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Andrea Furlan

We’ll meet again someday – Cesare Carugi @ Spazio Teatro 89 – Milano, 11 gennaio 2019

cesare-carugi-spazio-teatro-89-photo-andrea-furlanArticolo di Fabio Baietti e immagini sonore di Andrea Furlan

Ma quante belle, misconosciute canzoni ha scritto Cesare Carugi? Questa la domanda che mi sono posto più volte durante il suo ultimo (??) concerto, in quel di Spazio Teatro 89.

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Born On The Bayou – La storia dei Creedence Clearwater Revival – Maurizio Galli e Aldo Pedron (Arcana, 2018)

Creedence Clearwater Revival (1968)

Articolo di Andrea Furlan

Partiamo dal presupposto fondamentale: quella dei Creedence Clearwater Revival è pura American Music, la quintessenza del rock’n’roll, come ben evidenziato nella quarta di copertina. Il gruppo californiano è stato infatti fautore di un rock adrenalinico e stradaiolo basato su arrangiamenti lineari, ritmi serrati e refrain incalzanti su cui svettano la voce ruvida e grintosa di John Fogerty e i riff particolarmente incisivi e taglienti delle chitarre. L’insieme è decisamente avvincente, confezionato con grande perizia in efficacissimi anthem a 45 giri che si giocano il tutto per tutto in tre minuti. Questo il segreto dei CCR, una delle band più influenti e amate di sempre che, a cavallo degli anni ’70, ha impresso il proprio marchio di fabbrica al sound della west-coast, sfornando una hit dietro l’altra. La loro è un’inconfondibile miscela di rock, blues e country che spazia dal Mississippi alle paludi della Louisiana, tinge di black il rock’n’roll ruspante degli stati del sud per tuffarsi infine nelle acque della baia di San Francisco. Il rock operaio, blue collar, di Bob Seger, John Mellencamp e Bruce Springsteen è loro debitore, così come le camicie di flanella del grunge hanno un precedente illustre nel quartetto di El Cerrito.

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Beth Hart @ Teatro degli Arcimboldi – Milano, 26 novembre 2018 (opening The Kris Barras Band)

beth-hart-arcimboldi-photo-andrea-furlanArticolo di Giovanni Carfì e immagini sonore di Andrea Furlan

Dopo il sold out al Teatro del Verme, e a distanza di un anno, Beth Hart torna in Italia per una data presso il Teatro degli Arcimboldi di Milano. Le aspettative non sono state deluse, un concerto di livello, senza nessun tipo d’imprevisto, una conferma delle capacità e del carisma di Beth e della sua band.

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Any Other @ Serraglio – Milano, 16 novembre 2018

any-other-serraglio-photo-andrea-furlanArticolo di Luca Franceschini e immagini sonore di Andrea Furlan

Il concerto milanese di Any Other ha rivelato una grande verità, se ancora non ce ne fossimo resi conto: Adele Nigro è uno dei più grandi talenti musicali che ci sia al momento in Italia.

Ripeto, un po’ lo si sapeva già. L’abbiamo ammirata per dieci mesi nella band di Colapesce, dove ha fatto il bello ed il cattivo tempo quasi conducendo per mano gli altri musicisti ed occupandosi di cori, chitarra e sassofono con una disinvoltura non comune, se si pensa che era la sua prima produzione importante. Abbiamo poi ascoltato Two, Geography, il secondo disco dei suoi Any Other, che ha trasceso il Folk un po’ ingenuo degli esordi, per approdare nei territori più adulti ed impervi già battuti da nomi come Wilco, Pavement, Courtney Barnett e tutte quelle realtà che fanno fluire liberamente la loro creatività senza essere limitati da barriere di genere.

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Sambene – Sentieri partigiani tra Marche e memoria (Fonobisanzio, 2018)

 

 

Articolo di Andrea Furlan

Impegno civile, testimonianza e memoria storica sono i presupposti alla base del progetto musicale dei Sambene, il gruppo folk marchigiano nato un paio di anni fa nelle aule dell’Accademia dei Cantautori di Recanati. Marco Sonaglia (chitarra e voce), Veronica Viviani (voce), Roberta Sforza (voce) e Emanuele Storti (fisarmonica), hanno avuto l’idea di dedicare un concept album al ricordo dei partigiani che combatterono nelle Marche durante una visita al cimitero di Tolentino quando, davanti al monumento ai caduti, li ha incuriositi il nome di Bebi Patrizi, anch’egli di Recanati, morto diciannovenne nelle montagne dell’entroterra maceratese. Da qui la decisione di ricostruire la storia delle donne e degli uomini che sacrificarono la propria vita per la libertà, spinti dai valori etici e morali che dettero vita alla Repubblica Italiana.

 

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Andrea Amati @ Ronchi78 – Milano, 5 novembre 2018

Andrea Amati-Ronchi78-Photo Andrea FurlanArticolo di Luca Franceschini immagini sonore di Andrea Furlan

Non aveva mai suonato a Milano, Andrea Amati. Molto conosciuto nella sua Romagna, dove gira da anni con le sue canzoni oltre che con diversi omaggi a Fabrizio De André, non gli era tuttavia capitato molto spesso di organizzare date in altre regioni.

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John Hiatt – The Eclipse Sessions (New West, 2018)

Articolo di Andrea Furlan

Che anche per John Hiatt fosse giunto il momento di tirare le somme della propria vita e trarne un bilancio, lo avevamo già notato in Terms Of My Surrender (2014) quando ironizzava sulla possibilità di una resa e affrontava persino il tema della vecchiaia (Old People) stigmatizzandone le manie in un riuscito quadretto. In sostanza, diceva, gli anziani hanno fretta perché la vita è breve, non è mai comoda, e quando tutto sta per finire non c’è più tempo da perdere. Adesso, a sessantasei anni compiuti da poco, si spinge oltre: “avevo parole, accordi e archi, adesso non ho più niente di tutto ciò (Robber’s Highway)”. A tutti gli effetti questa sì sembrerebbe una resa, la serena ammissione di essere al capolinea, ma, sulla scorta di quanto ci è dato ascoltare, probabilmente è solo il modo di esorcizzare i fantasmi del tempo che passa. L’età matura porta saggezza e con essa l’accettazione di una fase della vita che invece ha ancora diverse carte da giocare.

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Alejandro Escovedo @ Biko, Milano 10 ottobre 2018 [opening Don Antonio]

Alejandro Escovedo

Articolo di Andrea Furlan immagini sonore di Stefania D’Egidio

Elegantissimo, vestito di tutto punto con un filo di stravaganza, giacca di ottimo taglio, camicia bordò e foulard, jeans attillati, stivaloni e cappello: si presenta così Alejandro Escovedo all’appuntamento con la prima data del tour europeo (unica in Italia) che promuove The Crossing, album uscito proprio in questi giorni, un concept sul tema dell’immigrazione e della speranza tradita da una terra, l’America di oggi, che nella realtà si rivela una promessa mancata.

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Low @ Teatro Dal Verme, Milano – 5 ottobre 2018 [opening Nadine Khouri]

Low

Articolo di Luca Franceschini immagini sonore di Andrea Furlan

Che una band in giro da più di vent’anni veda ancora i propri lavori in studio come un campo di sperimentazione, come un itinerario che si dipani nei meandri della creatività, senza concedere nulla al manierismo e alle soluzioni di comodo, non è proprio quel che si dice un fenomeno comune.

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