L I V E – R E P O R T


Articolo e immagini sonore di Andrea Furlan

La presentazione di Pausa Caffè, il secondo album dei bolognesi Black Ball Boogie, avvenuta al Blue Note, tempio milanese del jazz, è stata una piacevole immersione nell’atmosfera vintage in puro stile swing, boogie woogie e rock’n’roll creata dal gruppo con un occhio rivolto all’America degli anni ’40 e ’50 e l’altro all’Italia di Fred Buscaglione e Natalino Otto. Lo spettacolo, energico e coinvolgente, si è svolto all’insegna di divertimento e ironia ed ha messo in luce la bravura della band nel riprodurre con piglio moderno l’immaginario musicale e visivo di un’epoca che, vista con il loro sguardo spensierato, diventa una sorta di rifugio dall’ansia quotidiana. Tutto ciò che si chiede a un buon caffè è ritagliarsi uno spazio in cui, per un attimo, mettere in pausa la frenesia e guardare alla vita con leggerezza. Così è stato in quest’ora e mezza di musica positiva e tonificante.

I Black Ball Boogie sono nati nel 2016 dall’incontro di Virginia Piccichè (voce), Manuel Goretti (pianoforte e voce), Luciano Sibona (contrabbasso e voce) e Filippo Lambertucci (batteria e voce). Attivi sia in Italia che all’estero, hanno frequentato il palco di importanti festival internazionali e collaborato con Bobby Solo con cui nel 2022 hanno registrato un vinile di sei tracce in cui interpretano alcuni classici portati al successo da Elvis Presley. Nel 2023 hanno pubblicato il primo album Hey Dove Vai! composto da otto brani originali ispirati dai tempi d’oro dello swing italiano. Segue nel 2025 il live L’Amor Mio Non Muore (Live Session), registrato in presa diretta nell’omonimo e storico studio di registrazione di Forlì.

L’appuntamento milanese è stato onorato da uno show frizzante in cui i quattro hanno dimostrato una presenza scenica molto cinematografica e dedicato molta cura alla parte visiva. È la Piccicchè, in abito bianco, cappellino rosso e movenze da diva, a calamitare l’attenzione, teatrale com’è nel modo di atteggiarsi e di rivolgere sguardi e moine al pubblico. La sua voce squillante e ben impostata colora ogni brano con tinte vivide, bozzetti schizzati sulla tela di un racconto musicale sviluppato con estro particolare. L’ossatura della scaletta è costituita ovviamente dalle canzoni di Pausa Caffè che dal vivo acquistano ancora maggior vigore rispetto all’ascolto su disco. Gli arrangiamenti dinamici e corposi centrati sul ritmo dettato da Sibona e Lambertucci, le ariose armonie vocali elaborate intorno a ganci melodici accattivanti, il pregevole lavoro di Goretti pianoforte sono stati gli elementi distintivi di una proposta che ha entusiasmato il pubblico. L’ironia di L’Automobilista Invertebrato, in cui è facilissimo immedesimarsi, e Judy Lee, il ritmo irresistibile di Oh Mamma!, la morbidezza di L’Estate Va, il pizzico di malinconia di Un Po’ Si Muore, conquistano con la loro freschezza che svela un’abile capacità compositiva. Dal palco emanano tante buone sensazioni, soprattutto una sana voglia di divertimento e di emozioni positive. Boogie woogie e rock’n’roll tengono banco in un continuo gioco di rimandi agli amori del gruppo, dichiarati esplicitamente in due medley ficcanti, quello “italiano” con le swinganti Mille lire al mese / Bellezza in bicicletta / Volare / Baciami piccina, pimpante e sbarazzino il giusto, e quello dedicato a Louis Prima con le immancabili Buonasera signorina / Hey Boy, Hey Girl / Nothing’s Too Good For My Baby / Zooma Zooma Baccalla, affresco macchiettistico di una visione da cartolina dell’italianità. Significative le cover del rockabilly Johnny Got A Boom Boom di Imelda May e di Spoonful, il celeberrimo blues di Howlin’ Wolf. Un numero di alta qualità è stato l’interludio strumentale di Manuel Goretti al pianoforte che ha ottimamente interpretato con virtuosismo degno di nota Hymn To Freedom, capolavoro del pianista Oscar Peterson, C Jam Blues di Duke Ellington e Swanee River Boogie nella versione di Albert Ammons, trascrizione per piano di Old Folks At Home scritto da Robert Foster, il padre dell’American Music, nel 1851.

La prima ufficiale di Pausa Caffè è stata una bella occasione di festa e allegria, una serata molto gradevole che i Black Ball Boogie hanno interpretato con talento, passione e spontaneità. La sicurezza con cui hanno padroneggiato il palco e l’oculata scelta dei brani equamente divisa tra originali e riletture di classici hanno decretato il successo di uno spettacolo immersivo e appagante.

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