R E C E N S I O N E


Recensione di Nicola Barin

Enrico Pieranunzi è uno dei pianisti che maggiormente ci invidiano all’estero per la sua capacità di essere internazionale ma di restare profondamente ancorato alla tradizione musicale italiana. Il rapporto tra la musica classica e il Jazz è stato sempre variegato e inatteso: dagli album di Charlie Parker fino a giungere alla Third Stream e al jazz da camera di John Lewis e i Modern Jazz Quartet. La difficoltà di coniugare jazz e musica classica la indica bene il pianista in una bella intervista di Amalia Mancini per Il Giornale Press: “L’idea di ‘far swingare’ un’orchestra sinfonica è fuorviante perché nessuno può far swingare nessuno, sarebbe una forzatura, quasi una violenza. Il linguaggio classico, soprattutto quando è praticato professionalmente da un’orchestra, è un linguaggio pieno e compiuto. Sarebbe folle pretendere da musicisti di formazione classica un atteggiamento jazzistico.

“L’operazione è stata quindi un’altra: affiancare all’orchestra un trio jazz. Io, insieme al direttore e all’orchestratore, abbiamo evitato con grande attenzione di alterare il linguaggio orchestrale. L’orchestra mantiene una pronuncia pienamente classica, esponendo temi e strutture secondo la propria tradizione. Accanto a questo, il trio svolge la propria funzione e il gesto jazzistico è affidato a noi”. Una divisione netta quella del pianista, in cui i generi tendono a non compenetrarsi ma si rispettano e possono convivere sempre se non viene snaturato il senso generale del progetto. Molti motivi li avevamo già incontrati nell’album Menage à Trois del 2016 con André Ceccarelli e Diego Imbert.

La scelta dei brani è oculata e precisa per permettere il perfetto incontro tra i due generi. In Gymnosatie l’Orchestra I Pomeriggi Musicali, condotta da Michele Corcella, espone il tema con una leggerezza e freschezza inusuale, lo swing composto del trio fa avanzare la traccia dotandola di una compostezza formale e pulizia timbrica notevole, l’improvvisazione è presente ma oculata e si affina e procede con la scrittura del brano. Un omaggio sia a Satie che alla musica francese dei primi del Novecento. Il brano pianistico di Milhaud diventa il punto di partenza per un centrato adattamento all’Orchestra, anche qui il senso è l’omaggio all’artista francese che ne ricalca lo stile audace e spassoso con elementi di giocosità e ironia. La melodia ha sempre la preminenza ma è proprio da lì che si aprono le possibilità armoniche del brano.

L’omaggio a Debussy con La Fille aux cheveux de lin, motivo pianistico contenuto nel primo libro dei Preludi, mette in risalto il carattere modale per ricordarci come il compositore francese sia stato il protagonista della grande rivoluzione musicale del Novecento, scardinando la tonalità con modalità più suadenti e meno travolgenti di quanto farà Arnold Schönberg e la seconda Scuola di Vienna. L’inizio etereo dei legni si contrappone subito all’incedere swingante del trio che diviene pulsante e intenso, da qui parte l’improvvisazione che permette di introdurre le idee finali che si dislocano rapide e riprendono il tema iniziale: orchestra e trio si muovono all’unisono con quella sottigliezza che sembra incredibile ma che può manifestarsi solo quando una compagine orchestrale cosi perfetta incontra un trio in stato di grazia. Le Invenzioni a due voci Bachiane hanno una rara potenza germogliativa, con Suite 785 permettono al pianista di arricchire la melodia di diversi colori: il chorus muta con una velocità improvvisa.

Ciò in cui riesce Pieranunzi è scovare il giusto equilibrio tra melodia, piacevolezza nell’ascolto e complessità ritmico/armonica. Un progetto che delinea la precisione e l’attenzione del pianista romano per il rapporto stretto e profondo che accomuna il jazz con la musica classica. Da ascoltare con la calma dovuta e assolutamente in cuffia, per cogliere le finezze e le particolarità dell’opera.

Tracklist:
01.
Sicilyan Dream (5:54)
02. Gymnosatie (6:38)
03. Mein Lieber Schumann (6:29)
04. Hommage A Milhaud (7:00)
05. Cheveux (7:42)
06. Suite 785 (5:14)

Enrico Pieranunzi – piano
Mauro Beggio – batteria
Luca Bulgarelli – contrabbasso
Michele Corcella – arrangiamenti e conduzione orchestra

Photo © Soukizy.com

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