amici che pesano troppo poco.
Lucio Corsi in Cosa faremo da grandi? racconta storie vere sotto forma di bugie. E lo fa seguendo uno stile cantautoriale che può ricordarti Paolo Conte e Ivan Graziani, ma con guizzi i psichedelia glam rock anni 70 che ti sorprendono all’improvviso.
Cosa faremo da grandi? Qual è, poi, il limite del sentirsi grandi? Proprio lui, che di anni ne ha pochi ma tanti, ci spiega che l’importante non è tanto arrivare a un traguardo, ma partire. Pensate a chi ha inventato le conchiglie, così belle e bianche, per poi gettarle in mare dove in pochi possono goderne. L’apice massimo di una grande impresa mandata in fumo, ma con l’animo in pace.

Continua a leggere “Lucio Corsi – Cosa faremo da grandi? (Sugarmusic, 2020)”

WordPress.com.

Su ↑