R E C E N S I O N E
Recensione di Alessandro Tacconi
Tempo di celebrazioni per il padre del cosmic jazz e della sua orchestra interplanetaria: Herman Poole Blount aka Sun Ra. Nel mese di maggio ricorre infatti la nascita, il 22 del 1914, e la dipartita verso dimensioni altre, il 30 del 1993, del nostro. Le stesse di cui ha sempre suonato e declamato nelle numerosissime registrazioni dal vivo e in studio. Di questo gigante del jazz è stato scritto e discettato in lungo e in largo, come se le latitudini musicali oltre le quali si è spinto avessero bisogno di alcuni confini entro cui poterlo circoscrivere. Nella sua lunghissima carriera ha attraversato vari generi: dallo swing al bebop, dall’hard bop al free jazz fino al cosmic jazz di cui fu il vero e proprio iniziatore (a detta di diversi critici musicali). Lo stile pianistico è in parte debitore a due colossi dello strumento: Thelonious Monk e Cecil Taylor. Fu uno dei primi jazzisti a sperimentare dalla fine degli anni Sessanta nelle sue composizioni il sintetizzatore, le tastiere elettroniche e il mini moog. La discografia è praticamente sconfinata sia in studio ma soprattutto dal vivo: oltre una sessantina le uscite ma in aumento, come dimostra questa novità discografica: Sun Ra At the Showcase: Live in Chicago.

Il cofanetto contiene due concerti assai differenti per stile tenutisi a Chicago il 21 febbraio 1976 e il 4 e 10 novembre 1977. Testimonianze preziose di un’epoca in cui gli stilemi e i furori del free jazz non avevano timore di combinarsi con composizioni orchestrali di stampo più classico. E ciò lo si deve alla qualità dei musicisti di cui si circonda il leader, che sono in grado di passare dai ballabili all’hard bop al free jazz e ritorno, trasudando tanto divertimento e affiatamento. Negli anni il gruppo ha preso diversi nomi: Solar Arkestra, Myth Science Arkestra, Astro Infinity Arkestra… e vi hanno partecipato tra i molti, perlopiù in occasioni live, Pharoah Sanders, David Murray e Archie Shepp al sax tenore, Talvin Singh alle tabla, Don Cherry alla tromba, Jack DeJohnette alla batteria.
Per le due performance dal vivo i musicisti accreditati sono: John Gilmore sax tenore, Marshall Allen sax alto, flauto e kora, Eloe Omoe sax alto e clarinetto basso, Danny Davis sax alto e flauto, Danny Thompson sax baritono e flauto, Ahmed Abdullah, Emmett McDonald e Michael Ray tromba, Victor Chancey corno francese, Dale Williams chitarra, Richard Williams basso, Luqman Ali batteria, Eddie Thomas percussioni, James Jacson oboe e Antica batteria egizia dell’infinito, Atakatune congas, June Tyson, Cheryl Banks-Smith, Wisteria (Judith Holton) canto.
Sul primo CD, la registrazione del 1977, possiamo apprezzare proprio gli arrangiamenti orchestrali di brani quali View from another dimension, Ankhnaton e Moonship journey che riecheggiano Duke Ellington e Charles Mingus. I momenti improvvisativi sono quindi presenti, ben calibrati e sono al servizio della composizione nel suo insieme. E poi ci vengono così bene! Moonship journey, ad esempio, è un ballabile blues dove si avvicendano i solo di sax, trombone e tromba nella più classica delle scansioni. Questo live contiene insomma la gentle side di Sun Ra.
Il secondo ascolto, il concerto del 21 febbraio 1976, cambia decisamente rotta e ci trasporta nell’universo intergalattico “frijezzico” del nostro e della sua Arkestra. Calling planet earth & the shadow world dà il via al set con oltre 17 minuti di interpolazioni elettroniche del leader a cui replica con furore percussivo e stridente la compagine, ovviamente John Gilmore e Marshall Allen al comando delle truppe. Si sente perfino evocare a un certo punto Albert Ayler e il suo sferragliante motivetto di Ghosts. Ogni brano ha lo scopo di fare abbandonare all’ascoltatore ogni latitudine conosciuta per trasportarlo dove Space is the place e la lingua che lassù si parla balbetta suoni poco prima inauditi, una sorta di gramelot astrale: Ebah speaks in cosmic tongue. E questa è la parte più irruenta di Sun Ra.
Anche per questa pubblicazione la Elemental Music ha fatto le cose come si deve, proprio come per il doppio album di Yusef Lateef di cui parleremo in questa sede. Quindi la cura nella scelta del lettering per il nome del leader e il titolo. Foto a colori e in bianco e nero di quelle vibranti sedute corredano il cofanetto, e il booklet, che contiene due cd: uno di colore azzurro e uno color senape. Il libretto di ben 36 pagine è ricco di interventi sia di musicisti, che di DJ radiofonici e critici musicali: da Marshall Allen a Michael Anderson, da David Murray a Thurston Moore, da John Corbett a Matthew Shipp…
Sun Ra At the Showcase Live in Chicago è un’importante testimonianza di quanto fosse complessa e affascinante la concezione filosofica e musicale di questo musicista, quindi siamo più che lieti che simili lavori vengano alla luce a quasi 50 di distanza dalla loro registrazione. Per quanto ci riguarda continuano a brillare e rifulgere regalando meraviglia all’ascoltatore appassionato e non.

Tracklist:
CD1 Recorded on November 4 & 10, 1977
01. New Beginning
02. View From Another Dimension
03. Synthesis Approach
04. Ankhnaton
05. Rose Room
06. Moonship Journey
07. Velvet
CD2 Recorded on February 21, 1976
01. Calling Planet Earth & The Shadow World
02. Theme Of The Stargazers
03. Space Is The Place
04. (applause)
05. Ebah Speaks In Cosmic Tongue
06. Greetings From The 21st Century
07. (Joe Segal announcements)
Photo © Tom Copi




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