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Dimartino – Afrodite: album della maturità? Sicuramente una svolta e un’armatura

I N T E R V I S T A


Articolo di Iolanda Raffaele

In occasione del suo concerto il 14 marzo presso il TAU, Teatro Auditorium della Calabria, Off Topic ha intervistato il cantautore siciliano Antonio Dimartino.

Il 25 gennaio è uscito Afrodite, un nome che richiama la dea greca della bellezza. Parliamo un po’di questo nuovo album che è quasi un “tesoretto” di emozioni…

Volevo fermare un momento sia personale che storico, in qualche modo mi piaceva che questi due momenti interagissero. Sono convinto che il ruolo di chi scrive canzoni oggi sia proprio questo fare convivere le proprie emozioni personali all’interno di un contesto sociale e politico

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Tersø: Cosa vuol dire uscire dalla giungla?

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Se esiste una formula creativa del Pop italiano che lasci da parte per una volta divertenti ma un po’ triviali giochi di parole, facili ironie e superficialità ostentata, quasi come chi pensa che non ci sia nulla per cui ormai valga la pena impegnarsi, allora i Tersø potrebbero averla trovata. Fuori dalla giungla, che arriva dopo le buone impressioni suscitate dall’ep L’altra parte, è sostanzialmente un disco Synth Pop ma ha tutta la serietà e la profondità di chi sa leggere il proprio tempo e soprattutto ritiene che valga ancora la pena impegnarsi per davvero, per essere presenti a se stessi e costruire il proprio pezzetto di mondo. Un po’ come hanno fatto i Rincorsa, autori di un esordio fulminante alla fine dello scorso anno, i bolognesi Tersø provano a mostrare che il linguaggio dell’elettronica, per quanto declinato in maniera accessibile e niente affatto innovativo, è ancora in grado di mettere in piedi percorsi interessanti. Ce lo ha spiegato Marta Moretti, voce del gruppo, che ho raggiunto al telefono proprio il giorno prima dell’uscita di un disco che nelle ultime settimane ho davvero fatto fatica a togliere dallo stereo…

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Stefano Corbetta: dalla dimensione istintiva delle note alla misura delle parole

I N T E R V I S T A


Articolo di Enrica Bardetti 

Incontro Stefano Corbetta ai Diari di Bordo, una piccola libreria situata nel centro storico di Parma. Gestita da Alice Pisu e Antonello Saiz, librai preparati e abili divulgatori che con costanza e fervore animano il panorama culturale cittadino, la libreria propone incontri con autori di case editrici indipendenti. Oggi è la volta della marchigiana Hacca, fondata da Francesca Chiappa e di Sonno Bianco, l’ultimo lavoro di Stefano Corbetta, appunto.

Stefano Corbetta, nome relativamente nuovo nel panorama letterario (è al suo secondo romanzo), è invece piuttosto noto per la sua abilità con le bacchette, grazie alle quali gli appassionati di jazz lo hanno conosciuto negli anni scorsi. Sonno bianco è la storia di due gemelle identiche, Emma e Bianca, inseparabili finché un terribile incidente le divide e costringe Bianca in un letto di ospedale, dentro una bolla fatta di silenzio e attesa. Emma è allora costretta a crescere, intrappolata nel sonno della sorella, in un’esistenza fatta di sensi di colpa con accanto una madre, annientata dal dolore e chiusa nella solitudine della sua stanza per proteggere un segreto, e un padre che a fatica prova a preservare i fragili equilibri rimasti.

Stefano Corbetta ai Diari di Bordo con Alice Pisu e Antonello Saiz

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Bastasse il Cielo, ritorna Pacifico: l’ispirazione parigina e l’orchestra sparpagliata

C O N F E R E N Z E

Articolo di E. Joshin Galani Esce l’8 marzo Bastasse il cielo ultimo lavoro Luigi De Crescenzo, Gino per gli amici ed in arte Pacifico. E’ il primo disco di inediti, dopo sette anni dall’ultimo album di duetti Una voce non basta del 2012.

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Eugenio in Via di Gioia – esce “Natura Viva”, disco realizzato in un contesto urbano

C O N F E R E N Z E


Articolo di E. Joshin Galani La tenerezza di vedere quattro ragazzi crescere, dalla spontaneità alla ”gigioneria” dei palchi. Alla loro prima conferenza stampa qui a Milano, si presentano con un misto di gioia ed emozione. Sono gli Eugenio in Via di Gioia il nome è dato dai primi componenti della band (il cantante Eugenio Casaro, il fisarmonicista Emanuele Via e il batterista Paolo Di Gioia), a cui si è aggiunto 4 mesi dopo Lorenzo Federici a nome della band già definito, conosciuto a Londra, in Piccadilly Circus, mentre suonava il contrabbasso. Per par condicio, hanno dato il titolo Lorenzo Federici al loro album d’esordio del 2014. Esce nel 2017 Tutti Su Per Terra per arrivare al 2019 con Natura Viva, pubblicato da Virgin Records (Universal Musica Italia), anticipato dai singoli Altrove, Cerchi e Camera mia.

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Massimo Volume: Siamo antichi, siamo contemporanei [l’intervista]

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Il nuotatore, uscito a febbraio, a sei anni di distanza da Aspettando i barbari, è il più bel disco dei Massimo Volume? Può darsi, nella misura in cui il gruppo bolognese ha sempre seguito un percorso di avvicinamento progressivo al cuore del proprio messaggio, alla perfetta sintesi tra urgenza comunicativa e padronanza dei propri mezzi espressivi. Soprattutto la lunga pausa che si sono presi all’indomani del controverso (quello sì) Club Privé, pare aver giovato parecchio. Nel momento della reunion, che ormai risale a dieci anni fa, il gruppo si è ritrovato coeso e affamato, senza nessuna intenzione di rievocare nostalgicamente il passato ma con una voglia pazza di scrivere un nuovo capitolo della propria storia.

La conseguenza è che i dischi prodotti dal 2010 in avanti, fatto salvo lo status che ha ormai assunto il trittico d’esordio composto da Stanze, Lungo i bordi e Da qui, possono essere tranquillamente considerati come i più maturi e consapevoli della loro carriera. Materiale per cui l’espressione “uno più bello dell’altro” andrebbe davvero presa alla lettera. Non fa eccezione Il nuotatore, che colma un vuoto che stava ormai durando troppo a lungo, che li vede ritornare in formazione a tre, dopo l’abbandono del secondo chitarrista Stefano Pilia, e che segna il loro ingresso nel roster della 42Records (Cosmo, Colapesce, Any Other) dopo che i due precedenti lavori erano usciti per La Tempesta.

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The André, il cantautore che canta la trap con la voce di Faber [l’intervista]

I N T E R V I S T A


Articolo di Eleonora Montesanti

Uno dei fenomeni musicali e sociologici che nell’ultimo periodo ho trovato più interessanti è quello di The André, l’artista “senza volto” che interpreta e traduce le più famosi canzoni trap come se fosse Fabrizio De André.
Il suo è un esperimento che unisce due mondi lontanissimi, eppure per qualche strana ragione funziona. Così tanto da farlo arrivare a pubblicare il suo primo disco. Spinta dalla curiosità della sua opera ho deciso di fare una chiacchierata con lui, soprattutto per cercare di scoprire quali fossero lo scopo e il motore di questo progetto così bizzarro, ma allo stesso tempo anche assolutamente geniale.

Se non lo conoscete, prima di leggere l’intervista vi consiglio di cominciare da qui:

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Be Forest: Quando la notte bussa, lasciala entrare [l’intervista]

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Sono passati cinque anni, tra una cosa e l’altra. Earthbeat aveva consacrato i Be Forest come una delle band in assoluto più valide all’interno del panorama italiano, seppure (o forse proprio per questo?) la loro proposta sia molto poco italiana. Knocturne, uscito l’8 febbraio dopo una gestazione lunga ma non particolarmente travagliata, dovrebbe riuscire a mettere le cose in chiaro sul fatto che nulla cambierà in questo senso. Meno accessibile dei due precedenti capitoli, più scuro e contemplativo rispetto ad Earthbeat, Knocturne è comunque l’ennesima, riuscitissima prova da parte del trio pesarese, che dal canto suo ha dimostrato come non occorra per forza bruciare le tappe e che a volte, prendersi il proprio tempo possa servire a maturare e a mettere meglio a fuoco le idee. Siamo andati a vederli all’Ohibò di Milano, per quella che è stata la seconda data del nuovo tour, esattamente la sera prima dell’uscita ufficiale del disco. Un paio di giorni dopo abbiamo raggiunto per telefono Costanza Delle Rose (voce e basso), Erica Terenzi (voce e batteria) e Nicola Lampredi (chitarra)  e ci siamo fatti raccontare alcune cose…

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Leader Negativo: i soldi comprano tutto [l’intervista]

I N T E R V I S T A


Articolo di Cristiano Carenzi

I Leader Negativo sono un progetto che nasce da Luca Urbani, ma che, come ci sottolinea lui stesso, non vuole risultare suo ma deve appartenere a tutti i membri della band allo stesso modo. Hanno recentemente pubblicato il primo singolo “Comunque”: un brano che tratta l’argomento dei soldi senza scadere nel banale e con una musicalità coinvolgente. Canzone che abbiamo inoltre avuto il piacere di pubblicare in anteprima qui su Off Topic. Quando ho saputo che stavano lavorando ad un disco, ho deciso di raggiungerli per fare quattro chiacchiere su di loro, sul singolo, sull’album a cui stanno lavorando e soprattutto per approfondire il concetto di “TransPunk” con il quale si sono definiti.

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