Ricerca

Off Topic

Solo contenuti originali

Tag

Enrico Pieranunzi

Enrico Pieranunzi – Something Tomorrow (Storyville Records, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Talamazzi

Ogni volta che esce un nuovo disco di Enrico Pieranunzi non si tratta più di capire se sia un buon lavoro o meno ma piuttosto di prendere atto del costante livello di eccellenza del pianista romano. A dire il vero, nella sua lunga carriera concertistica e discografica, Pieranunzi si è sempre espresso a livelli altissimi e personalmente ritengo il suo disco dal vivo, il Live at Village Vanguard del 2013, una delle espressioni massime della sua arte. Quella musica tesa, fremente, stracolma di energia realizzata con Marc Johnson e Paul Motian, dovrebbe essere presa ad esempio di come si possa suonare al top pur nella essenziale nudità della formazione a trio, senza rimpiangere i numerosi esempi lasciati da Bill Evans e Keith Jarrett, per parlare solo dei più famosi e rappresentativi. Se la musica è equilibrio tra emozione (l’ispirazione compositiva) e ragione (la geometria strutturale)  Pieranunzi dimostra anche in quest’ultima uscita Something Tomorrow di possedere l’arte della conciliazione tra i due fattori. In questo disco, realizzato in studio e quindi al di fuori del clima torrido di un’esibizione live, non si ascoltano funambolismi particolari e del resto non ce ne sarebbe bisogno. Bastano i pochi accordi iniziali di Those Days per renderci conto del mulinare d’idee perfettamente sotto controllo, frutto della collaborazione con la batteria di André Ceccarelli – una vecchia conoscenza con cui Pieranunzi ha suonato dal 1996 in sei precedenti lavori –  e del contrabbasso di Thomas Fonnesbæk, che aveva già affiancato il pianista  in un disco del 2018, Blue Waltz e in New Visions del 2019. I brani di Something Tomorrow sono quasi tutti di Pieranunzi, ad eccezione della traccia 6 ad opera di Fonnasbaek e dell’ultimo This is new la cui musica fu composta da Kurt Weil con parole di Ira Gershwin, fratello di George, in pezzo pubblicato nel 1941 e facente parte originariamente del musical Lady in the Dark.

Continua a leggere “Enrico Pieranunzi – Something Tomorrow (Storyville Records, 2022)”

Enrico Pieranunzi & Bert Joris – Afterglow (Challenge Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Talamazzi

In un’intervista a Paolo Fresu comparsa sulla rivista Audiophile Sound, in un numero di qualche anno fa, si rimarcava la questione della compatibilità sonora tra i diversi strumenti. In sintesi, Fresu affermava che il lavoro più difficoltoso avveniva non tanto negli ensemble a tre, quattro, cinque o più elementi ma paradossalmente nel rapporto a due tra musicisti operanti su strumenti differenti. In queste occasioni bisogna che gli strumenti stessi abbiano sempre un loro specifico spazio, senza che si prevarichino a vicenda e che le rispettive sonorità riescano ad amalgamarsi reciprocamente, ciascuna riempiendo i vuoti strategicamente lasciati dall’altra. Nell’ambito dei duetti pianoforte-tromba sono state scritte varie pagine compositive, soprattutto in ambito jazzistico. A questo riguardo ricordiamo le esperienze dello stesso Fresu con Uri Caine e Omar Sosa (con quest’ultimo soprattutto dal vivo) ma ad ogni modo molti pianisti e trombettisti hanno volentieri incrociato i loro strumenti in coppia, con la coscienza di saper creare una miscela ricca d’interesse musicale.

Continua a leggere “Enrico Pieranunzi & Bert Joris – Afterglow (Challenge Records, 2021)”

Enrico Pieranunzi Jazz Ensemble – Time’s Passage (Abeat Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Talamazzi

Si va sul velluto con questo nuovo disco di Enrico Pieranunzi. Il tempo trascorre, come suggerisce il titolo dell’album ma il pianista romano ci passa attraverso con elegante sicurezza, quella certezza compositiva (sei brani su nove sono di suo pugno) e soprattutto esecutiva che l’ha sempre caratterizzato e stigmatizzato come uno dei pianisti più grandi al mondo. Nonostante l’Italia abbia posseduto e possieda tuttora molti pianisti jazz di levatura internazionale, con Pieranunzi il discorso si fa più serio, sia per il numero di grandi musicisti con cui ha suonato nella sua vita, sia per l’assoluta considerazione di cui egli è oggetto all’estero. Credo, infatti, che sia ancora l’unico musicista italiano ad essere stato invitato allo storico Village Vanguard di New York e che in quel prestigioso locale abbia potuto incidervi un disco dal vivo, quel famoso Live targato 2013 (ma registrato tre anni prima) insieme a Marc Johnson e al compianto Paul Motian, un’autentica esplosione di energia, forse uno dei dischi live più belli mai registrati nell’ambito del trio jazz.

© Soukizy.com

Continua a leggere “Enrico Pieranunzi Jazz Ensemble – Time’s Passage (Abeat Records, 2020)”

WordPress.com.

Su ↑