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Claudia Losini

Dente – Dente (INRI/Picicca/Artist First, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Quando un disco è scritto dal profondo dell’anima, si sente fin dalla prima nota. Dente, nel suo omonimo disco, si mette a nudo, parla di sé e lo fa con canzoni nate dai tasti di un pianoforte, scritte tra stazioni di treni e interni di casa. C’è tanta provincia, quella in cui è cresciuto, ci sono i sogni, c’è la musica che ci salverà tutti, c’è tanta indagine introspettiva, tra momenti di sconforto e di speranza, ci sono il tempo che passa e gli insegnamenti dell’amore, il passato che non si può cambiare e il domani immaginato.

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Lucia Manca – Attese Vol. 1 (Factory Flaws/Peermusic Italy, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Accendere una sigaretta. Aspirare, chiudere gli occhi, riaprirli e guardare il fumo che lento disegna arazzi nel cielo notturno. Aspettare.

Guardare il mare, cogliere ogni sua sfumatura, perdersi tra i giochi del sole tra le onde, finché non arriva il crepuscolo. Immaginare quale sarà la nave giusta per una vita nuova.
Attese.

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Tame Impala – The Slow Rush (Modular, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

Quando i Tame Impala hanno esordito, nel 2010, con Innerspeaker, hanno gettato una pietra miliare nella storia della musica del nuovo millennio, facendo esplodere il revival del psychedelic rock e ottenendo da subito la benedizione di fan e stampa mondiale. Dopo Currents, la band australiana ha dovuto fare i conti con il fatto di non essere più soltanto un ottimo progetto di nicchia di derivazione psych rock: Kevin Parker è diventato un punto di riferimento, acclamato da tutti come genio del rock contemporaneo, la sua band è stata headliner al Coachella, ogni singolo è diventato immediatamente una hit. Con un percorso così breve e così clamoroso, la pressione a fare sempre meglio di prima può diventare insostenibile. È successo a tanti gruppi, implosi dopo il debutto, ad altri che hanno continuato a ripetere lo stesso album per tutta la loro carriera, e altri, che invece hanno continuato a cercare la propria identità, anche commettendo passi falsi.

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Lucio Corsi – Cosa faremo da grandi? (Sugarmusic, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Capelli lunghi, volto ed espressione senza un’età, condivide il nome con uno dei più grandi cantautori della musica italiana. Non sapresti dire se questo viso da ragazzino abbia davvero 26 anni oppure 50 o 500, se sia reale o provenga da un altro mondo, magari un mondo dove le fiabe le trasporta il vento, come gli amici che pesano troppo poco.
Lucio Corsi in Cosa faremo da grandi? racconta storie vere sotto forma di bugie. E lo fa seguendo uno stile cantautoriale che può ricordarti Paolo Conte e Ivan Graziani, ma con guizzi i psichedelia glam rock anni 70 che ti sorprendono all’improvviso.
Cosa faremo da grandi? Qual è, poi, il limite del sentirsi grandi? Proprio lui, che di anni ne ha pochi ma tanti, ci spiega che l’importante non è tanto arrivare a un traguardo, ma partire. Pensate a chi ha inventato le conchiglie, così belle e bianche, per poi gettarle in mare dove in pochi possono goderne. L’apice massimo di una grande impresa mandata in fumo, ma con l’animo in pace.

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The Dining Rooms – Art is a cat (Schema Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Stefano Ghittoni e Cesare Malfatti tornano con il loro progetto The Dining Rooms con l’ottavo album. Nato come evoluzione di Subterranean Dining Rooms, già side project di Peter Sellers and The Hollywood Party, accoglie sonorità elettroniche, atmosfere cinematiche con influenze dub, folk e soul.
Art is a cat, uscito a distanza di cinque anni dal disco strumentale Do hipsters love Sun (Ra)? con un riferimento chiaro alla filosofia musicale di Sun Ra, racchiude tutte le sfaccettature della musica dei Dining Rooms, in 19 brani dove le parti vocali sono magistralmente inframezzate con i classici strumentali della band.

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Subsonica – Microchip Temporale (Sony Music, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Piacenza, 1999
Avevo solo 14 anni quando sentii per la prima volta Colpo di pistola dei Subsonica: per un’adolescente cresciuta a suon di band ascoltate dalla sorella maggiore, l’esperienza della scoperta di qualcosa di nuovo, originale e che si adattasse perfettamente alle mie emozioni è stato esattamente come ricevere un proiettile nel cuore.
Ero così ammaliata dalle descrizioni di Torino cantate in Microchip Emozionale, che capii che quella poteva essere la città fatta apposta per me: malinconica, ma con un’energia unica, capace di prenderti a schiaffi, mentre ti fa innamorare.
I testi mi hanno plasmata e da allora ho sempre amato chi riesce, con una perfezione chirurgica, a mettere le giuste parole una in fila all’altra, riuscendo a smuovere l’animo e a solleticare l’ingegno.
Microchip Emozionale ha avuto un effetto radicale sulla mia vita, e su quella di un’intera generazione.


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CLUB TO CLUB, la sfida dei festival – Torino 30 ottobre/03 novembre 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo di Claudia Losini

“Ma perché vi fate chiamare festival di musica elettronica, se non c’è l’elettronica?”
Nei commenti alla pagina del festival, quest’anno, si sono lette tante domande di questo genere.
Premesso che da circa 3 o 4 anni il festival ha cambiato direzione, spostandosi dall’elettronica in senso stretto del termine al genere avant-garde pop, quella di quest’anno è stata una scelta che determinerà il futuro di ClubtoClub, che in 19 anni ha modificato spesso la sua espressione, mai perdendo però la sua natura di festival che sponsorizza la musica del futuro.

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Fink – Bloom innocent (R’Coup’D / Ninja Tune, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

C’è un quadro a cui sono molto affezionata. L’artista è Rafal Olbinski, crea sogni su tela, l’immaginario è surreale, ma ogni quadro respira un’idea di cielo. Dicevo, quel quadro rappresenta un albero dai rami spogli, le cui foglie sono nuvole. Quando ho visto la copertina del disco di Fink ho ricordato quel quadro sepolto nei ricordi di una me di troppi anni fa. E questo è il leitmotiv dell’album di Fink: guardarsi allo specchio, attraversare i ricordi e parlarsi, raccontarsi cosa è successo in questi anni, per poi voltarsi al futuro, con l’auspicio di raggiungere quel cielo.


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Club To Club 19: La luce al buio season 2

C O M U N I C A T O – S T A M P A


Articolo di Claudia Losini

ClubToClub quest’anno si veste di luce nuova. Già consolidato come punta di diamante degli eventi europei per la sua selezione di ampie vedute, da qualche anno si impone come principale portavoce della scena avant-pop, con nomi come Thom Yorke, Franco Battiato, James Blake e Aphex Twin, solo per citarne alcuni.

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