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Riccardo Provasi

Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza – di Marco Pianegiani (Italia, 2022)

C I N E M A


Articolo di Riccardo Provasi

Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza, è un documentario realizzato magistralmente, in cui l’arte di Sandro Botticelli, stella eterna del Rinascimento italiano, si fonde con l’arte cinematografica e recitativa moderna, espressamente legata alle forme espressive dell’arte performativa, grazie alla maestria del regista Marco Pianigiani.
Ci viene presentato un Botticelli differente dallo sguardo accademico classico, come un uomo ambizioso seppur sensibile, strettamente legato tanto alla filosofia quanto all’ambiente politico fiorentino, interessato alla vita, alla morte e alla bellezza. Ci viene presentato soprattutto in una veste quasi inedita, quella di grandissimo narratore.
L’opera si struttura in diversi capitoli, accompagnati dalla voce di Jessica Trinca, atti a completare una panoramica sui segreti della città di Firenze nel pieno della sua epoca d’oro, il Rinascimento, sulla figura del suo leader indiscusso, Lorenzo de’ Medici detto “il Magnifico”, del suo lato oscuro, il frate domenicano Girolamo Savonarola e infine del suo cuore, l’artista (in questo lavoro, “estremamente contemporaneo”) Sandro Botticelli.

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Francesco Guccini – Canzoni da Intorto (BMG, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Provasi

In una romantica e storica bocciofila di Turro, zona nella periferia nord di Milano, ho assistito ad uno dei momenti più formativi ed intriganti della mia vita: una conferenza stampa di Francesco Guccini. Classe 1940, dischi e successi a non finire, fan di ogni generazione, tanta poesia, ironia e umanità sono la carta d’identità di questo gigante della musica italiana, che il 18 novembre ha pubblicato il suo ultimo lavoro, inaspettato e attesissimo allo stesso tempo, Canzoni da Intorto, di cui ci racconta le origini e le caratteristiche.
Non si può parlare del disco senza prima valutare cosa sia stato e cosa sia diventato Guccini nell’ultimo periodo. L’ultimo lavoro discografico risaliva al 2012, anno in cui ha salutato i palchi e la musica (fino ad oggi), dopo una carriera di oltre cinquant’anni in cui ha saputo viziare cuori e orecchie degli ascoltatori con testi indimenticabili, a tratti irriverenti e un tantino coloriti, in grado di raccontare in egual misura la dimensione interiore sia dell’autore che dell’Italia, osservata tramite lenti da “filo-anarchico”, come lui stesso ci ha tenuto a precisare in sala stampa. E ora, a distanza di pochi metri e separati solo da un palchetto su una pista di bocce, come si mostra Francesco Guccini?
Vediamo un uomo innegabilmente stanco e anziano, che ha bisogno di aiuto a muoversi e che si sente in parte lontano da questo mondo moderno (in sala stampa passa il microfono all’accompagnatore a seguito di una domanda poiché non sa cosa sia lo streaming), ma tuttavia ancora in grado di incantare con risposte sempre adeguate, quasi mai retoriche e ben motivate, a dimostrazione che il cuore e la mente invecchiano a velocità sensibilmente diverse rispetto al corpo. In poche parole, è ancora maledettamente bravo a raccontare, raccontarsi, essere magnetico, essere un cantautore, anche se di musica e brani non ne scrive più.

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Milano Music Week 2022

P R E S E N T A Z I O N E


Recensione di Riccardo Provasi

Ieri ci siamo trovati alla periferia sud di Milano, precisamente alla Santeria Toscana, tempio della musica live della città, per assistere alla rassegna stampa introduttiva della sesta edizione della Milano Music Week. Pensata per la settimana tra il 21 e il 27 novembre, vedrà Milano autoincoronarsi “capitale italiana della musica”, colorando l’intera città e invadendola di note ed emozioni in grado di attrarre appassionati da tutta Italia.

Il sindaco Giuseppe Sala ha introdotto coloro che hanno direttamente lavorato alla realizzazione di questo progetto: Nur Al Habash, direttrice generale dell’iniziativa, accompagnata sotto il profilo dell’ideazione dai cantautori Colapesce e Dimartino, piacevolmente sfidati ad uscire dal mero ruolo di artisti e porsi dall’altro lato, quello dell’organizzazione. Numerosi e di notevole importanza sono i promotori dell’iniziativa, una rete di imprese e soggetti cardine nel mondo della musica, come la Fimi, Assomusica, Nuovoimaie e la SIAE, a loro volta organizzatori e moderatori di alcune delle iniziative e dei talk presenti durante l’intera settimana.

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Oxymore – Jean-Michel Jarre e la musica dal futuro

R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Provasi

Jean-Michel Jarre presenta in anteprima, in una fin troppo calda giornata di metà ottobre, il suo ultimo lavoro, Oxymore, album figlio della pandemia e dedicato a Pierre Henry, grande amico e fonte di ispirazione del compositore, purtroppo scomparso pochi anni fa, e spesso ricordato con commozione durante l’intervento in sala, successivo all’ascolto, moderato da Luca De Gennaro.
Raccontare la carriera di Jarre significa narrare una serie di successi e soddisfazioni senza fine, partendo dal 1976, anno in cui pubblica Oxygène, opera che totalizza dodici milioni di copie vendute e apre all’artista le porte dell’Olimpo della musica elettronica, rendendolo il punto di riferimento di musicisti e sperimentatori di tutto il mondo. Per non parlare del grandioso concerto del 1997 a Mosca, classificato dal Guinness dei primati come il più grande della storia, e del celeberrimo concerto di Capodanno in una Notre Dame virtuale. Cos’altro si dovrebbe dire per mostrare quanto sia un onore assistere ad un’esperienza del genere?

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John Legend – Legend (Republic Records/ Universal Music, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Provasi

John Legend è senza ombra di dubbio uno dei simboli dell’industria musicale degli anni duemila, radicato negli anni ’90, ma sempre attento ad ogni novità ed influenza. Otto album all’attivo, miliardi di streaming, valanghe di premi, ruoli da protagonista in musical di successo e riconoscimenti di ogni genere hanno forse influenzato le aspettative su Legend, progetto ambizioso composto da due dischi e ventiquattro tracce (ma ventitré nuovi brani, essendo presenti due versioni di uno stesso pezzo) che non ha conquistato il cuore di pubblico e critica. Si può dire che la grande problematica dell’intero lavoro, sia innanzitutto l’eccessivo numero di brani in generale, non sempre ispirati e sostanzialmente ripetitivi, sia dal punto di vista di atmosfera e sonorità, sia sotto il profilo dell’arrangiamento e della produzione. Il lavoro risulta sicuramente compatto e coeso, ma forse a tal punto da non permettere ad alcun brano di spiccare e differenziarsi dagli altri, generando una sensazione continua di deja vù e noia. Una decina di brani in meno non avrebbe guastato probabilmente, rendendo sicuramente il lavoro di una portata differente, ma forse più convincente.

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thasup – c@ra++ere s?ec!@le (Arista/Columbia Records/Sony Music, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Provasi

Dopo diversi ascolti di fila di un album come c@ra++ere s?ec!@le la mente vola via, verso un infinito di suoni e sensazioni, verso quel mondo di idee e genialità che è la testa di Davide Mattei, in arte thasup, senza dubbio il miglior artista della sua generazione.
L’arte di thasup si basa su impressioni, musicali ed emozionali, sintetizzate in musica: c@ra++ere s?ec!@le è una collana di venti perle di dimensioni e colori differenti, rispecchiante le problematiche di un ragazzo nato dopo il millennio, raccontate tramite l’ausilio di tutta la musica del secolo precedente.
L’album vede la metà delle tracce realizzate in collaborazione con artisti italiani del calibro di Tiziano Ferro, Sfera Ebbasta e i Pinguini Tattici Nucleari.
Dal punto di vista musicale possiamo ascoltare ogni possibile influenza, dalle sonorità ragtime di Scott Joplin e Stephan Grossman, a cori e intuizioni tipiche soul e gospel alla Ray Charles, passando per rock, trap, hip hop, dance e qualunque altro suono mai esistito (non abbiamo trovato il sitar: thasup, hai un compito per il prossimo album).

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