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Colapesce Dimartino: Quasi come una band

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini 

Facile dire che sia la Sicilia, il comune denominatore di questo progetto. Colapesce e Dimartino vengono da lì, sebbene originari di due province diverse (Siracusa il primo, Palermo il secondo), l’immaginario dei testi guarda tantissimo da quella parte, giocando con la geografia, il folklore e i personaggi celebri ad evocare un universo senza tempo, nonostante poi si parli anche parecchio di contemporaneità. E poi c’è Carmen Consoli, che dopo Battiato è probabilmente il volto più importante di una scena musicale vasta e importante, anche se spesso si tende a dimenticarlo.
Al di là di ogni connotazione geografica e culturale però, “I mortali” è soprattutto uno dei dischi più belli che siano usciti in Italia negli ultimi anni. E non poteva che essere altrimenti, visto che lo hanno scritto due artisti che, oggi come oggi, hanno ben pochi rivali quando si parla di rapporto tra cantautorato e dimensione Pop. Erano arrivati probabilmente all’apice del loro percorso: “Infedele” di Colapesce è stato un disco importante, che ne ha messo in mostra le doti in misura di gran lunga superiore a prima mentre “Afrodite”, grazie anche al sodalizio con Matteo Cantaluppi, ha alzato notevolmente le quotazioni di Dimartino. Adesso i due hanno unito le forze per realizzare un lavoro che non è solo la somma ideale delle rispettive proposte ma vuole proporsi come un vero e proprio terzo soggetto, quasi come se partecipassero alla Line up di una band che si è appena formata. Il tour nei teatri che aspettavamo con impazienza non c’è stato ma prima o poi ci ritroveremo di nuovo e allora cantare insieme questo canzoni sarà davvero bellissimo. Nel frattempo abbiamo raggiunto al telefono Antonio e Lorenzo che, disponibilissimi, ci hanno svelato diversi aspetti di questo lavoro a quattro mani.

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Classifica dei 50 migliori album del 2019

R E C E N S I O N E


Anche quest’anno, ormai una tradizione fissa, abbiamo affidato a Simone Nicastro la compilazione del “listone” con il meglio del 2019 in musica. Lo hanno guidato competenza, curiosità e mente aperta. Ci auguriamo che la stessa curiosità che ha mosso Simone e tutta la redazione sia lo stimolo per confrontarvi con le nostre scelte.

Non ci resta che ripetere le stesse frasi dello scorso anno, che riteniamo sempre attuali: nessuna pretesa di esaustività o oggettività, la musica non è una scienza esatta, casomai un’emozione che ci colpisce a suo piacimento. Spazio quindi al confronto, perché la musica è viaggio, conoscenza, scoperta e stupore!

Siate curiosi e fatevi stupire.

Buon anno

(La redazione)

Non credo esista un’annata in cui non sia rimasto soddisfatto della musica che ho avuto la fortuna, il piacere e la volontà di ascoltare, ma questo 2019 è stato particolarmente piacevole soprattutto su due fronti: lavori notevoli anche da artisti “laterali” e una produzione nazionale di altissimo livello. A questo proposito la scelta è stata ancor più difficile del solito e sono fin da ora convinto che molti dischi che non menzionerò, non solo sono ottimi, ma forse meritavano maggior attenzione da parte mia. Però le giornate sono fatte di poche ore e i miei gusti sono ancor più strampalati di quanto sia possibile immaginare. Buon ascolto a chi avrà il piacere e il desiderio di ascoltare.

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Dimartino @ Teatro Auditorium Unical, Rende (Cs) – 14 marzo 2019 [opening N.A.I.P.]

L I V E – R E P O R T


Articolo di Iolanda Raffaele, immagini sonore di Pietro Scarcello

Un po’ di attesa e alle 21 inizia il giovedì sera in musica al Teatro Auditorium Unical di Rende, tra i disegni dell’illustratore e colorista napoletano Andrea Scoppetta, in mezzo a tanti giovani e meno giovani e con quel clima di familiarità intorno che speri di trovare in ogni simile contesto.
Lo spettacolo è aperto da N.A.I.P., acronimo di Nessun Artista In Particolare, progetto musicale di Michelangelo che, con il suo elegante completo crema e il suo muoversi, a metà strada tra Austin Power e l’omino Tabù, regala momenti di puro divertimento.
Dagli strumenti a lui più familiari ossia batteria elettronica, synth, loop station e voce escono fuori, come da un cilindro, virtuosismi, giochi di parole, ripetizioni ritmiche ed armoniche.

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Dimartino – Afrodite: album della maturità? Sicuramente una svolta e un’armatura

I N T E R V I S T A


Articolo di Iolanda Raffaele

In occasione del suo concerto il 14 marzo presso il TAU, Teatro Auditorium della Calabria, Off Topic ha intervistato il cantautore siciliano Antonio Dimartino.

Il 25 gennaio è uscito Afrodite, un nome che richiama la dea greca della bellezza. Parliamo un po’di questo nuovo album che è quasi un “tesoretto” di emozioni…

Volevo fermare un momento sia personale che storico, in qualche modo mi piaceva che questi due momenti interagissero. Sono convinto che il ruolo di chi scrive canzoni oggi sia proprio questo fare convivere le proprie emozioni personali all’interno di un contesto sociale e politico

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Dimartino @ La salumeria della musica, Milano, 29 Aprile 2015

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Articolo di James Cook, foto di Andrea Furlan

Seguo Antonio Di Martino dal suo esordio solista “Cara maestra abbiamo perso”, pubblicato a fine 2010. Il disco mi ha colpito immediatamente per la capacità di Antonio di scrivere piccoli film, attraverso testi raffinati e visionari. L’estate successiva ho avuto modo di vederlo dal vivo la prima volta con la sua formazione. Continua a leggere “Dimartino @ La salumeria della musica, Milano, 29 Aprile 2015”

Dimartino – Un paese ci vuole (Picicca, 2015)

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Articolo di Rachele Baglieri

Quello che colpisce al primo ascolto del nuovo album di Dimartino è il senso del viaggio, o forse del ritorno. Poesia e accessi melodici sono elementi che tornano in tutti i pezzi con forza evocativa e ricchezza di soluzioni sonore.
L’arpeggio del pianoforte accompagna la descrizione dei personaggi, dei paesaggi, dei luoghi del primo brano, Come una guerra la primavera, lungo tutto un percorso, quasi un’iperbole, che conduce con leggerezza “semplicemente a qualcosa che prima non c’era e che come una guerra torna…”.

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