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Quel sogno, divenne realtà! – L’intervista a Fabio Zaffagnini a pochi giorni dal Rockin’1000.

I N T E R V I S T A


Articolo di Iolanda Raffaele foto copertina Marco Onofri

È iniziato il count down per l’atteso Rockin’ 1000 di Linate del 12 ottobre e Off Topic non si è trattenuta dal curiosare. In quest’intervista al fondatore e general manager Fabio Zaffagnini abbiamo cercato di capire un po’ di più per preparare bene i nostri lettori a questo straordinario evento.

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Il faro: colonna sonora di un’estate conclusa

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Calabi, che nella vita di tutti i giorni si chiama Andrea, lo conoscevamo già ai tempi dei Plastic Made Sofa, anche se all’epoca la sua creatività era messa al servizio di un collettivo di musicisti e il genere che facevano era diverso, anche se non proprio così tanto. Oggi decide di andare da solo e di inserirsi in quella galassia It Pop che, al di là di tutti i rischi di omologazione e appiattimento, sta comunque donando alla musica del nostro paese una stagione d’oro che difficilmente dimenticheremo.
Mi è capitato di vederlo dal vivo vicino alla sua Bergamo, nell’ultima serata del Filagosto, una rassegna musicale totalmente gratuita che negli ultimi anni ha chiamato artisti di eccellenza assoluta. Io ero lì per Giorgio Poi, nel bill c’era anche Francesco De Leo ma prima si è esibito questo ragazzo magro e dai folti capelli neri, che sul momento non avevo collegato alla passata militanza in una band che comunque ho seguito troppo poco per potere operare qualunque tipo di collegamento.
Detto questo, la sua scrittura vivace ma non affettata, i suoi testi giocosi ma non cazzari, unitamente al pubblico che ha partecipato e cantato tutti i brani come se li conoscesse da una vita, mi hanno favorevolmente impressionato e mi hanno fatto capire che in quel breve set c’era qualcosa che meritava di essere guardato. Detto questo, ai primi di settembre è uscito “Il faro”, il suo nuovo singolo, che ha seguito, a pochi mesi di distanza, “Bella veramente”. In precedenza, sempre nell’anno in corso, c’era stato un Ep, “Il cielo in un caffè”, quattro canzoni che già da sole valevano a farsi un’idea della bontà di questo progetto. Lo abbiamo così raggiunto per telefono, per fare quattro chiacchiere e conoscerlo di più.

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Kettle of Kites: Tra Isaac Asimov e le stelle

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Articolo di Luca Franceschini

Sono passati quattro anni da Loan, il loro disco di debutto e tante cose sono cambiate, in casa Kettle of Kites: nuova formazione, una line up di quattro persone sparsa in giro per tre paesi, ma una voglia di fare musica rimasta pressoché intatta. Arrows, il loro nuovo disco, uscirà ad ottobre ma loro ne hanno già presentato un’ampia porzione a giugno, quando hanno suonato al Planetario di Milano, parte di una serata che ha unito musica e divulgazione scientifica in maniera del tutto inedita e interessante.
La nostra intervista avrebbe dovuto tenersi proprio a ridosso di quell’evento ma poi, complici impegni e problemi logistici, non ce l’abbiamo fatta fino alla fine dell’estate.
Poco male, perché in questo modo ho avuto la possibilità di ascoltate e metabolizzare al meglio Arrows, un lavoro che rappresenta un deciso passo in avanti nel cammino dei Kettle of Kites, sempre guidati dal cantante e chitarrista scozzese Tom Stearn, a cui si sono uniti il chitarrista Marco Giongrandi, il bassista Pietro Martinelli, mentre Riccardo Chiaberta rimane fisso alla batteria. Arrows è un lavoro impegnativo, che richiede tempo e pazienza per essere apprezzato a dovere ma che sa anche regalare molto a chi vi si accosti con il dovuto atteggiamento. È Folk ma allo stesso tempo sa ridefinire il genere, inserendo elementi non scontati all’interno delle sonorità di base e presentando strutture che si distaccano dalla forma canzone per andare ad abbracciare liquidità, continuo cambiamento, suggestioni di varia natura e provenienza.
Ne abbiamo parlato via Skype con Tom, Marco e Pietro, in una conference call rilassata e divertente, dove comunque non sono mancate tutte quelle informazioni necessarie per conoscere di più questa band.

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C+C=Maxigross – Deserto è un piccolo atto rivoluzionario

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Articolo di Luci

Avevo già avuto modo di conoscere ed apprezzare notevolmente il collettivo musicale veronese dei C+C=Maxigross nel 2017 in occasione della pubblicazione dell’Ep Nuova Speranza. Lo scorso 16 agosto si è presentata l’opportunità di vederli dal vivo in una tappa del loro tour Deserto per Verona al Labirino della Masone di Fontanellato. Una serata che, fra letture e canzoni, ha regalato ai presenti momenti profondamente emozionanti, quasi meditativi. Ho sentito così il desiderio di approfondire maggiormente il progetto artistico che ha dato origine a questa particolare e coinvolgente esibizione.
L’ho fatto rivolgendo alcune domande ad uno dei membri del gruppo, Filippo Brugnoli.

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Clever Square: Quando l’Indie Rock parla italiano

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Articolo di Luca Franceschini

Per chi non fosse famigliare con loro, il ritorno dei Clever Square apparirà come una delle tante notizie che infarciscono ogni giorno il mercato musicale. Importa fino ad un certo punto, però. La band di Ravenna è ritornata a quattro anni di distanza da Nude Cavalcade, con una formazione totalmente rinnovata ma con la certezza di Giacomo D’Attorre ad occuparsi ancora una volta di voce, chitarra e scrittura dei brani. Un disco, il quinto del loro percorso, il primo per la Bronson Recordings, che simbolicamente non porta titolo, quasi a significare un nuovo inizio, un nuovo punto di partenza per continuare a raccontare le proprie storie. Ne abbiamo parlato al telefono con Giacomo, ad un paio di mesi dall’uscita, per fare il punto della situazione e cercare di capire qualche retroscena in più di questo meraviglioso come back…

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Viola Costa (Tener-a-mente): ecco cosa succederà quest’anno al Vittoriale

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Articolo di Luca Franceschini

Anche quest’anno, per il nono anno consecutivo, Tener-a-mente, la rassegna concertistica in programma a Gardone di Riviera, si preannuncia tra le più affascinanti dell’estate italiana. Indubbiamente il punto di forza sta nella location, l’Anfiteatro del Vittoriale, costruzione voluta da Gabriele D’Annunzio, nel cuore della residenza che acquistò e che trasformò in casa e luogo della memoria. Uno scenario unico, tra l’immenso parco e il panorama del lago di Garda, un’atmosfera intima e raccolta, una resa acustica superlativa: chiunque abbia assistito all’esibizione di un qualunque artista in questa cornice, sa di essersi portato a casa un’esperienza indimenticabile.
Oltre a questo, però, i nomi coinvolti contano e pure parecchio: da Johnny Marr, che aprirà le danze il 20 giugno, a Glen Hansard, che le chiuderà un mese dopo, il 26 luglio, su questo palco si succederanno proposte di altissima qualità. Solo per citarne alcuni, ci saranno Diana Krall, Garbage, Antonello Venditti, l’accoppiata Calexico/Iron & Wine, l’attesissimo ritorno dei La Crus e persino una piccola escursione nei talenti delle nuove generazioni (Ghemon si esibirà il 6 luglio).
Insomma, diciamo che almeno per una sera vi toccherà passare. Ne abbiamo parlato ancora una volta con Viola Costa, responsabile principale della rassegna che, come lo scorso anno, ci ha fornito parecchi elementi interessanti per introdurci a quella che è a tutti gli effetti un’eccellenza italiana.

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Barriera – “…dividere lo spazio urbano in due.”

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Articolo di Giovanni Carfì

Solitamente non ci occupiamo di singoli, né di videoclip fine a se stessi, spesso utili solo come materiale promozionale accessorio, ottimi per un mordi e fuggi dove le immagini vincono sulle parole, sulla musica… ma c’è sempre un ma, forse troppi, forse pochi. La nostra “mission” che vi piaccia o no, (perché tutti ne abbiamo una) è quella di scandagliare tra le centinaia di proposte musicali che ci arrivano, supportate da uffici stampa e/o etichette che enfatizzano qualunque cosa possa dar loro un ritorno economico o pubblicitario, come in tutti i lavori. Noi amiamo la possibilità di restare una piccola realtà indipendente, (nel limite del possibile) quindi quando parliamo di qualche eccezione, lo facciamo perché qualcosa ci ha veramente colpiti; in questo caso l’eccezione è Barriera.

Arriva in redazione qualche mese fa uno dei soliti cs (comunicati stampa), con una proposta di un singolo/videoclip. Un play non si nega a nessuno e così qualcosa mi colpisce. Certe cose o succedono subito, o ti deve piacere magari il genere, o ti colpisce qualcosa scritto per promuovere l’artista/band in questione. Un play, un paio di ascolti in loop e un video; troppo poco il contenuto, poche le informazioni a riguardo; forse anche per questo ho voluto approfondire “chi” e “cosa” ci sia dietro questo progetto, perché nasce da qualcosa che dice molto senza dire quasi nulla.
Malgrado la volontà di approfondire e speranzoso nell’uscita di un eventuale ep, mi viene risposto che non è previsto nulla di simile per ora, si tratta di tre tracce con relativo video, con cadenza mensile. Ecco perché dopo l’uscita dei due video e in attesa del terzo capitolo, (già pubblicato quando leggerete queste righe) abbiamo contattato Barriera per esplorare tra foto, frammenti di film francesi, uno spirito noir e testi di Pavese e Calvino, il tutto sullo sfondo della città di Torino.

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Are You Real? – La musica è un mondo parallelo che vedo

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Articolo di Giovanni Carfì

Dopo aver parlato nei giorni scorsi del disco di F o l l o w t h e r i v e r, abbiamo scoperto chi sta dietro alla produzione e promozione di quel tipo di suoni. Musicista a sua volta, abbiamo contattato Andrea Liuzza, in arte Are You Real? Nel 2012 ha esordito con Songs of Innocence e nel 2017 con il seguito dal titolo Songs From My Imaginary Youth. Una passione per i video dove cerca di raccontare ciò che vede attraverso la sua musica; incuriositi ci ha parlato del suo progetto e della relativa etichetta, nata per dar voce ad un certo tipo di sonorità alt-folk, e creare così un punto di riferimento per molti altri artisti.

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La Discoteca – Intervista

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Articolo di Cristiano Carenzi

La Discoteca è un duo nato recentemente e che, dopo aver riarrangiato un brano in chiave Retro Wave, trova ciò che vuole fare e la sua identità musicale. Il loro primo singolo Andiamo al BlockBuster è uscito recentemente, accompagnato anche da un video. Ho scambiato quattro chiacchiere con loro per capire meglio questo nuovo progetto.

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