Cerca

Off Topic

Voci fuori dal coro

Categoria

Recensioni

Sharon Van Etten – Remind Me Tomorrow (Jagjaguwar, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Alessandro Berni

Che Sharon Van Etten fosse già un nome percepito da molti in questi anni come esempio di alta qualità a livello musicale nel cantautorato contemporaneo, è vicenda nota. Non più di cinque anni fa una tappa cruciale, un album di pregevole fattura come “Are We There” riscuote consensi pressoché unanimi quale ulteriore tassello alla lunga stagione del folk-rock revival rivisto in codice millennial. Melodie grondanti musicalità e malinconia, ora pulite ora squarciate di elettricità. Liriche che ne assecondano il mood tra sofferenza e rivisitazione esistenzialista, mix smagliante di arrangiamenti pronunciati e produzione forbita.
Il ritorno agognato e meditato a lungo, sorprende una Van Etten riveduta e ridefinita nel suo sistema di pensiero dagli studi di psicologia e dalla nascita del figlio, evento incisivo e non casuale nella stesura della trama del disco e delle visioni che lo accompagnano sin dall’immagine di copertina. “Remind Me Tomorrow”. Cos’è questo domani evocato e rappresentato dal titolo? Il pretesto, come suggerito dall’autrice, è l’uso scherzoso dell’avviso di aggiornamento del software “ricordamelo in seguito”, ma la Van Etten lo rigioca nel suo lato profondo ovvero “dare la priorità a quello che è veramente importante per te”.

Continua a leggere “Sharon Van Etten – Remind Me Tomorrow (Jagjaguwar, 2019)”

Claver Gold e Kintsugi- Lupo di Hokkaido (Glory Hole Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Il nuovo Ep di Claver Gold è interamente prodotto dai Kintsugi e riprende, come intuibile dal titolo, la storia del “Lupo di Hokkaido“: una sottospecie di lupo che viveva in una fredda isola giapponese prima di estinguersi del tutto nel corso del rinnovamento Meiji. Sia a livello visivo che strumentale si sentono le forti influenze che arrivano dal mondo orientale, inoltre, all’inizio di quasi ogni brano c’è una voce narrante che racconta la storia di questo lupo in lingua giapponese.

Continua a leggere “Claver Gold e Kintsugi- Lupo di Hokkaido (Glory Hole Records, 2019)”

Julie’s Haircut – Music from The Last Command (42 Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Savino Di Muro

I Julie’s Haircut nascono nel 1994 con una formazione a tre elementi: Nicola Caleffi, chitarra e voce, Luca Giovanardi, batteria e voce, Laura Storchi, basso e voce. Il loro primo album, cantato in inglese, si intitola Fever In The Funk House (1999). Il gruppo si rifà al sound del garage rock più immediato. Il nuovo millennio vede l’ingresso nella line-up del tastierista e polistrumentista Fabio Vecchi. Da una parte aumenta il debito nei confronti dei Sonic Youth, dall’altra s’intuiscono incursioni in territori psichedelici, preludio a ciò che avverrà nelle successive pubblicazioni. Il loro quinto lavoro Our Secret Ceremony (2009) è fatto di canzoni che ricalcano il modello Sonic Youth, però strutturate come suite kraut-rock, che si arricchiscono di sfumature cangianti durante l’incedere. Quattro anni dopo, con Ashram Equinox la band rinuncia alle liriche cantate e offre un vero e proprio tributo al rock teutonico. Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin (2017), segnato da una vena lisergica e visionaria, pone la band in una posizione del tutto unica nella scena rock contemporanea.

Continua a leggere “Julie’s Haircut – Music from The Last Command (42 Records, 2019)”

Gli Scordati di Joe – Vol. 43

R E C E N S I O N I


Articolo di Giovanni Carfì

Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Continua a leggere “Gli Scordati di Joe – Vol. 43”

Rammstein – Rammstein (Ume/Spinefarm, 2019)

R E C E N S I O N E

Articolo di Stefania D’Egidio

Non è un album per vecchi il settimo lavoro dei Rammstein, uscito il 17 maggio per Ume/Spinefarm, a dieci anni di distanza da Liebe ist fur alle da, senza titolo, quasi a voler dire:” trovatelo tu”, la cui copertina  è già una dichiarazione di intenti con un fiammifero che spicca su sfondo bianco, in attesa di essere acceso, nulla di più rappresentativo per una band che ha fatto dei live pirotecnici il suo marchio di fabbrica, pionieri del genere industrial, insieme ai Nine Inch Nails, ma con il grande merito, rispetto ai colleghi statunitensi, di essere arrivati al successo pur utilizzando l’idioma meno musicale d’Europa, il tedesco.

Continua a leggere “Rammstein – Rammstein (Ume/Spinefarm, 2019)”

Dolor y gloria – di Pedro Almodovar (Spagna, 2019)

C I N E M A

The Mirror – visioni allo specchio di Christian Di Martino

Ognuno di noi arriva a un momento in cui ci si siede davanti allo specchio, ci si guarda bene e si tirano le somme della propria vita, scomodando il passato. Il passato che spesso e volentieri si presenta alla nostra porta con quest’aura di malinconia, con questa sua fierezza e ahimè a volte con severità. Il passato sa che da lui non si può sfuggire, perché rappresenta una parte della nostra vita. Ma sa anche che da belva feroce può diventare un gattino innocuo, educato e composto.
E questo dipende solo da noi, dall’accettazione di quello che è stato, di quello che abbiamo fatto o non abbiamo fatto, di quello che non tornerà più.

Continua a leggere “Dolor y gloria – di Pedro Almodovar (Spagna, 2019)”

Jon Bryant – Cult Classic (Nettwerk, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Svegliarsi in paradiso stropicciandosi gli occhi per la lunga dormita, accorgersi di essere circondato da un popolo strano discendente da Woodstock, in attesa che la star entri in scena. Ecco che dall’alto inizia a scendere verso di noi una nuvola, iniziano le prime note e una voce celestiale comincia a cantare. Appare in una luce divina il magico mondo di Jon Bryant, come nella copertina del suo nuovo album Cult Classic; angelico nello sguardo ma con l’animo maledetto, come d’altronde deve essere una star del circuito che si rispetti.
33 anni (ma guarda un po’), nato ad Halifax, la voce più ammaliante e penetrante del Canada fornisce una prova di maturità che non può passare inosservata. Avete presente i brividi lungo la schiena che vi hanno accompagnato nell’ascolto del pluripremiato album di Bon Iver? Si esatto, proprio quello con la meravigliosa Holocene! Ok ora immaginatelo mentre si diletta con testi e musica made in Australia dei Tame Impala in versione zucchero a velo e gocce di malinconia.

Continua a leggere “Jon Bryant – Cult Classic (Nettwerk, 2019)”

Cafarnao – caos e miracoli – di Nadine Labaki (Libano, Usa, 2018)

C I N E M A

The Mirror – visioni allo specchio di Christian Di Martino

Cafarnao è un film che va dritto al cuore come una coltellata scagliata con tutta la rabbia di un ragazzino di 12 anni.
Ci sono bambini in diversi parti del mondo che vengono messi al mondo con un destino già segnato, vivere nell’inferno. Zaid è uno di questi, costretto a vivere in una Beirut poverissima, sporca, caotica e dimenticata da Dio. Costretto a dimenticarsi cosa sia l’infanzia e l’adolescenza e a fare piccoli lavoretti per aiutare a sfamare una famiglia numerosissima. Nonostante il contesto e l’educazione ricevuta Zaid è un ragazzino altruista che ha amore da vendere, quello per la sorella più grande che appena diventerà ‘’donna’’ verrà venduta a chissà chi o quello per un bambino sconosciuto di un’altra nazionalità e di pochi mesi.

Continua a leggere “Cafarnao – caos e miracoli – di Nadine Labaki (Libano, Usa, 2018)”

Lucy Spraggan – Today Was A Good Day (Cooking Vinyl Limited, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Chi di noi non si è svegliato una mattina decidendo che quel giorno sarebbe stato un grande giorno? Qualcosa di speciale e magico sarebbe dovuto accadere, un connubio pieno di emozioni e buone sensazioni.
Questo è lo spirito che vuole incanalare nelle nostre vene la ragazza uscita da X Factor UK 2012, la dolce Lucy Spraggan. Nel 2013 la giovane cantante piazza il suo primo album Join the club al numero 7 nella UK album chart facendosi conoscere in tutto il mondo. Di lì a poco avrebbe suonato sul palco dove ogni artista musicale britannico sogna di poter salire ovvero Glastonbury. Un mix perfetto fra il folk della scozzese Amy Mcdonald e il volto rock femminile dell’ultimo decennio in Inghilterra, KT Tunstall. Ascoltando in rotazione le sue canzoni, Lucy si rivela una vera e propria luce in mezzo a tante tenebre musicali, ossessionate dal mercato discografico, a scalare chart e ad aumentare le visualizzazioni sui Social.

Continua a leggere “Lucy Spraggan – Today Was A Good Day (Cooking Vinyl Limited, 2019)”

WordPress.com.

Su ↑