Cerca

Off Topic

Solo contenuti originali

Tag

Mario Grella

Idris Ackamoor & The Pyramids – Shaman! (Strut Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Jazz e sciamani sono sempre andati d’amore e d’accordo e non costringetemi a fare lunghi e noiosi esempi. Del resto l’anima del jazz, nera era e nera resta, anche quando suonano dei bianchi. L’ennesima corroborazione della teoria, è in questo bellissimo disco, di Idris Ackamoor & The Pyramids, in uscita il 7 agosto, che per fugare ogni dubbio si intitola Shaman!, se vogliamo un’invocazione più che un titolo didascalico. Un disco diviso in quattro atti, una sorta di dichiarazione d’intenti su quattro grandi temi come amore e perdita, mortalità, l’aldilà, famiglia e salvezza. E già questa struttura, apparentemente non necessaria per giustificare un album di per sé di alta qualità, dimostra piuttosto bene l’importanza “rituale” della musica, in rapporto agli accadimenti della nostra vita spirituale.

Continua a leggere “Idris Ackamoor & The Pyramids – Shaman! (Strut Records, 2020)”

Asher Gamedze – Dialectic Soul (On The Corner, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Apparentemente è difficile scrivere di un lavoro musicale realizzato da un batterista, soprattutto perché non è molto consueto che un batterista realizzi un disco, anziché mettersi a rimorchio di pianisti, saxofonisti, trombonisti e chitarristi. In realtà scrivere di Asher Gamedze e del suo Dialectic Soul, non è affatto difficile semplicemente perché si tratta di un gran bel disco, dove la batteria non ha  un ruolo preponderante (ma si sa i batteristi soffrono di egocentrismo in misura molto minore degli altri strumentisti), poi perché alla batteria è dato il ruolo del controcanto (quello della libertà dell’anima africana) e per una volta la parte del cattivo la fa proprio il sax, strumento venerato e venerabile nel jazz, che qui riveste il ruolo simbolico delle interferenze colonialiste.

Ph. Elijah Ndoumbè

Continua a leggere “Asher Gamedze – Dialectic Soul (On The Corner, 2020)”

Mulatu Astatke & Black Jesus Experience – To Know Without Knowing (Agogo Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

L’ethio jazz è vero jazz? Potrebbe essere, forse sì, forse no, forse ma poco importa, meglio ascoltare, come sarebbe meglio bere un bicchiere di vino prima di curarsi di cosa ci sia scritto sull’etichetta. Certo se poi si vuole fare una bella figura, bisogna ricordare che l’ethio jazz mette insieme al jazz anche groove, rock, rap, hip-hop, funk, musica tradizionale africana e magari anche dell’altro. Ma ora che lo sappiamo, sembra persino inutile saperlo, poiché è sempre l’atto dell’ascolto a decretare se la musica valga o valga poco. Qualcuno dice che si tratti delle emozioni che trasmette; sono d’accordo solo se ci si intende sul termine di “emozioni”, che non possono essere solo quelle istintuali, ma piuttosto quel complesso di input, formati da echi della memoria, evocazioni, pensieri strutturati e anche ragionamenti, se vogliamo.

Continua a leggere “Mulatu Astatke & Black Jesus Experience – To Know Without Knowing (Agogo Records, 2020)”

Francesco Guccini – Non so che viso avesse (Giunti, 2020)

L E T T U R E


Articolo di Mario Grella

Nelle interviste degli ultimi anni, Francesco Guccini ha sempre posto l’accento sulla sua aspirazione a diventare, non già un cantautore, ma uno scrittore. Alla fin fine Guccini è diventato tutte e due le cose con buon successo. Se però la carriera di cantautore è destinata ad entrare nella storia della musica d’autore italiana, quella di scrittore sembra essersi persa dopo la prova d’esordio; penso all’originale e un po’ maledetto “Croniche Epafàniche”, edito da Feltrinelli nel lontano 1989. Romanzo autobiografico dal taglio, ma soprattutto dal linguaggio, molto originale che affonda le sue radici nella natia e in un certo senso, atavica Emilia.

Continua a leggere “Francesco Guccini – Non so che viso avesse (Giunti, 2020)”

Giulia Damico – Spherical perceptions (Play & Oracle Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Non credo che Giulia Damico abbia scelto a caso di aprire il suo album d’esordio, Spherical Perceptions (sottotitolo “Homage to Thelonius S. Monk”), con Monk’s Dream. Innanzitutto perché il lavoro è strutturato su brani del grande pianista e compositore statunitense, ma soprattutto perché Monk’s Dream, se non è un manifesto artistico della poetica musicale del grande jazzista, è certamente una dichiarazione d’intenti piuttosto chiara: “I dreamed of a life that was pure and true/I dreamed of a job only I could do./ One man beside me, we’d be a team,/Man, that was a dream./I knew it was music I had to play/I dreamed when I played, I would play my way…”

Continua a leggere “Giulia Damico – Spherical perceptions (Play & Oracle Records, 2020)”

Simone Quatrana e NovaraJazz Collective @ Castello Visconteo Sforzesco, Novara – 18 luglio 2020

A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

C’è chi dice che anche lo spazio può determinare la qualità della musica, in questo senso il cortile del Castello Visconteo-Sforzesco di Novara è sicuramente adatto ad esibizioni come quella di questo sabato sera, nell’ambito delle manifestazioni della rassegna Estate novarese 2020, in collaborazione con NovaraJazz Festival. Conoscendo però la tempra e le grandi qualità di questo giovane pianista, fosse qui o altrove, l’effetto sarebbe stato identico. Ma non guasta certo dire che, sotto questo cielo stranamente blu, circondati da questo maestoso edificio,  le funamboliche improvvisazioni al piano di Simone, sia che si tratti di scorribande coloristiche sulla tastiera, sia che dalla tavola armonica del piano escano quei rabbrividenti tuoni sordi che riempiono la grande corte fino a saturarla hanno lo stesso effetto dirompente.

Continua a leggere “Simone Quatrana e NovaraJazz Collective @ Castello Visconteo Sforzesco, Novara – 18 luglio 2020”

Samuele Strufaldi, Tommaso Rosati – Profondo (Auand, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Il tema del viaggio è certamente uno dei più utilizzati dalla musica di tutte le epoche, di tutte le latitudini e di tutti i generi. Spesso però il problema non è tanto il tema o la destinazione, ma il modo di trattarlo. Quello del compositore e pianista Samuele Strufaldi con Tommaso Rosati all’elettronica, è un viaggio nell’abisso. Devo ammettere che, per chi come me si impigrisce anche solo ad andare alla spiaggia, un viaggio negli abissi sarebbe non solo scarsamente desiderabile, ma del tutto inimmaginabile. Ma è per questo che ci sono gli artisti. E così sprofondato nel mio divano Frau, mi preparo all’immersione.

Continua a leggere “Samuele Strufaldi, Tommaso Rosati – Profondo (Auand, 2020)”

Roots Magic – Take Root Among the Stars (Clean Feed Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

In Frankiphone Blues di Phil Cohran, pezzo che apre questo gustoso lavoro, dal titolo Take Root Among the Stars prodotto da Roots Magic, si può ben dire che “in nuce” siano già presenti tutti gli stilemi del disco. Un groove “di spessore”, con una vena di forte spiritualità che pesca direttamente nella tradizione “afro”, ma anche nelle vibrazioni del blues. Del resto che le “radici” siano nelle stelle è un pensiero intimamente blues, oltre che una allusione metaforica piuttosto evidente. In realtà il titolo all’album è mutuato dalle parole di Octavia Butler, scrittrice americana e inventrice, se così si può dire, della “fantascienza malinconica”.

Continua a leggere “Roots Magic – Take Root Among the Stars (Clean Feed Records, 2020)”

Sonia Schiavone – Come – Eden! (Da Vinci Jazz, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Pensavo di aver messo per errore sul vassoio de lettore del cd, Meredith Monk, poi invece mi sono accorto che forse era Suzanne Vega… E invece non erano né l’una né l’altra, era la bellissima voce di Sonia Schiavone. Basta ascoltare la intrigante versione di My favorite Things perché il pensiero corra immediatamente, non solo alla sperimentazione o alla introspezione, ma anche alla favolosa melodia di Richard Rodgers (con le rassicuranti e consolatorie parole di Oscar Hammerstein), ma anche alla indimenticabile voce di Julie Andrews (colonna sonora del film “Tutti insieme appassionatamente”). Sarebbe sufficiente questo scintillante inizio per capire che Come – Eden!, uscito a giugno per l’etichetta giapponese Da Vinci Jazz (giapponese, avete letto bene), non è un lavoro che possa passare inosservato.

Continua a leggere “Sonia Schiavone – Come – Eden! (Da Vinci Jazz, 2020)”

WordPress.com.

Su ↑