I N T E R V I S T A


Articolo di Elena Colombo

Può capitare a volte che, pur essendo circondati da molte persone, si percepisca un forte senso di solitudine. Questa può derivare da molti fattori, come la mancata comprensione del proprio dolore interiore da parte degli altri. È questa la sensazione che racconta il videoclip del brano Il vuoto intorno, composto da Roberto Sarno. Il video approfondisce il senso di isolamento che sente un ragazzo in mezzo a una grande città: un tema che emerge già dal testo di questo singolo, parte del disco Una Pioggia Sottile (qui la recensione). In questa intervista l’autore ci dice qualcosa di più.

La tua canzone affronta temi molto dolorosi, come l’abitudine alla sensazione di vuoto e all’isolamento, ma lo fa con un tono delicato, quasi da ninna nanna. Come mai questa scelta?
È un momento di intimità, di tenerezza, come quello tra una madre e un figlio in un legame inscindibile che va oltre la naturalezza. Ci sono cose nella vita che nel momento in cui vengono vissute non si esplicitano, è a posteriori che si realizza la loro vera essenza. Nei ricordi spesso gli elementi si mischiano, si estremizzano e la loro visione rischia di non essere oggettiva. Poi, anche a distanza di tempo, e grazie ad altre esperienze si rimettono in chiaro le cose e la sostanza è più tangibile. Questo processo è più probabile che accada quando c’è armonia tra la mente e il corpo, come in un atto d’amore con il proprio io.

Ho notato anche che il brano presenta un invito a cantare e a saltare, usando il proprio corpo e la sua “pesantezza” terrena per riguadagnare stabilità. Muoversi, ballare, suonare sono una via di fuga dalla solitudine?
Non amo la fuga, mi piace di più pensare che ricorrere ad attività che impegnano la mente e il corpo sia l’espressione della forza che ci fa uscire dal torpore. Può succedere di sentirsi scossi, instabili, ma la vita stessa ci impone di riguadagnare padronanza. L’atto di consapevolezza del declino è già la ricerca della via.

Con quale tecnica è stato realizzato il video? E quale storia racconta?
Il video è stato realizzato con l’intelligenza artificiale, dalla miscela di prompt descrittivi con alcuni disegni della copertina e del libretto del disco. Mi piaceva che si potesse conservare una coerenza descrittiva con la grafica dell’album. La rappresentazione del ragazzo del video gioca sull’equilibrio instabile tra la realtà e l’immaginazione, tra il vedersi mai cresciuto e la consapevolezza di essere adulto. L’espressione onirica, ma consapevole, di non poter trattenere lo scorrere delle cose, dove tutto succede nell’ingannevole idea di poter controllare il loro decorso. Il racconto del video è la sintesi del percorso di elaborazione dell’assenza, della distanza fisica tra due persone, quando proprio nel metabolismo della lontananza si esprime la sublimazione dell’unione.

Quella del videoclip è una città specifica?
No il riferimento è concettuale, non didascalico.

“Il vuoto intorno” fa parte di un disco di ben sedici tracce, molto variegate tra loro. Quando hai scritto questa canzone e perché?
Non ricordo il momento preciso, forse non c’è proprio una collocazione esatta. Tutto l’album è un assemblaggio di un grosso insieme di elementi che si sono fusi e dove l’ordine si è creato nel tempo, quasi con un percorso autogenerativo. Ad ogni modo questo testo è l’espressione del percorso di elaborazione dell’assenza di una persona cara.

Canti “io nel mio cuore di spazi ne ho”. In un tempo in cui siamo portati a riempire tutti gli spazi vuoti nell’agenda e ad avere impegni in ogni momento della nostra vita quotidiana, che cosa vuol dire questa frase? Quale ruolo gioca l’offerta di uno spazio nel proprio cuore?
Sono convinto che nel cuore gli spazi siano senza limiti, quando si ama davvero e incondizionatamente, non si deve ricorrere alla volontà, si fa e basta. Pensa al bene che vogliamo contemporaneamente a una persona, ai figli, ai familiari, agli amici, agli animali, a tutti insieme senza alcuna riduzione. Ma non basta, ci sono anche spazi per le passioni come la musica, la letteratura, la scienza, l’arte di ogni genere, i sentimenti per le cose, i posti, insomma tutto convive senza che nulla sia compresso, poiché nel cuore lo spazio è infinito!

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