R E C E N S I O N E


Recensione di Andrea Furlan

Don Diego Trio è il nome d’arte di Diego Geraci, classe 1975, musicista siciliano trapiantato in Piemonte. Vero e proprio virtuoso alla Telecaster e ottimo chitarrista, ha uno stile irresistibile che unisce il caratteristico twang del country, il Travis picking e la frenesia del boogie. Gode di una solida reputazione internazionale che lo ha reso uno degli artisti italiani più quotati nel campo della roots music americana. Nel 1994 fonda gli Adels (Wild Rockabilly from Red Hot Sicily) e inizia il suo lungo viaggio nei meandri della musica americana, di cui è profondo conoscitore e amante. Vent’anni di tournée in tutta Europa e una dozzina di dischi pubblicati, il gruppo diventa uno dei riferimenti del rockabilly nel vecchio continente. Nel 2014 Geraci avvia la propria carriera solista con il progetto in trio in cui converge ogni sua influenza musicale: rockabilly, classic country, honky tonk, western swing, blues e rock’n’roll. Suona regolarmente in Europa e negli Stati Uniti dove ha ricevuto tre candidature agli Ameripolitan Awards di Austin nella categoria Best Rockabilly Band. Ad Austin ha registrato un album (Greetings from Austin, 2017), un altro (Rockin’ in Memphis, 2018) lo ha inciso nei leggendari Sun Studios di Memphis Tennessee, come The Million Euro Quartet, ironico omaggio al celeberrimo Million Dollar Quartet (Elvis Presley, Johnny Cash, Jerry Lee Lewis e Carl Perkins) lì riunitosi nel 1956.

«Volevo fare un disco di canzoni che potessero rimanere in testa all’ascoltatore», racconta Don Diego, «un album che esplorasse la musica Americana degli anni ’50, ’60 e ’70 senza barriere». Too Many Miles tiene fede all’impegno e, in poco più di trenta minuti di musica, propone la personale visione dell’autore di un’epoca e di un modo di fare musica affrontati con passione e cognizione di causa. La registrazione, effettuata in un paio di giorni al Retro Recording Services di Milano, restituisce il suono caldo e vibrante della presa dal vivo. Il basso di Giulio Farinelli e la batteria di Mattia “The Cat” Bertolassi supportano la chitarra del titolare con una sezione ritmica precisa e swingante. Gli spumeggianti dodici sketch vintage del disco sono dipinti sulla tela di una materia che Geraci conosce a menadito. Deliziosa la frenetica title track, spruzzate di surf Dr Fuzz e Spell, dinamiche ed energiche Shake, Rattle and Boogie e Big Fish, prorompente DD Train. Non mancano momenti più raccolti come A Place To Hide e Silver Hair. Insomma, l’album gioca bene le sue carte regalando un ascolto gradevole e attraente.

Il Don Diego Trio va dritto al punto, mirando all’efficacia dei brani, senza perdersi in fronzoli o virtuosismi fini a sé stessi. Si sente che Geraci l’America l’ha attraversata e conosciuta per davvero. Il pregio del disco è quello di attenersi ai canoni prefissati di uno stile senza per questo risultare stucchevole. I brani sono tutti autografi, altro punto a favore, tranne l’unica cover, Kentucky Means Paradise di Merle Travis, che suggella un lavoro ben fatto e realizzato con autorevolezza. «Prendi un pollo, lo ammazzi, lo metti in padella e lo friggi finché non è ben dorato: questa è la cucina del Sud, ed è davvero squisita». Squisita è anche la ricetta cucinata da Geraci, tanto che ci vuol poco a farsi trasportare su una highway americana con i finestrini abbassati, diretti in uno sperduto saloon per bere una birra gelata e dimenticare le fatiche della giornata. Sul palco, il Don Diego Trio saprà accogliervi al meglio con tanta pure american music! Il divertimento è assicurato.

Tracklist:

  1. Too Many Miles
  2. A Place to Hide
  3. Spell
  4. Big Fish
  5. Silver Hair
  6. Dr Fuzz
  7. I’m Still Too Young
  8. Shake, Rattle & Boogie
  9. The Time When We’re Apart
  10. DD Train
  11. I’m just Drinking
  12. Kentucky Means Paradise

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