Articolo di Luca Dattisi

A quattro anni di distanza dall’ultimo album Butterfly Effect, gli A Toys Orchestra tornano nelle nostre case e sui palchi di tutta Italia con il nuovo lavoro Lub Dub, pubblicato il 27 aprile. Lo fanno distaccandosi ampiamente dalla scena indipendente italiana, che hanno contribuito a far crescere, ma a cui forse non appartengono più.

Si portano dietro il loro pacchetto di influenze di rock britannico (dai Beatles ai Kasabian) e strutture armoniche ben consolidate che li rendono riconoscibili, unendole a una sempre più matura capacità di scrittura lirica e melodica; un esempio su tutti, Dance Lady Dance, nello stile del Roger Waters di The Wall e The Final Cut. Dal punto di vista del sound, il primo pezzo More Than I Need rende subito chiaro l’intento della band: un rock moderno, senza fronzoli virtuosistici e senza dover necessariamente inserire contaminazioni elettroniche. Elegante e essenziale negli arrangiamenti, in buona parte basati su suoni di piano elettrico (mentre le chitarre restano spesso in seconda fila) oppure sulle percussioni nei brani più movimentati. Essenziale, ma decisamente ispirata, è anche la scrittura dei testi, costituita da una serie di incisivi slogan che portano all’ascoltatore un malinconico e, allo stesso tempo, speranzoso messaggio corale. Un grido di persone alla ricerca di qualcosa di indefinito, di un dio sconosciuto; ognuno diverso, spaesato in una società che non gli appartiene, ma uniti dalla forza delle passioni e delle paure umane, come nel coro della title track Lub Dub che chiude il disco. Neri, bianchi, giovani, vecchi, belli, brutti, buoni, cattivi. Tutti uniti dal battito cardiaco; appunto “Lub” e “Dub”, che danno il titolo all’album, sono i due suoni generati dalle valvole del cuore umano.

Battito dopo battito Enzo Moretto (cantante, chitarrista e autore dei brani) ci mostra diverse sfaccettature dell’animo umano passando da riferimenti più quotidiani e diretti (vedi Someone Like You e Show Me Your Face) a canzoni dal significato più sottile e articolato, come Like A Matisse o la seconda traccia Take It Easy. Quest’ultima è sicuramente una delle tracce più potenti e interessanti dell’album, presenta un testo che invita alla leggerezza e a lasciarsi andare, ma viene contrapposto a un ritmo incalzante, quasi militare, che sembra quasi imporre di “andarci piano”. Tiger Claw è quella che più si avvicina al sound classico della band, introducendo anche la voce femminile di Ilaria D’Angelis. Ci portano invece verso una dimensione più pop i due brani Believe e la romantica Candies & Flowers, una ballade dal gusto 80’s che ricorda il tema di Twin Peaks, composto da Angelo Badalamenti. Per completare un disco pop rock si auspicherebbe anche un brano che dia una maggiore carica adrenalinica, unica pecca di questo album insieme alla troppa omogeneità dei tempi, specialmente in previsione della versione live. Nonostante ciò, gli A Toys Orchestra continuano a evolversi senza seguire mode, senza scadere in cliché e anche questa volta sono riusciti a produrre un ottimo album proponendo qualità e bellezza.

Tracklist:

01. More Than I Need
02. Take It Easy
03. Dance Lady Dance
04. Tiger Claw
05. Like A Matisse
06. Show Me Your Face
07. Candies & Flowers
08. Believe
09. My Body Is A Lie
10. Someone Like you
11. Lub Dub