T E A T R O
Articolo di Alessandro Tacconi
Che cosa resta dopo trent’anni di matrimonio? Sarebbe più corretto affermare che cosa c’è ancora dopo tre decenni di matrimonio? Senz’altro ancora una gran voglia di divertirsi prendendosi in giro e divertendosi con il partner. In questo settore uno dei mantra e delle regole d’oro è: “Mai lavorare con il proprio partner!”, perché se ci sono problemi al lavoro poi te li ritrovi anche a casa e nel letto. Ma se due attori, che scelgono la via della comicità, trovano il modo per disinnescare certi percoli dovuti all’eccessiva vicinanza, ben venga il loro esempio. Anzi ne facciano dei corsi per coppie in crisi invece dei millemille psicologici, che distribuiscono “consigli baci perugina!” senza che la situazione cambi di fatto granché!

In contrasto tra di loro, in disaccordo con il mondo, felicemente inadattabili. Per Corrado Nuzzo e Maria Di Biase non valgono né il detto “chi si somiglia si piglia” e neppure “gli opposti si attraggono”, perché nulla li accomuna e tutto li allontana. Eppure, nonostante questo, da svariati anni continuano a stare insieme nella vita e in scena: perché? Perché amano le diversità, perché si sentono dei pesci fuor d’acqua, perché sono degli outsider, ma soprattutto perché con il loro disagio fatturano. Consapevoli che non si può ridere di tutto e di tutti, rimangono comunque convinti a provarci fino in fondo. In questo spettacolo trovano un punto di accordo o restano totalmente incompatibili? Beh, se vi siete persi le date di Milano potrete vederli in qualche altra città!
Se mi dici quello di cui hai bisogno
Che cosa mi resta da scoprire di te?
Se mi dai quello di cui ho bisogno
Che cosa mi resta da scavare di te?
Lasciami su questa spiaggia per un pomeriggio
Lasciami all’uscio per una settimana
A te andrà tutta la mia gratitudine
(J.T. Alexander, Quanto mi è necessario il mancarmi!)

Con un metodo empirico consolidato questi due fini studiosi dell’animo umano indagano insieme al pubblico il presente, riducendo al minimo il confronto con il passato e la paura nei confronti del futuro. Vittime come tutti dell’inciviltà digitale che semplifica il contenuto, asseconda la pigrizia, indebolisce la memoria, cercano di privilegiare l’analisi rispetto al giudizio, concedendosi il lusso di fermarsi un attimo e raccontare i disastri che vedono intorno a loro.
Per Totalmente incompatibili si affiancano nuovamente alla coproduzione Agidi e Nido di Ragno.

Photo © Laila Pozzo


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