L I V E – R E P O R T


Articolo di Alessandro Tacconi, immagini sonore © Daniela Pontello

Se c’è una cosa di cui sono sommamente e giustamente orgogliosi i sardi è la loro terra. Isola dolce e aspra, ventosamente ospitale tutta anse, spiagge bianchissime e picchi arsi dal caldo torrido. Rifugio di specie protette che quiete ristanno perché nessuno le turba e disturba. Ogni forma d’espressione artistica insulare non può prescindere dalla forza possente ed energetica della natura in tutte le sue espressioni, animali e vegetali. È dell’amore per questa terra che cantano i Tenores di Neoneli ed Elio, il 19 febbraio per la rassegna In Voce Triennale alla Triennale di Milano. Due concerti realizzati alle 19:30 e 21:00, della durata di un’ora ciascuno, che hanno deliziato un pubblico raccolto e partecipe. Dalla fusione linguistica e artistica tra i Tenores di Neoneli e Stefano Belisari, in arte Elio – leader degli Elio e le Storie Tese – nasce NeonElio: uno spettacolo vocale unico, in cui la tradizione sarda si intreccia con contaminazioni e rivisitazioni inattese.

Fintas a cando
No isco si sa gent’orrúbia
in su Sinis ancora at a ‘olae,
no isco si pische in su mare
e in pischera s’ind’at a piscae
Fintas a cando apo a portae
ànimu e corpus po cantae
càntigos de custa zenia
apo a cantae cun sa ‘oge mia.
Finché avrò

Non so se i fenicotteri rosa
del Sinis voleranno ancora,
non so se pesci nel mare
e nella peschiera se ne pescheranno ancora.
Finché avrò
la mente e il cuore per cantare
cantici di questo genere
canterò con la mia voce.

Il fondatore del gruppo, Tonino Cau, tra un brano e l’altro ha spiegato il profondo legame di questo tipo di vocalità con la terra sarda. Il cantu a tenore è un genere di canto corale di matrice originale e autoctona tipico del mondo agro-pastorale. Nel 2005 è stato inserito dall’UNESCO tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità come “Patrimonio intangibile dell’Umanità”.

Si ritiene che il canto a tenore sia nato come imitazione delle voci della natura: su bassu imiterebbe il muggito del bue, sa contra il belato della pecora e sa mesu boche il verso dell’agnello, mentre il solista sa boche impersona l’uomo stesso, colui che è riuscito a dominare la natura. Il “bassu” e la “contra” utilizzano tecniche di “canto armonico” (o difonico) molto simili al tuvano Xöömej. D’altronde anche a Tuva, secondo la tradizione, i pastori svilupparono queste forme di canto per stabilire un contatto con le entità spirituali che pervadono ogni cosa, acquisendo la loro forza attraverso l’imitazione dei versi degli animali e della natura. Per accentuare il fascino e il timbro della performance canora, Matteo Muscas alle launeddas e Luca Schirru all’organetto hanno accompagnato in alcuni brani il quintetto.

Barone sa tirannia
Procurade’ ‘e moderare,
Barones, sa tirannia,
Chi si no, pro vida mia,
Torrades a pe’ in terra!
Declarada est già sa gherra
Contra de sa prepotenzia,
E cominzat sa passienzia
In su pobulu a mancare

Baroni, la tirannia,
Cercate di frenare,
Baroni, la tirannia,
Se no, per vita mia,
Ruzzolerete a terra!
Dichiarata è la guerra
Contro la prepotenza
E sta la pazienza
Nel popolo per mancare

La Sardegna è una terra orgogliosa che ha coltivato nei secoli la propria identità e la propria… voce! Un popolo che ha visto passare diversi “occupanti”, nessuno dei quali è mai riuscito a piegarne e plagiarne l’animo. In Voce Triennale ha presentato questo progetto artistico e culturale che, dopo trent’anni, è ancora in grado di rinnovarsi e stupire il pubblico.

I Tenores di Neoneli sono un gruppo di canto a tenore nato nel 1976 a Neoneli, in Sardegna, per iniziativa di Tonino Cau. Attualmente il gruppo è composto anche da Ivo Marras, Angelo Piras e Roberto Dessì. Stefano Belisari, in arte Elio, è un cantautore, musicista, attore e personaggio televisivo italiano, noto soprattutto come leader della band Elio e le Storie Tese, da lui fondata nel 1980. Diplomato al Conservatorio di Milano, ha collaborato per la prima volta con i Tenores di Neoneli nel 1992 dando poi vita, nel 1996, al progetto NeonElio.

Dolenti note. Il cocktail bar in fondo alla sala ha purtroppo funestato l’ascolto dei primi brani con il clangore dei numerosi cubetti di ghiaccio mescolati e shakerati per realizzare irrinunciabili e prelibatissimi cocktail!

Immagini sonore © Daniela Pontello

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