C I N E M A
Articolo di Riccardo Provasi
Il martello degli Dèi è tornato a tuonare, il cielo a squarciarsi, i lampi a illuminare la notte: la furia dei Led Zeppelin è tornata. Il 25, 26 e 27 marzo ritorna al cinema il film – concerto Led Zeppelin: The song remains the same, diretto da Peter Clifton e Joe Massog, storico video delle folgoranti e celeberrime esibizioni al Madison Square Garden di New York del 1973 in versione totalmente rimasterizzata grazie allo splendido lavoro di Nexo Digital. Personalmente, adoro questo tipo di proposte, dal momento che oltre agli artisti è possibile avere uno sguardo sulla società occidentale dell’epoca.
Questo gioiello della storia del rock permette di conoscere non solo la straordinaria energia scaturita dai live del quartetto, ma anche parte della loro dimensione privata, come il rapporto con le famiglie e, soprattutto, l’interesse per la sperimentazione, la magia, la psichedelia. Tutto, lungo gli oltre 130 minuti della pellicola è magico e psichedelico: le scene del concerto si alternano con materiale girato apposta per la realizzazione del prodotto audiovisivo, caratterizzato da un intricato e ambiguo intreccio narrativo, in cui è possibile vedere John Bonham atteggiarsi da gangster americano tipico dei film noir anni ’50, Robert Plant con indosso vesti e armi tipiche della tradizione celtica intento a salvare una principessa imprigionata in un castello (sono pur sempre gli anni ’70) oppure Jimmy Page ringiovanire fino a ritornare in stato fetale per poi invecchiare a tal punto da strizzare l’occhio ad una possibile versione alternativa di Gandalf. No, vi fermo subito: non cercate di capirci qualcosa. Ho anche taciuto su scene di spettri, demoni mascherati, sangue multicolore che zampilla da teste tagliate, cimiteri… forse è meglio tornare a parlare di musica.

Nel 1973, gli Zeppelin sono al culmine della fama a livello internazionale. Sono al contempo la band più famosa, rumorosa, di successo, discussa e temuta (per l’alone sinistro di mistero dovuto a strambi accostamenti col mondo satanista) al mondo, macinando milioni di vendite ad ogni nuovo lavoro discografico e tournée planetarie senza fine. Come può uno show di oltre cinquant’anni fa tenere ancora incollati alla poltroncina di una sala cinema? La sensazione che ho provato io è quella di essere al cospetto degli dèi, di creature dalla forza sovrumana, in gradi distruggere a colpi di decibel ogni cosa. Page ci incanta con assoli anche da venti minuti con tanto di chitarra suonata con l’archetto di violino, Plant grida con una grinta inarrivabile per oltre dure ore, Bonham incarna la furia degli dèi nei suoi colpi e Jones, burattinaio schivo ma fondamentale, sorregge l’intera band suonando impeccabilmente qualsiasi strumento ci sia bisogno.

Rock and roll, Black dog, Since I’ve been loving you (la mia preferita, soprattutto in questa versione), Dazed and confused, No quarter, Moby Dick, Stairway to heaven. Whole lotta love… insomma, una raccolta di vere e proprie pietre miliari della storia del rock, eseguite da degli dèi in persona, forgiati nelle folgori del Valhalla e pronti a conquistare l’intero mondo con la furia delle stelle.
Prendetevi dei bei posti e lasciatevi emozionare, anche se non sarete al cinema: sarete sotto assedio.





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