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Mario Grella

NovaraJazz – Edizione XX – Michele Dal Lago, Antonello Salis e Sandro Satta, Insulae Songs, Terre Ballerine, Alina Bzhezhinska

A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

Una volta arrivato sul palco del piccolo teatro di Tornaco, un paesino in mezzo al mare delle risaie della bassa novarese, Michele Dal Lago rifila una bella battuta al numeroso pubblico che sabato ha seguito anche qui la carovana di NovaraJazz: “Dopo un bel po’ di jazz di ricerca, sentire qualche canzone fa sempre bene…” La battuta (ma non troppo), suscita risate tra il pubblico. In realtà, battute a parte, NovaraJazz ha riservato in questo primo lungo weekend concerti e assoli di ottima qualità, anche se è evidente che il jazz di ricerca, per usare quello che è poco più che un modo di dire, necessita di concentrazione e di un appassionato desiderio di mettersi in gioco, cosa che, in questi tempi “asfaltati” dalle più insulse e omologate sonorità, è raro trovare in chi ascolta. Il miracolo però sembra riuscire ogni anno agli organizzatori del festival e per questo non finiremo mai di ringraziarli. Tuttavia la parentesi del concerto-lezione di Michele Dal Lago alla chitarra, accompagnato da Igor Gatti al basso e mandolino, è tonificante oltre che di assoluto valore. Molto singolare l’approccio col pubblico: ogni brano segna un tratto della storia della musica americana, della cosiddetta Hillibilly music, del ragtime, del blues, del bluegrass fino alle radici del rock n’roll. Insomma un excursus breve, ma completo che dimostra che la musica è un grande sistema di vasi comunicanti. Si finisce con la magnifica All you fascists bound to lose cantata anche un po’ come auspicio… Nel pomeriggio il Festival propone il duo Viterbini-Pietropaoli e in serata al Teatro Civico di Oleggio, Lydian Sound Orchestra con la partecipazione dell’attrice Lucilla Giagnoni.

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Rapito – di Marco Bellocchio (Italia, 2023)

C I N E M A


Articolo di Mario Grella

A leggere le recensioni di Rapito il bel film di Marco Bellocchio, sembrerebbe trattarsi di un film eminentemente storico ed effettivamente di questo si tratta. L’episodio raccontato risale al 1858 e a quei tempi Bologna era ancora sotto il dominio del Papa-Re, Pio IX, quando il piccolo Edgardo Mortara, di famiglia ebraica, viene segretamente battezzato dalla donna di servizio che, fraintendendo e pensandolo in fin di vita, decide di sottrarlo al limbo, a cui erano destinate le anime non battezzate (e tali erano anche considerati gli ebrei). Venuto misteriosamente a conoscenza del fatto, il Papa decide di far prelevare il piccolo e, grazie all’intervento del braccio armato della Chiesa, la Santa Inquisizione, viene strappato alla famiglia d’origine per imporgli una vita di fede cristiana.

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NovaraJazz – Edizione XX – Valentina Fin ‘Cohors’, Michele Bonifati ‘Emong’, Sebi Tramontana e Frank Gratkowski

A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

Inizia con Valentina Fin la seconda giornata del primo lungo weekend di Novara Jazz 2023. Cohors è un progetto nato per la Fondazione Palazzo Te di Mantova partendo da brani rinascimentali di Monteverdi, Purcell, Gesualdo e Orlando di Lasso, rivissuti attraverso le sonorità del jazz contemporaneo. La performance si è svolta nella chiesa di San Pietro (XI secolo), all’interno del ricetto di Carpignano Sesia, un’ambientazione perfetta per far rivivere composizioni di qualche secolo fa, nelle splendide versioni attualizzate dal sestetto guidato dalla cantante e compositrice vicentina.

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NovaraJazz – Edizione XX – Luciano Rossetti, Satoyama, Sudoku Killer

A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

È noto che il jazz sia un genere musicale molto visivo e che il binomio jazz-fotografia sia quasi un’associazione mentale automatica e, non credo sia un caso, che la XX edizione di NovaraJazz si apra con una mostra fotografica, quella di Luciano Rossetti, storico commentatore per immagini del festival novarese, che si intitola “Vent’anni di Novara Jazz” e che è ospitata, sino al termine del festival, presso il Broletto Food & Drink, nel cortile dell’omonimo complesso monumentale. Le immagini, naturalmente in b/n come si conviene a quasi tutta la fotografia del jazz, e non chiedete il perché tanto nessuno vi saprà dare una risposta convincente, sono di quelle che non passano inosservate come quella di Alexander Hawkins gioiosamente ritratto davanti al pianoforte in Casa Bossi a Novara o quella del memorabile solo di Peter Evans nella Basilica di San Gaudenzio: non per nulla Rossetti vinse nel 2021 il Jazz Journalism Association Award.

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Yuri Ancarani – Lascia stare i sogni @ PAC, Milano

A R T E – M O S T R E


Articolo e immagini di Mario Grella

In una intervista, per altro non molto recente, Yuri Ancarani, videomaker italiano, afferma che tutte le immagini filmiche (o quasi tutte) e tutte le immagini televisive (in questo caso proprio tutte), portano con sé una visione del mondo, accompagnano cioè lo spettatore, in una “narrazione”, come si dice oggi. Ancarani adotta un punto di vista molto diverso: la macchina da presa è spesso fissa e lascia parlare le immagini. La sua mostra al Pac di Milano aperta fino al prossimo 11 giugno, fa il punto su oltre vent’anni di lavoro dell’artista ravennate. Lascia stare i sogni, è il significativo titolo di questa interessante rassegna di video che toccano temi molto diversi tra loro, ma che sono legati da questo sguardo, algido ma attento, neutro ma rivelatore, degli stridenti contrasti del nostro vivere. “Il Capo” proiettato su uno schermo gigantesco, accoglie il visitatore con la sua solenne imponenza. Si tratta di un video del 2010 girato in una cava di marmo delle Alpi Apuane, dove un uomo con una mimica più simile a quella di un direttore d’orchestra che di un cavatore di pietre, dirige con sapiente maestria il movimento di escavatori che tagliano e spostano giganteschi e candidi blocchi di marmo.

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Giulia Cianca, Marco Colonna, Lorenzo D’Erasmo – Nuda Pelle (NES, 2023)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Quando si intitola un brano Ballata del silenzio si va incontro ad un certo rischio, magari calcolato, ma pur sempre un rischio. E così succede per il primo brano del lavoro che vede Marco Colonna (clarinetto basso), Giulia Cianca (voce) e Lorenzo D’Erasmo (percussioni), cimentarsi sul tema del silenzio, ma anche della Nuda Pelle titolo dell’album, uscito per l’etichetta romana New Ethic Society, che inanella un’altra gemma nel suo già prezioso catalogo. Un percorso musicale dentro il corpo e nelle sue misteriose dinamiche psichiche, ma anche un viaggio grazie al corpo, quello che dà vita alla bellissima voce di Giulia Cianca e quello che diventa esso stesso strumento tra gli strumenti di Marco Colonna e Lorenzo D’Erasmo. Nuda Pelle dà il senso della essenzialità, ma anche della verità e della sincerità di una composizione musicale che ha espunto tutto ciò che sembra superfluo o comunque accessorio, per far posto alla emozioni prime. “Danzerò in questa ballata del silenzio” canta la voce di Giulia Cianca, il che apparentemente può sembrare un bel paradosso, ma di silenzi effettivamente si tratta.

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NovaraJazz Festival – Edizione XX – 01-11.06.23

A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

Cominciamo dalla fine: quando Riccardo Cigolotti, nella Sala della musica di palazzo Bellini a Novara, elenca i più di cinquanta sponsor della XX Edizione di NovaraJazz Festival, si ha proprio l’impressione che al di là dei ringraziamenti di rito, il festival ora abbia davvero un posto importante nel panorama dell’offerta culturale della città e che la sua fama vada oltre i confini cittadini. Lo ha detto bene il Presidente della Fondazione BPN per il territorio, Avv. Franco Zanetta, quando ha ricordato come al Festival vada riconosciuta una doppia valenza, una di micro-dimensione per aver messo in risalto, attraverso musica di grande qualità, le bellezze e le realtà economiche del territorio novarese, e l’altra di macro-dimensione ossia quella di aver saputo portare in città musicisti e band di rilievo internazionale. Del resto anche i numeri parlano chiaro: a Novara dal prossimo primo giugno, per due lunghi weekend, fino all’11 giugno saranno ospiti più di 150 artisti italiani e più di 50 stranieri per oltre 50 eventi.

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Lina Allemano Four – Pipe Dream (Lumo Records, 2023)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Mi sono sempre chiesto se il jazz sia stato più contaminato dalla ethno music oppure se sia stata la musica colta ad influenzarlo maggiormente. Senza teorizzare troppo e anche senza analizzare troppo, potremmo dire che il jazz è la “giusta misura” tra le sonorità che provengono dalla terra e quelle che provengono dal cielo, una musica popolare e colta allo stesso tempo. È pensando a questa, forse un po’ strampalata teoria (ma nemmeno troppo strampalata), che mi sono messo all’ascolto dell’ultimo lavoro di Lina Allemano, dal titolo Pipe Dream, uscito qualche giorno fa per l’etichetta Lumo Records e che vede Lina Allemano alla tromba, Brodie West al sax alto, Andrew Downing al contrabbasso e Nick Fraser alla batteria.

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Mon crime – La colpevole sono io – di François Ozon (Francia, 2023)

C I N E M A


Articolo di Mario Grella

Ho sempre avuto una insana passione per i film puramente estetici. Perché, se non fosse chiaro, Mon crime del bravo regista François Ozon, non è un film sulle conquiste del nascente femminismo, benché contenga, in forma sublimata ed ideale, un forte messaggio sul binomio donna-potere. Madeleine Verdier è un’aspirante attrice che viene molestata da un potente uomo d’affari che, poco dopo, viene ucciso da una sua ex. Madeleine é sbarcata a Parigi con una valigia piena di sogni e qui incontra Pauline Mauléon un’avvocatessa, poi coinquilina e amica, che l’aiuterà a trasformare quell’accusa ingiusta nel trampolino di lancio per la sua carriera.

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