R E C E N S I O N E
Recensione di Elena Colombo
Un neonato in posizione fetale, dalla cui testa partono delle radici che si ricongiungono ai suoi piedi: è questa la particolare copertina del nuovo album – il quinto – del cantautore e polistrumentista romano The Niro, uscito a novembre 2025 per l’etichetta Esordisco. L’immagine fa eco al nome del disco: La Nascita, titolo omonimo del brano d’apertura, un crescendo di suoni delicati che inneggiano a una vita nuova: “Tempo di esistere/ Dal tramonto io nascerò / Dalla pura cenere / Dalle terre aride”.
La chitarra è la protagonista di questo brano, come del resto dell’intero album, in cui gli strumenti acustici si alternano all’elettronica light. È un disco che esplora temi personali e universali, ricercando una speranza per il futuro in un presente difficile. Il cantautore vuole sperimentare e mettersi in gioco, e lo fa suonando tutti gli strumenti del disco, ricoprendo contemporaneamente anche il ruolo di produttore.

“Ho suonato ogni nota di questo disco”, dichiara The Niro (Davide Combusti). “È stato un viaggio pieno di dolore e bellezza. Come la vita.”
Ma torniamo ai brani. La Nascita racchiude 11 canzoni inedite, alcune in lingua italiana, altre in inglese. L’autore vuole ricercare una nuova “simmetria col mondo”, come canta in Nessun rimpianto, dove parla dell’importanza di non avere paura di commettere errori. Un tema ripreso anche in So Odd. “So Odd, in italiano ‘Così strano’ racconta di quanto a volte mi senta inadeguato ad affrontare le difficoltà – spiega The Niro – ma è anche un autoinvito a non restare incastrato nella malinconia, nel passato. Ci si rialza sempre, in un modo o nell’altro.”
In My Desires, l’autore canta di solitudine e isolamento: fasi a volte difficoltose, ma che possono diventare forze generatrici. Non è un caso, infatti, che l’album sia proprio il frutto di un momento di isolamento. Il cantautore esplora tutte le emozioni, compresa la rabbia in Tarantola: un testo energico come il ritmo che l’accompagna, che questa volta alterna l’italiano e l’inglese per poi concludersi in una fusione delle due lingue. Nel disco c’è spazio anche per la sensualità, protagonista del brano Amsterdam, che l’autore spiega così: “Durante un viaggio nella città olandese m’imbattei in una scena potente: una donna, in una delle vetrine a luci rosse usate dalle sex workers per ricevere clienti, aveva incantato i turisti esibendosi in una performance di pole-dance. Il ricordo di quell’esperienza si è fatto vivo anni dopo nella mia mente; così la musica.”

Inoltre, l’album è un riflesso dei tempi che stiamo vivendo: per questo non manca il sogno di un mondo migliore, basato su ideali di bellezza e fratellanza. Ne parla I have a dream, brano che fa riferimento al celebre discorso di Martin Luther King, ai suoi valori e alla sua vita. Non è l’unica canzone che cita un personaggio reale. Uno dei brani di La Nascita è Bergman, che, se ho ben colto, si riferisce all’omonimo regista e sceneggiatore svedese che nel suo cinema ha indagato i temi universali dell’esistenza: il conflitto generazionale, il silenzio di Dio, l’incomunicabilità, la morte, la crisi dei legami e le pulsioni nascoste. Secondo The Niro, il brano “fotografa l’assenza di empatia che ultimamente ho riscontrato sempre più spesso intorno a me. È un po’ lo specchio di questi tempi bui.” Il brano che ho preferito è Rainy Days, che i suoni morbidi e delicati della chitarra evoca un senso di nostalgia per qualcosa di lontano. Parla dei giorni di pioggia che sembrano lacrime, mentre quelli nuvolosi generano confusione. Il cantante sogna infine un giorno soleggiato, per uscire di casa e vivere all’aperto.
Nel complesso ho trovato questo album piacevole, anche se a tratti un po’ ripetitivo. L’autore lo ha realizzato in solitudine, un fatto apprezzabile perché implica un profondo livello di introspezione, ma con questa scelta è inevitabile rischiare l’effetto di ridondanza. È comunque un disco molto curato in ogni dettaglio, che denota un uso sapiente degli strumenti e della voce, e che consiglio soprattutto a chi ama il suono della chitarra classica.
Tracklist:
01. La Nascita
02. Nessun rimpianto
03. So Odd
04. Bergman
05. My Desires
06. Tarantola
07. I Have a Dream
08. Borderline
09. Amsterdam
10. Ulisse
11. Rainy Days
Photo © Elisabetta Lazzè




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