R E C E N S I O N E


Recensione di Arianna Mancini

Non è mai troppo tardi per risvegliare la propria bambina interiore e ritrovarsi al cospetto di Fata Meraviglia, quel magico spazio sensoriale fatto di curiosità, scoperta, gioco e incanto tipico dei bambini. Questa splendida occasione è giunta come un regalo inaspettato grazie al poliedrico e versatile ingegno del Maestro Enrico Gabrielli.

Così come il senso di meraviglia non conosce tempi di scadenza, altresì non è mai troppo tardi per dedicare pensieri accorati ad un album uscito la scorsa primavera. Solo ora che finalmente custodisco l’amorevole e prezioso insieme che compone il supporto fisico, ho tempo per dedicargli spazio e vengo rapita da quella parte di me bambina pur restando “adulta”. Che strano tipo di sdoppiamento suscita questo lavoro, una vera alchimia. L’eclettismo ed il talento di Enrico (Der Maurer o Enro Winston, per chi conosce alcune delle sue molteplici incarnazioni) hanno trovato ancora modo di palesarsi in maniera inequivocabile e vivida.

Procediamo per gradi. Non starò qui ad elencare tutti i suoi crismi, i progetti artistici che ha creato, le sue collaborazioni, in primis per non togliere del tempo prezioso a questo lavoro, il suo disco d’esordio come solista, poi perché se ci troviamo qui, siamo tutti ben consapevoli dei suoi trascorsi e del suo spessore tecnico e creativo.

Come primo album firmato a suo nome, Enrico ha creato un disco di canzoni per bambini. Quello che inizialmente era stato un espediente creativo per intrattenere i bimbi di casa nel periodo di clausura forzata, si è trasformato in un disco. I diciotto brani che compongono l’album sono stati interamente scritti, composti e arrangiati da Enrico, eccetto Berceuse dei Sogni (sua traduzione di Berceuse pour rêver di Anne Sylvestre) e Social-Dramma (sua elaborazione di Teledramma di Gianni Rodari e Virgilio Savona).

Impossibile non menzionare i vari musicisti che hanno preso parte al progetto, sono davvero molti. Iniziamo dalle voci: per questo lavoro Enrico ha riunito svariati cantautori-papà (anche se sarebbe più appropriato dire babbi, come si direbbe a Montevarchi) del panorama indipendente italiano: Alessandro Fiori, Andrea Laszlo De Simone, Brunori Sas, I Cani, Cosmo, Dimartino, Francesco Bianconi, Giacomo Laser, Giovanni Truppi e Roberto Dell’Era. Poi, non potevano mancare ovviamente i bambini del Piccolo Coro Angelico di Bologna diretto da Giovanna Giovannini. Con loro: Alessandro Grazian (chitarre e banjo), Alessandro Trabace (violino), Fabio Rondanini (percussioni e rullante), Giuseppe Tortelli (batteria), Marco Santoro (fagotto e tromba), Sebastiano De Gennaro (percussioni), Valerio “Pecori Greg” Canè (basso e armonica) e Giacomo Fiorenza (ukulele) che ha anche registrato, mixato e prodotto il disco (uscito per l’etichetta discografica indipendente 42 Records) negli studi Fonoprint di Bologna.

Veniamo ora al genio ideatore, che oltre alla voce, Wurlitzer, pianoforte, clarinetto, flauto, sax alto, strumenti midi e ukulele si cimenta anche nel creare fisicamente la veste grafica del prezioso insieme che compone il supporto fisico. Si tratta di un pacchetto magico composto da un vinile, un compact disc e un libro con i testi scritti a mano ed illustrati con i suoi acquerelli, in cui prendono vita tutti i personaggi, le situazioni e gli oggetti descritti ne Le Canzonine. Questa forma d’espressione, a modo suo, evoca una bellezza destabilizzante. C’è cura, amore per i dettagli, fantasia, artigianato, cuore. Tutti elementi che stanno lentamente evaporando ultimamente. Questo è un atto magico meraviglioso, è come riconoscere, riappropriarsi della propria componente umana e trasmetterla.
Le sonorità si muovono su territori acustici sotto il segno di una spiccata maestria compositiva con ampia predominanza di svariati strumenti classici, la componente elettronica è una realtà lontana. Gli arrangiamenti sono rigogliosi e curati. Qualcuno si chiederà: tutto questo lavorio per un disco per bambini? … Già, perché per dirla parafrasando le parole di Enrico, i bambini sono un pubblico molto esigente, il piccolo dei bambini è molto grande in realtà.

È finalmente giunto il momento che qualcuno riaccenda la fiamma di una tradizione di canzoni per l’infanzia (quelli della mia generazione sicuramente potranno capire) come ai tempi di Sergio Endrigo, Gianni Rodari, Virgilio Savona, Vinicius De Moraes o Anne Sylvestre. Un atto d’amore che custodisce un importante contenuto pedagogico oltre che tornare ad educare i più piccoli all’ascolto.

Veniamo al dunque, ci addentriamo ne Le Canzonine. [Il sipario si apre.] Immaginate di essere in un teatro ed assistere ad uno spettacolo sui generis, il mood è questo. Incontreremo svariati personaggi e situazioni, ed ognuno è portavoce di un messaggio da svelare o di un lampo con cui accendere un sorriso, “che a piangere si fa sempre in tempo”, come scrive lo stesso Gabrielli nella custodia del vinile.

Con allegra giocosità La Canzone che non Dice Niente, con il Piccolo Coro Angelico, fra ritornelli e giochi di parole apre le porte di questo viaggio fiabesco culminando col suono di un bacio. Si scivola poi sulle melodie di un western balcanico con Il Cavallino, interpretazione di Francesco Bianconi con il supporto dei piccoli Leo e Anita, che ci parla di libertà. Nel brano Il Treno Fa, interpretazione de I Cani, il ritmo delle armonie varia in base al percorso ritmato e convulso del trenino. Noi ci troviamo su queste rotaie pazzerelle, come se fossimo sul brucomela al luna park.

La Canzone del Martin Pescatore, con la voce di Dimartino, ci porta a spasso per il cielo e così, un martin pescatore dalle piume blu, un pettirosso e un giallo canarino insegnano a tutti quali siano i colori primari.

Arriva ora La Canzone del Singhiozzo, che presenta alcune emissioni vocali del piccolissimo Martino Durante Gabrielli, da cantare come antidoto, ogni volta che si presenta o altrimenti fare: “bu bù!”.

Andrea Laszlo De Simone, sullo sfondo delle voci del Piccolo Coro Angelico, con un’andatura rocambolesca ci presenta Il Pappagatto. Ma che animale è? Un incrocio fra un pappagallo ed un gatto? No! Forse è un gatto che si è pappato un gallo! Il suo verso fa “chicchimiacchipú” è un po’ spelacchiato, guardate sopra al tetto della vostra casa, forse ce n’è uno pure lì.

Alessandro Fiori duetta con Enrico in La Stessa Città, alternando un simpatico gioco di paragoni, siamo ora arrivati al 25 dicembre e Roberto Dell’Era con il Piccolo Coro Angelico, in atmosfere sognanti, ci porta con La Notte di Natale ad attendere la neve che non vuol scendere dal cielo.

Giunge ora, con I Due Fratellini, un piccolo intermezzo strumentale classico, che sembra portarci in un fumetto ambientato nella Vienna di fine Settecento.
Che il brano precedente sia stato un’introduzione per il successivo Chissà cosa Faceva da Piccolo Beethoven?. Chi lo sa. Fra accenni di sinfonie e giochi di parole è delizioso qui immaginarsi Beethoven, Vivaldi e Mozart da bambini.

Non poteva mancare una piccola lezione sull’evoluzione e Prima C’era, con la voce di Cosmo, ci porta a ritroso nella storia del mondo. Si deve poi trovare il tempo per una ninna nanna, e Berceuse dei Sogni ci conduce proprio qua. Ma non è ancora tempo di andare a dormire perché Le Frigne, con la partecipazione di Giacomo Laser e del Piccolo Coro Angelico, ci fa giocare in un modo che saltella fra bizza e cortesia.

E il solletico vi piace? La Mano Ragnetto, da cantare mentre si giocherella, è proprio un allegro passatempo. Dopo il Natale arriva il periodo dell’anno in cui ci si maschera e sulle melodie del samba, Giovanni Truppi e il Piccolo Coro Angelico in Una Volta a Carnevale ci portano in un mondo colorato e pieno d’allegria.

C’è anche spazio per riflettere sulla dipendenza informatica, e Social-Dramma interpretata da Brunori Sas, ci presenta la storia di un signore malato di telefonite. Un messaggio per tutti: grandi e piccini. Orsù spengiamo questi marchingegni ed andiamo a vedere se sul nostro tetto c’è un pappagatto! Ci sentiremo sicuramente più liberi, proprio come quel cavallino che corre nella prateria.

Poco prima della fine, Sopra Qualcosa, per voce di Francesco Bianconi, è un gioco-filastrocca costruito su delle simpatiche sovrapposizioni di elementi che sono fuori e dentro di noi, ci sono anche i pensieri!

Pellicano Dove Vai? chiude l’album. L’incipit è affidato alla vocina della piccola Agata Gabrielli in un frammento di conversazione con il suo papà:
A: “A me mi piace dire solo fenicottero”.
E: “E non ti piace dire Pellicano?”.
A: “No, perché il colore del pellicano non mi piace”.
Povero pellicano… che non sa nemmeno dove andare! Una chiusura in atmosfera da cabaret con ritmati fraseggi nonsense che non possono altro che farci sorridere con tenerezza.

Una scelta audace quella di Enrico, coraggiosa, colma di amore ed attenzione. Quell’attenzione che si mette per far germogliare una qualsiasi forma di vita. Ha unito l’esperienza di musicista a quella di padre pensando ai più piccoli in modo intelligente. Anche questa è sperimentazione che tocca le sfere del surreale. Ha deciso di percorrere un sentiero poco battuto, curando con ricercatezza ogni minimo dettaglio di questo disco per bambini, che non piace solo ai più piccoli. Confido solo che ci siano ancora adulti abbastanza acuti nell’accogliere questo lavoro, sono loro l’unico tramite per farlo arrivare ai più piccoli e tramandare così quell’amore con cui è stato concepito.

Tracklist:

01. La Canzone che non Dice Niente (con il Piccolo Coro Angelico)
02. Il Cavallino (con Francesco Bianconi + Leo e Anita)
03. Il Treno Fa (con I Cani)
04. La Canzone del Martin Pescatore (con Dimartino)
05. La Canzone del Singhiozzo (con Martino)
06. Il Pappagatto (con Andrea Laszlo De Simone)
07. La Stessa Città (con Alessandro Fiori)
08. La Notte di Natale (con Roberto Dell’Era + Piccolo Coro Angelico)
09. I due Fratellini
10. Chissà cosa faceva da piccolo Beethoven?
11. Prima C’era (con Cosmo)
12. Berceuse dei Sogni (con il Piccolo Coro Angelico)
13. Le Frigne (con Giacomo Laser + Piccolo Coro Angelico)
14. La Mano Ragnetto
15. Una Volta a Carnevale (con Giovanni Truppi + Piccolo Coro Angelico)
16. Social – Dramma (con Brunori Sas)
17. Sopra Qualcosa (con Francesco Bianconi)
18. Pellicano Dove Vai? (con Agata)

Foto © Antonio Novelli

Una risposta a “Enrico Gabrielli – Le Canzonine (42 Records, 2023)”

  1. […] di tutto, lui non finisce mai di sorprenderci. Lo scorso anno ci aveva stupito con Le Canzonine (qui la recensione), quella meraviglia di disco per bambini che non piace solo ai più piccoli. Ora, con […]

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