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Andrea Furlan

Glen Hansard @ Tener-a-mente Festival – Anfiteatro del Vittoriale – Gardone Riviera (Bs) 26 luglio 2019 [opening Mark Geary]

L I V E  R E P O R T


Articolo di Giacomo Starace e immagini sonore di Andrea Furlan

Il Festival Tener-a-mente chiude in bellezza con Glen Hansard, reduce da un tour con Eddie Vedder che l’ha portato anche sulla scena del Firenze Rocks. Con una naturalezza spiazzante, il cantautore irlandese è salito sul palco dell’Anfiteatro del Vittoriale, uno dei più suggestivi d’Italia sia per la storia sia per il panorama caratterizzato dalla bellissima vista sul lago di Garda.

 

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Calexico and Iron & Wine @ T R I P Music Festival – Triennale di Milano, 22 luglio 2019

L I V E  R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini e immagini sonore di Andrea Furlan

Verso la fine del concerto Joey Burns chiede quanti tra il pubblico fossero stati presenti anche alla prima volta italiana dell’accoppiata Calexico/Iron & Wine, sempre a Milano. Fino a qui è stata una serata piacevolissima, ricca di grandi canzoni, suonate alla grande, come era lecito aspettarsi da quegli straordinari musicisti che sono i sei sul palco. Rilassati e divertiti, i nostri hanno scherzato e interagito a più riprese col pubblico, che da parte sua li ha supportati a dovere (e nel momento in cui Joey e Sam hanno imparato la parola “figo”, da loro chiesta per avere un equivalente italiano per “super cool”, è letteralmente finita per tutti, visto che hanno cominciato a metterla dentro in ogni frase, coi risultati più assurdi). Ad ogni modo, quando chiedono chi li avesse visti quella prima volta, sono poche le mani che si alzano, ad occhio e croce non più di dieci. Era il 2005 e da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. I Calexico hanno continuato la loro sfolgorante carriera, rimanendo un nome di punta nel grande romanzo del rock americano. Samuel Ervin Beam, al contrario, che all’epoca della loro prima collaborazione era un cantautore Folk fresco di un album, Our Endless Numbered Days, che ne aveva rivelato tutte le potenzialità (oggi, a 15 anni dall’uscita, è ormai un classico riconosciuto nel genere), ha pian piano aumentato le proprie quotazioni, migliorando come songwriter ed ampliando man mano lo spettro del proprio sound, con dischi uno più bello dell’altro.

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La Crus – Mentre le ombre si allungano @ Teatro Elfo Puccini – Milano, 4 luglio 2019

L I V E  R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini e immagini sonore di Andrea Furlan

Ho visto per la prima volta i La Crus dal vivo nel 1999, al Rolling Stone di Milano, quando “Dietro la curva del cuore”, il loro terzo disco, era appena uscito ed erano ancora una delle band più rappresentative della nuova ondata rock italiana, tra i primissimi a declinare la lezione dei cantautori in una chiave più moderna, attraverso l’uso disinvolto dell’elettronica, sapientemente mescolata con strumenti classici come archi e tromba.

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Giardini di Mirò | Massimo Volume @ Estate Sforzesca – Castello Sforzesco – Milano, 26 giugno 2019

L I V E  R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini e immagini sonore di Andrea Furlan

Giardini di Mirò e Massimo Volume hanno più cose in comune di quanto non sembrerebbe ad un primo sguardo. A partire da un dna musicale che privilegia la creazione di paesaggi sonori e che lavora sui frammenti e sulle suggestioni, a dispetto della normale forma canzone; passando poi per un utilizzo poco canonico della voce, sia che la si metta al servizio del linguaggio del Post Rock, convenzionalmente strumentale, sia che, come accade per i secondi, la si impieghi in narrazioni più o meno declamate che rappresentano un elemento stilistico del tutto nuovo nel nostro universo sonoro. Aggiungiamo che entrambe le band provengono dall’Emilia Romagna (dal reggiano i primi, da Bologna i secondi), che da pochissimo condividono la stessa etichetta, la 42Records, e capiremo che la decisione di fare un tour insieme è apparsa meno sorprendente di quanto si potesse pensare.

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Larry Campbell & Teresa Williams @ Castello Visconti di San Vito – Somma Lombardo (Va), 6 giugno 2019

L I V E  R E P O R T


Articolo di Fabio Baietti e immagini sonore di Andrea Furlan

Torri, fossati, stemmi e chiostri. Una location incantevole per due Artisti che l’incanto, in chi li ascolta, lo provocano con un mix gentile di classe sopraffina e contagiosa empatia. Larry Campbell cambia gli strumenti come un Fregoli dei nostri tempi, eccellendo in ognuno di essi. Se pare ovvietà, per uno che dava il tempo a Mr. Zimmerman, rimarcare i virtuosismi alla sei corde (sempre contestualizzati nel fluido scorrere della canzone), la sua maestria al mandolino ed al violino ha dato colori e profumi diversi a parecchie composizioni. Tra un brano e l’altro, da professionista consumato, si è cimentato con un italiano fruibile, leggermente spruzzato di castigliani idiomi, con il pubblico a colmare i rarissimi vuoti. Il sorriso perenne, tra i folti capelli di un “newyorker” cittadino del Mondo.

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Virginiana Miller: Benvenuti nell’America irreale di McCoy

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini e immagini sonore di Andrea Furlan

“In questo camerino ci sono stati anche Kurt, Dave e Chris…”. Sono al Bloom di Mezzago assieme ai Virginiana Miller, siamo seduti nel piccolo stanzino che funge da backstage, le pareti interamente tappezzate di scritte e adesivi, testimonianza viva di trent’anni di amore per la musica dal vivo. Ci sono passati in tanti, da questo storico locale, ma è inevitabile che il primo pensiero vada ai Nirvana, che qui furono protagonisti di due concerti leggendari, uno nel 1989, ai tempi di “Bleach”, l’altro nel 1991, quando “Nevermind” era già uscito ma, almeno da noi, non aveva ancora fatto il botto. I presenti di quella sera non immaginavano certo di stare partecipando ad un qualcosa che ci saremmo ricordati per sempre e per noi che non c’eravamo, è piuttosto inevitabile lasciarsi andare al fascino eterno della storia… Solo per poco, però. Questa sera c’è da parlare di un disco, The Unreal McCoy, che segna il ritorno, dopo sei anni, di quella che è una delle band più importanti del panorama musicale italiano. Oggi i tempi sono cambiati, certe sonorità vengono liquidate come una faccenda per vecchi, come ironizza da tempo l’account Instagram di “Nonno Indie”. Il sestetto di Livorno non appare molto preoccupato da questi cambiamenti; semmai, ha risposto prendendo una decisione mica da ridere: si è messo a cantare in inglese. Proprio loro, che hanno in Simone Lenzi uno dei più grandi parolieri italiani e che sono stati tra i primissimi a far fare un passo avanti alla tradizione cantautorale di cui per troppo tempo siamo stati prigionieri. Col cambio di idioma è cambiata anche la musica, anche se non troppo: The Unreal McCoy è in parte un tributo alla tradizione stelle e strisce ma a conti fatti rimane un disco dei Virginiana Miller, fresco ed ispirato come era lecito aspettarsi. Ne abbiamo parlato con Simone Lenzi (voce), Daniele Catalucci (basso), Giulio Pomponi (tastiere) e Antonio Bardi (chitarra), qualche ora prima della data di Mezzago, la terza in assoluto di questo nuovo tour. Tra una battuta e l’altra (perché, da buoni toscani, le cazzate a raffica non sono mancate), siamo comunque riusciti a capire che la situazione della band è ottima e che questo ritorno potrebbe aprire una nuova fase decisamente molto interessante.

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Nada @ Circolo Magnolia – Segrate (Mi), 7 aprile 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo di Alessandro Berni e immagini sonore di Andrea Furlan

La vedi entrare e in pochi istanti riempire di vitalità e imponenza il palco, con la straordinaria capacità di annullare le distanze tra lei e il pubblico. Al Magnolia va in scena una comunione di sguardi e di esistenze che nel giro di 80 minuti non intende far fuori mali, incomprensioni e ingiustizie ma neppure ci ricama sopra. Se è lecito li fa a pezzi, li ricostruisce e li trasforma. Ecco se è possibile l’arte musicale di Nada è oggi più che mai quella di una trasformazione e di una nuova scoperta.

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Giulio Casale @ Biko – Milano, 2 aprile 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo di Fabio Baietti e immagini sonore di Andrea Furlan

Martedì sera, calcistiche coincidenze, musicali sovrapposizioni. Appoggiato al mio pilastro di fiducia, mi unisco a chi ha preferito il Biko come meta delle proprie emozioni. Questione di scelte. Forse avremo la fortuna di godere di uno schizzo di sangue, chissà se ancora anemico, di Giulio Casale.

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Larkin Poe @ Spazio Teatro 89 – Milano, 29 marzo 2019 [opening Foreign Affairs]

L I V E – R E P O R T


Articolo di Fabio Baietti e immagini sonore di Andrea Furlan

Abitudine che lascia spazio alla sorpresa. Nessun posto fisso questa sera ma mistura di volti, accalcati vicino ad involontaria transenna.

Il Ministero degli Affari Esteri traslocato a Bristol, città mutevole nel clima e nelle proposte musicali. I fratelli Alex e Lawrence Purnell tengono desta l’attenzione di un pubblico che non li conosce. Mezz’ora scarsa di attitudine busker, in cui le canzoni dalla vecchia stazione dei pompieri suonano estremamente godibili, con Faded che rimarrà una delle cose più belle ascoltate nella serata. Trame folk con profonde venature country Foreign Affairs, sorpresa diplomatica!

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Foreign Affairs

Le Larkin Poe hanno fascino d’impatto, quello a cui non servono tacchi a spillo o panterate mises per rendere attraente il loro live set. Jeans color cenere, tshirt bianca, un vezzoso foulard e le New York Dolls in edizione giapponese, perché riaffermare alcune affinità elettive è segno di rispetto verso chi ha aperto la via.

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