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Enrico Pieranunzi

Enrico Pieranunzi & Bert Joris – Afterglow (Challenge Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Talamazzi

In un’intervista a Paolo Fresu comparsa sulla rivista Audiophile Sound, in un numero di qualche anno fa, si rimarcava la questione della compatibilità sonora tra i diversi strumenti. In sintesi, Fresu affermava che il lavoro più difficoltoso avveniva non tanto negli ensemble a tre, quattro, cinque o più elementi ma paradossalmente nel rapporto a due tra musicisti operanti su strumenti differenti. In queste occasioni bisogna che gli strumenti stessi abbiano sempre un loro specifico spazio, senza che si prevarichino a vicenda e che le rispettive sonorità riescano ad amalgamarsi reciprocamente, ciascuna riempiendo i vuoti strategicamente lasciati dall’altra. Nell’ambito dei duetti pianoforte-tromba sono state scritte varie pagine compositive, soprattutto in ambito jazzistico. A questo riguardo ricordiamo le esperienze dello stesso Fresu con Uri Caine e Omar Sosa (con quest’ultimo soprattutto dal vivo) ma ad ogni modo molti pianisti e trombettisti hanno volentieri incrociato i loro strumenti in coppia, con la coscienza di saper creare una miscela ricca d’interesse musicale.

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Enrico Pieranunzi Jazz Ensemble – Time’s Passage (Abeat Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Talamazzi

Si va sul velluto con questo nuovo disco di Enrico Pieranunzi. Il tempo trascorre, come suggerisce il titolo dell’album ma il pianista romano ci passa attraverso con elegante sicurezza, quella certezza compositiva (sei brani su nove sono di suo pugno) e soprattutto esecutiva che l’ha sempre caratterizzato e stigmatizzato come uno dei pianisti più grandi al mondo. Nonostante l’Italia abbia posseduto e possieda tuttora molti pianisti jazz di levatura internazionale, con Pieranunzi il discorso si fa più serio, sia per il numero di grandi musicisti con cui ha suonato nella sua vita, sia per l’assoluta considerazione di cui egli è oggetto all’estero. Credo, infatti, che sia ancora l’unico musicista italiano ad essere stato invitato allo storico Village Vanguard di New York e che in quel prestigioso locale abbia potuto incidervi un disco dal vivo, quel famoso Live targato 2013 (ma registrato tre anni prima) insieme a Marc Johnson e al compianto Paul Motian, un’autentica esplosione di energia, forse uno dei dischi live più belli mai registrati nell’ambito del trio jazz.

© Soukizy.com

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