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Interviste

Batti 5: 5 domande in 5 minuti – Diletta

Le contiamo sulla punta delle dita: 5 domande ai nostri artisti, il tempo di batter 5 et voilà, in 5 minuti le risposte.

I N T E R V I S T A


Articolo di E. Joshin Galani

I Diletta sono un duo nato nel 2019 da un’idea di Jonathan Tupputi (voce e chitarra) e Andrea Rossini (tastiere e arrangiamenti), con  la collaborazione di Desirée Bargna ai cori e al violoncello. Il loro esordio è con l’ep Sacro Disordine prodotto da Luca Urbani (ex Soerba, con all’attivo collaborazioni fra cui Bluvertigo, Alice, Garbo e tanti altri). La loro musica è a metà tra l’indie-pop elettronico e il cantautorato più introspettivo.
Il loro ultimo singolo e video è Povera Città. Abbiamo fatto quattro chiacchere per saperne di più.

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Gian Maria Accusani – Il punto dove arriva la canzone è la riga dopo del racconto

I N T E R V I S T A


Articolo di Cinzia D’Agostino

Intervistare Gian Maria Accusani, fondatore degli indimenticabili Prozac+ e degli energici Sick Tamburo, gruppi che sono oramai un’icona della scena italiana più alternativa e punk, mi ha suscitato non poca emozione, quasi un turbamento per la spiazzante intimità che si è creata, un tenero e crudele ritorno al passato, un viaggio commovente e sinceramente pulito che mi ha trasmesso più di qualsiasi concerto visto nella vita. Credo che lo spettacolo che porterà in giro per l’Italia quest’estate “da grande farò il musicista”, vi susciterà emozioni molto simili e forse ancora più forti perché i racconti saranno accompagnati dalla sua splendida musica, interpretata in acustico con la chitarra e la voce, nulla più. Un raccoglimento intenso, catartico che forse la versione uscita il 4 Giugno de Il fiore per te credo incarni perfettamente.

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UAU il festival ~ le città visibili 2021

I N T E R V I S T A


Articolo di Lucia Dallabona

UAU ~ il festival d’illustrazione & cose belle sta per inaugurare la sesta edizione.
Abbiamo contattato il direttore artistico Andrea Arnoldi per farci anticipare gli aspetti più accattivanti dell’evento che avrà luogo il 25 26 27 Giugno presso il Parco Ermanno Olmi di Bergamo.

Intanto ci racconti come è ripresa la collaborazione col Baleno festival?
Ciao Lucia ~ è un piacere rispondere alla tue domande. Con i ragazzi di Baleno in realtà il rapporto non si è mai interrotto ~ loro infatti gestiscono le Officine Tantemani, un luogo di sperimentazione & creatività con cui durante l’anno UAU ha collaborato sia proponendo due workshop di illustrazione fuori festival (ideati & condotti da Elisa Macellari e Sarah Mazzetti) sia portando l’anteprima della mostra delle undici tavole originali che fanno da copertina all’ultimo album de il peso del corpo, che per l’occasione si è anche esibito in un concerto. Semplicemente nell’estate 2020 gli organizzatori di Baleno hanno preferito evitare il festival per questioni legate alla pandemia mentre UAU ha deciso di realizzarlo comunque, quindi l’anno scorso non abbiamo organizzato insieme l’evento. Ma nel 2021 torniamo alla carica con un’edizione ancora più ricca & meravigliosa!

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Batti 5: 5 domande in 5 minuti – Queen Of Saba

Le contiamo sulla punta delle dita: 5 domande ai nostri artisti, il tempo di batter 5 et voilà, in 5 minuti le risposte.

I N T E R V I S T A


Articolo di E. Joshin Galani

Incontriamo i Queen of Saba (Lorenzo Battistel e Sara Santi), duo elettronico, di Venezia.
La loro musica si muove libera e creativa tra le influenze più disparate: alternative R&B, Reggae, Hip-Hop e Funky. Il loro è un sound soft elettronico crivellato di beat penetranti, accompagnati da una calda voce soul femminile.
Sono tra i fondatori della neonata etichetta indipendente La Colletta Dischi.

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Il Geometra: I valori cristiani laici per soccorrere un Occidente alla deriva

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

La vita è tutto un sommato fu un piccolo grande successo per il trio umbro, un Ep di quattro pezzi dall’impronta fortemente Lo Fi, un cantautorato acustico che flirtava a più riprese con De André ed altri autori “impegnati” ma che non disdegnava un certo gusto Pop nelle melodie. In generale non un lavoro facile, ma era il 2014, i Cani erano già al secondo disco ed il famigerato Indie italiano percorreva ancora itinerari obliqui, amava sperimentare soluzioni differenti, non era obbligatorio suonare semplici e piani a tutti i costi.
Il trio di Foligno andò quindi ad occupare uno spazio tutto suo, spopolò con un singolo come
Marie Curie ed entrò nel roster di Panico Concerti, che lo fece girare un po’ per la penisola, sempre con una bella risposta di pubblico.
Ultimi, il disco d’esordio, ne confermò tutti gli aspetti positivi ed evidenziò un songwriting ancora più convincente ma ciononostante non andò come sperato. Verrebbe da dare la colpa a Mainstream di Calcutta, a Gazzelle e a tutta l’ondata It Pop che nel giro di pochissimo fece piazza pulita di tutto quello che suonava differente; ma forse le cose sono più complesse di così e trovare spiegazioni risulterebbe un esercizio ozioso.
Poco male. Oggi
Il Geometra, cioè Jacopo Maria Magrini, Lorenzo Venanzi e Francesco Bitocchi, hanno deciso di tornare in pista. Ad aprile è uscito Per tutte le madri, il primo pezzo nuovo dopo sei anni di silenzio, a fine estate ne uscirà un altro, Per quel che resta (che abbiamo ascoltato in anteprima), preludio al vero e proprio disco che dovrebbe vedere la luce tra autunno e inverno. Non sarà facile ripartire da dove si era lasciato ma se tutti i brani del nuovo lavoro avranno la qualità di questi due, per lo meno ci sarà da divertirsi.
Nel frattempo abbiamo raggiunto al telefono Jacopo e abbiamo cercato di riannodare i fili.

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Michele Biondi – Down By The River (Il Popolo del Blues, 2021)

I N T E R V I S T A / R E C E N S I O N E


Articolo di Antonio Spanò Greco

Terzo cd solista per Michele Biondi, intenso, generoso e molto personale, considerando che il primo A Better Life è stato edito sotto lo pseudonimo di Matt Biondi Crew nel 2014 e il seguente Cotton & Moonshine edito nel 2017 ha ricevuto apprezzati consensi anche all’estero. 36 minuti di country blues con venature southern suddivise in 10 canzoni tutte a nome di Michele eccetto Angel Of The City firmata da Matt Cressey, chitarrista britannico che compare anche alla voce nel brano Moving To Texas Per questo report mi piace far parlare il diretto interessato per conoscere meglio l’artista e le sue canzoni.

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svegliaginevra: Quella felicità che ci sfugge dalle tasche

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Da quando, nel gennaio 2020, è uscito il singolo Senza di me, il nome di svegliaginevra ha iniziato a circolare con grande insistenza tra pubblico e addetti ai lavori. Scoperta e lanciata da La Clinica Dischi, l’etichetta spezzina che è una delle realtà più interessanti nel panorama italiano indipendente, Ginevra, campana di origine ma all’epoca operante a Roma, ha raggranellato sempre più consensi, dapprima col secondo singolo Simone, poi grazie a Come fanno le onde, che è entrata in tutte le principali Playlist dedicate ed ha raggiunto in pochi mesi un milione di stream. Fa strano ragionare in questi termini ma d’altronde il mondo è cambiato, oggi il supporto fisico non esiste più e i numeri del successo sono relativi a realtà sconosciute fino a poco tempo fa. Lei però è una della vecchia scuola, si è formata nella tradizione anglosassone e il concetto di “album” lo considera assolutamente irrinunciabile. Ecco dunque che, arricchita dalla partecipazione a Sanremo Giovani, dove col brano Punto è arrivata tra i sessanta finalisti, è pronta a debuttare con Le tasche bucate di felicità, dodici canzoni per mezz’ora di musica, dove ci sono tutti gli ingredienti possibili per innamorarsi della sua proposta: una scrittura leggera e fulminante, con melodie e ritornelli agrodolci di una bellezza assoluta, un mood da cameretta che cita l’It Pop, il cantautorato ma che a più riprese sembra la versione italiana della malinconia agrodolce che un gruppo come i Belle and Sebastian ha trasformato nel proprio marchio di fabbrica.
Ne abbiamo parlato con la diretta interessata all’orario dell’aperitivo, comodamente seduti in un bar sui Navigli. Milano è la città dove da un anno circa si è trasferita e proprio qui, il 18 giugno, prenderà il via il primo tour della sua carriera.

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Frambo: Esorcizzando la routine – Intervista

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Possiamo discutere quanto si vuole sulla standardizzazione della musica italiana, sull’It Pop che sta stravolgendo tutto, sulla scomparsa del disco e sulla pigrizia delle nuove generazioni; alla fine però, quando esce fuori un nome come Frambo, bisognerebbe riuscire a fare un ragionamento più complesso. È senza dubbio vero che le cinque canzoni di Routine, il suo Ep d’esordio, si muovono in un solco predeterminato e preconfezionato, in uno spettro sonoro che parte da Calcutta per arrivare a Frah Quintale. Tuttavia è altrettanto evidente che dietro ad una certa ingenuità (Riccardo è giovanissimo e questi brani li ha in giro da un po’) e ad una irruente baldanza da imitazione del modello, ci stia anche una invidiabile abilità nella scrittura: episodi come Domenica e Tour Eiffel, usciti come singoli nei mesi precedenti, hanno giustamente totalizzato ottimi numeri, complice un tiro efficace ed un uso irresistibile delle melodie. Niente di nuovo ma quel che fa lo fa bene, potremmo sintetizzare. E non c’è quindi da meravigliarsi se La Clinica Dischi, l’etichetta di La Spezia che negli ultimi anni si sta distinguendo per l’ottima qualità del proprio roster (cmqmartina e svegliaginevra tra i nomi più importanti) abbia deciso di puntare su di lui.
Lo abbiamo raggiunto al telefono per conoscerlo e per scoprire qualcosa di più sul suo debutto discografico.

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Cristina Erhan: La mia vita non è più solo tempesta – Intervista

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Dagli esordi chitarra e voce alla conquista di una più matura e consapevole dimensione di scrittura, Cristina Erhan è passata attraverso l’infanzia e la prima adolescenza in Moldavia (è arrivata a Milano quando aveva 16 anni e adesso dice di non voler più andare via), una “conversione” poetica, gli accordi sulla chitarra, l’abbozzo delle prime canzoni, la partecipazione all’edizione 2019 del Pending Lips, dove si era presentata ancora in versione Folk Singer. Da qui, l’incontro con Simone Castello di Costello’s Records, che del concorso milanese per band emergenti è l’ideatore e il principale realizzatore. Grazie a lui Cristina comincia a lavorare con Federico Carillo, che produce le sue prime canzoni, avvolgendole di un suono minimale, fatto di piano ed elettronica leggera, che ne accentua la dimensione agrodolce. Melodie indovinate, voce calda e spontanea, in grado di comunicare interi stati d’animo con poche note, un Pop da cameretta che ha però tutta l’intenzione di prendere la vita sul serio.

Ha pubblicato appena tre singoli, Cristina Erhan, ma è abbastanza per intravederne tutto il potenziale. Nell’attesa che arrivi qualcos’altro, l’abbiamo sentita al telefono per farci raccontare un po’ di questi frenetici mesi di attività, da novembre a oggi.

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