Funzionalità di ricerca

Off Topic

Solo contenuti originali

Tag

Claudia Losini

Onyricon – Music For Monorail (Machiavelli Music Publishing, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

C’era una volta a Torino, nel 1961, l’Esposizione Internazionale del Lavoro. In occasione di questo evento e del centenario dell’unità d’Italia, fu costruito un quartiere, tra Nizza e Millefonti, Italia 61. C’era un parco con una fontana a stella, il Circarama, un sistema di proiezione cinematografica a 360° della Walt Disney, la cabinovia che collegava, passando sopra il Po, il Parco del Valentino con il Parco Europa sulla collina di Torino. E c’era una monorotaia, simbolo della tecnologia, del boom italiano degli anni, dello sviluppo e della proiezione verso un futuro quasi fantascientifico, come si sognava negli anni 60.
Quella monorotaia venne dismessa qualche mese dopo la sua inaugurazione, per poi essere abbandonata e, pian piano, diventare un ricordo, un’icona di quel passato florido che non ritornerà più. Tutt’oggi è possibile vedere, arrivando a Torino, una parte dei binari, che sono diventati uno scenario quasi post industriale, affascinante e decadente.

Continua a leggere “Onyricon – Music For Monorail (Machiavelli Music Publishing, 2021)”

Sons Of Kemet – Black To The Future (Impulse! Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

I Sons Of Kemet sono uno dei complessi jazz britannici più acclamati negli ultimi anni, grazie anche alla presenza di Shabaka Hutchings, sassofonista e clarinettista originario delle Barbados, leader, oltre che di questo gruppo, anche dei Shabaka and the Ancestors, membro anche dei Comet is Coming, altro gruppo jazz di ispirazione 70s e basato soprattutto sull’improvvisazione delle jam session.
Ha suonato il sassofono per Sun Ra, Floating Points, Mulatu Astatke, giusto per citare alcuni nomi.
L’impronta principale dei Sons of Kemet è il folk caraibico che incontra la musica africana: il sound è tribale e tocca le corde più nascoste dello spirito in ciascuno di noi. Come dice Shabaka, ognuno interpreta i brani secondo la propria cultura, ma il messaggio finale deve essere necessariamente universale.
E anche nel loro quarto disco, Black to the future, i Sons of Kemet vogliono trasmettere un messaggio, chiaro e molto forte: affinché l’umanità progredisca, bisogna considerare cosa significa essere “Black to the future”, bisogna ridefinire e riaffermare il significato della lotta per il black power.

Continua a leggere “Sons Of Kemet – Black To The Future (Impulse! Records, 2021)”

Julia Stone – Sixty Summers (Arts & Crafts / BMG, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

Julia Stone è sicuramente più conosciuta per la sua collaborazione con il fratello Angus, un duo indie folk, intimo e sognante, attivo dal 2007.
Meno promossa dai media è la sua carriera solista, cominciata nel 2011 con The Memory Machine e proseguita con By The Horns. La cantautrice australiana nel suo terzo lavoro, Sixty Summers, si slega dall’immaginario folk un po’ selvaggio che ha sempre contraddistinto le sue produzioni, spesso con toni scuri e con tematiche più legate all’amore, per rinascere in una nuova figura, più libera e molto più pop.
Di questa nuova vita sono complici Thomas Bartlett e l’iconica St.Vincent, co-produttori del disco, che hanno lasciato spazio a Julia, permettendole di acquisire quella fiducia che forse non era ancora del tutto emersa nelle precedenti uscite.

Continua a leggere “Julia Stone – Sixty Summers (Arts & Crafts / BMG, 2021)”

Nubiyan Twist – Freedom Fables (Strut Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

L’Inghilterra, patria della pioggia, del punk e del brit pop. E di Gilles Peterson, producer e broadcaster che ha contribuito a promuovere il grande successo della world music dal 2016 in avanti. Non c’è da stupirsi quindi se i Nubiyan Twist provengono proprio da Londra. Attivi dal 2009, sono un collettivo che spazia dal jazz al soul, dalla ritmica brasiliana fino all’elettronica più inglese.
Freedom Fables, terzo album e primo senza Nubiyan, co fondatrice del collettivo, condensa alla perfezione le diverse fonti di ispirazione di ogni componente, dal jazz all’afrobeat, dal dub all’elettronica, fino a diventare una lunga jam session dove si inseriscono anche collaborazioni con i più importanti nomi della scena inglese, tra cui Pat Thomas, Cherise (premiata come Jazz FM Vocalist of the Year nel 2019), il rapper sassofonista vincitore di un Grammy Soweto Kinch, e l’ormai componente fisso K.O.G., cantante e rapper.

Continua a leggere “Nubiyan Twist – Freedom Fables (Strut Records, 2021)”

The Fratellis – Half Drunk Under A Full Moon (Cooking Vinyl, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

La storia della band di Glasgow segue la classica linea del “fai un singolo che tutti ascolteranno fino alla nausea e poi scompari”. I Fratellis, con il loro album di debutto Costello Music hanno invaso i club e le serate indie a suon di Chelsea Dagger, canzone che peraltro conosciamo ancora tutti a memoria. Il primo album è stato una rivelazione, e la loro carriera prometteva bene: era uscito al momento giusto, con il suono giusto. Se non che, come spesso accade, il secondo disco non fu all’altezza e la band si sciolse.
Per tornare nel 2013 con We Need Medicine, seguito 3 anni dopo da Eyes Wide, Tongue Tied, dove è chiaro il tentativo di appropriarsi del sound di Arctic Monkey e Strokes, e andare avanti in una ricerca stilistica forse troppo seriosa rispetto agli scanzonati inizi, ma con risultati poco soddisfacenti e a dir poco già sentiti. Parliamoci chiaro, non è che l’intera discografia sia da denigrare, prendiamo come esempio In Your Own Sweet Time del 2018, dove il sound è finalmente più personale, riprende dai sixties, dal garage senza dimenticare il folk. Un disco vario, orecchiabile e decisamente più adulto dei precedenti.

Continua a leggere “The Fratellis – Half Drunk Under A Full Moon (Cooking Vinyl, 2021)”

Architects – For Those That Wish To Exist (Epitaph Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

For Those That Wish To Exist esce tre anni dopo Holy Hell, dedicato alla scomparsa del membro della band Tom Searle (fratello del cantante Dan), scomparso nel 2016. Questo album sente quindi la mancanza di una parte fondamentale nella composizione dei brani, per quanto nella loro carriera, gli Architects si erano già spostati da una impronta mathcore fino a diventare i portatori del vessillo del metalcore. A livello di suoni, questo disco si discosta dalle produzioni precedenti, per modellarsi su un modello forse più mainstream, più accessibile e meno spinto, accantonando anche un poco i tecnicismi che da sempre li hanno contraddistinti.

Continua a leggere “Architects – For Those That Wish To Exist (Epitaph Records, 2021)”

Structure – XX (Riff Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

XX da non confondersi con “ventesimo”, indica in genetica il cromosoma femminile. Stefano Giovannardi, in arte Structure, che nel suo percorso unisce sempre musica e biologica, in questo nuovo lavoro esplora tutte le sfumature dell’essere donna.
Per andare a fondo in questa ricerca, si affida a 10 protagoniste che apportano la loro individualità e la loro personalità, scegliendo testi e lingua delle canzoni: Barbara Cavaleri Chiara Castello, Ely Nancy Natali, Francesca Bono, Francesca Palamidessi, Laura Boccacciari , Manuela Pellegatta, Maria De Vigili, Silvia Caracristi, Verdiana Raw.

Continua a leggere “Structure – XX (Riff Records, 2021)”

Mogwai – As The Love Continues (Rock Action Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Quando è uscito il nuovo singolo dei Mogwai, Ritchie Sacramento, il primo pensiero è stato “La canzone che suona più Ride dei Mogwai”. Effettivamente è un brano che avrebbe potuto scrivere la band di Andy Bell, e, a prima impressione, poteva anticipare un intero album molto più cantato, molto più shoegaze e molto meno post-rock.
Invece As the love continues, decimo disco ufficiale al netto delle (pur sempre meravigliose) colonne sonore, si pone come un’opera omnia che racchiude tutte le tappe di sperimentazione che hanno caratterizzato la produzione della band scozzese. 

Continua a leggere “Mogwai – As The Love Continues (Rock Action Records, 2021)”

Clap Your Hands Say Yeah – New Fragility (CYHSY Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Come si combatte quella nostalgia dell’epoca d’oro dell’indie, quegli anni che dal 2001 al 2006 hanno accompagnato la post adolescenza di tante persone? I Clap Your Hands Say Yeah non fanno altro che alimentare questo sentimento: con il loro omonimo primo disco, uscito nel 2005, autoprodotto, dal sapore lo-fi e quella voce così particolare, quella di Alec Ounsworth, così sfacciata nel suo essere stonata senza troppe pretese, un po’ come era quella di Daniel Johnston.
Dopo 15 anni la band di New York torna con un disco, forse il più politico e il più completo da quell’esordio che ha aperto la strada a tantissime band indie. Il titolo, New fragility, è ispirato da un racconto di Wallace, “Per sempre lassù”, un racconto di fragilità, coraggio e candida bellezza di un ragazzino che sale una scaletta per tuffarsi in piscina, il giorno del suo compleanno, metafora del suo affacciarsi alla pubertà e quindi all’età adulta.

Continua a leggere “Clap Your Hands Say Yeah – New Fragility (CYHSY Records, 2021)”

WordPress.com.

Su ↑