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L’Arte come stile di vita – Intervista a Luca Bravo

I N T E R V I S T A


Articolo di Barbara Guidotti

Da Warhol a Banksy è la mostra d’arte che in questi giorni sta creando una piccola rivoluzione a Fiorenzuola d’Arda, una realtà di provincia che per la prima volta si trova ad ospitare, nella storica cornice di palazzo Bertamini-Lucca, opere riconducibili alla pop e street art di autori di levatura internazionale.
Off Topic ha incontrato il curatore della mostra, Luca Bravo, che da anni opera nel mondo dell’arte contemporanea come art consultant e art dealer, e al quale si deve la realizzazione di questa iniziativa “controtendenza”: portando l’arte in una dimensione territoriale non convenzionale, di matrice locale, Bravo ha infatti dato vita ad un evento di notevole risonanza mediatica, ma tale da conservare una caratterizzazione di nicchia ed un’atmosfera intima che ne valorizzano il carattere “sperimentale” e innovativo.

Il percorso della mostra – ideata da Bravo con il Comune di Fiorenzuola d’Arda e la Deodato Arte di Milano -, ci accoglie con il volto di Marilyn Monroe (“This is not by me”, nella rappresentazione pop divenuta ormai iconica di Andy Warhol) e si snoda tra gli stucchi e gli affreschi della location settecentesca (ispirati alle Metamorfosi di Ovidio e dipinti da Bartolomeo Rusca) accompagnando il visitatore in un viaggio nella street art internazionale.
Angelo Accardi (che incorpora nelle proprie opere elementi simbolici introducendoci nel suo mondo “misplaced”), classe 1964, e Daniele Fortuna (che reinterpreta in chiave pop e con tecniche innovative soggetti ispirati alle sculture classiche), classe 1981, sono gli artisti italiani giustapposti a street artists internazionali come Keith Haring, lo statunitense Shepard Fairey (Obey), il francese Thierry Guetta (Mr. Brainwash) ed il celeberrimo Banksy, la cui identità tuttora ignota, unita ai contenuti provocatori delle sue espressioni artistiche, ne ha ormai fatto una figura leggendaria sulla scena dell’arte contemporanea.

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Milo Scaglioni – Sketches in the sand [anteprima video]

I N T E R V I S T A


Articolo di E. Joshin Galani

Torna Milo Scaglioni, songwriter e musicista, dall’indiscutibile talento e sensibilità. Dopo il fantastico esordio con il suo primo album A Simple Present nel 2016, (trovate qui l’intervista) è tornato ad aprile con un nuovo singolo Sketches in the sand.
Abbiamo il piacere di avere in anteprima il video, accompagnato da due chiacchere con l’artista, che ha curato anche la realizzazione della clip. Buon ascolto e buona lettura.

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Vincent Van Gogh: l’ultimo viaggio

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Articolo di Barbara Guidotti

L’addio al mondo di Vincent Van Gogh nel nuovo spettacolo di Marco Goldin: parole, musica e suggestioni visive per raccontare il congedo dalla vita di un artista eternamente sospeso fra malinconia e passione.

A quattro anni esatti dall’evento “La grande storia dell’Impressionismo”, Marco Goldin – storico dell’arte, saggista, narratore – ritorna sul palco del Teatro Nuovo di Salsomaggiore Terme per presentare in prima nazionale il suo nuovo spettacolo, “Gli ultimi giorni di Vincent Van Gogh. Il diario ritrovato”, che andrà in scena il 5 novembre.
Il diario ritrovato in un cassetto non è che un espediente narrativo per proiettare il pubblico all’interno della dimensione umana di Van Gogh, e farlo partecipe delle ultime tappe del suo percorso artistico ed esistenziale, da Saint Remy a Parigi e infine a Auvers-sur-Oise, dove il suo “viaggio” troverà la definitiva conclusione.
Abbiamo incontrato Marco Goldin nel backstage, per avere qualche anticipazione e approfondire i temi portanti di questo lavoro carico di suggestioni, basato sull’omonimo romanzo – edito da Solferino – uscito nelle librerie il 15 settembre: a teatro vuoto, i pannelli luminosi ad alta definizione che costituiscono la scenografia riproducono con estrema nitidezza i quadri di Van Gogh, creando un’esplosione di colore su cui si stagliano i pochi ma essenziali oggetti che rendono immediatamente riconoscibile la ricostruzione della stanza che accolse le ultime ore dell’artista.

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Paolo Benvegnù – Metafisica della parola

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Articolo di Arianna Mancini

Siamo il collettivo Paolo Benvegnù e trasmettiamo l’invisibile”.
Si annunciava così la campagna di crowdfunding che ha preceduto l’uscita del nuovo album del collettivo Paolo Benvegnù: Delle Inutili Premonizioni. Venti Anni di Misconosciuto Tascabile Vol.2 (A Collection of Oldies), pubblicato lo scorso 27 maggio. Un percorso a ritroso in cui Paolo Benvegnù ed i suoi compagni di viaggio (Daniele Berioli- batteria, Gabriele Berioli- chitarra, Luca Baldini- basso, Saverio Zacchei- trombone) hanno reso omaggio con un’attenta ed amorevole riscrittura e rivisitazione a brani del passato che hanno segnato la cultura new wave. In questo percorso di riscoperta, intessuto su dodici canzoni iconiche, tornano alla luce nuove riletture di: Echo & the Bunnymen, Faust’O, Jim Carroll Band, Joy Division, New Order, Peter Murphy, Psychedelic Furs, Roxy Music, Spandau Ballet, Tears for Fears, Venus e Wall of Voodoo.

L’iniziativa di crowdfunding, lanciata sulla piattaforma Produzioni dal Basso, sotto la direzione e produzione di Officine della Cultura prevedeva varie ricompense, fra cui il secret concert di presentazione al Teatro Verdi di Monte San Savino, i concerti in barca a vela sul Lago Trasimeno ed i concerti con registrazione del documentario sulla new wave di Roma, Firenze e Milano.

Le correnti che hanno condotto nel tempo presente Paolo Benvegnù, venti anni dopo gli Scisma, sono traiettorie in cui si è consumata una continua formazione, non solo volta alla ricerca stilistica musicale ma anche immersa a sondare spasmodicamente la parola, nella sua pura accezione di logos, così come veniva intesa dalla cultura greca classica, pensiero e sua concreta manifestazione. L’ampio spettro di ricerca non può che inevitabilmente portare verso l’alto, la poetica di Benvegnù è una poetica verticale, come il suo mare, ma Benvegnù è anche altro, è il cantore degli abissi, della parte più terrestre, della polvere, della carne e del sangue. Con il suo sguardo seziona le vibrazioni impalpabili del non detto ma sa altresì immergere le mani nel fango, dando consistenza a visioni da una duplice prospettiva: metafisica e viscerale.

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Emma Nolde: un nuovo capitolo di vita e di musica

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Articolo di Francesca Marchesini

Durante la sesta serata di Concorto Film Festival, festival internazionale di cortometraggi giunto quest’anno alla sua ventunesima edizione, ho avuto modo di intervistare la musicista Emma Nolde, presente all’evento come ospite e membro della giuria ufficiale. Dopo il debutto nel 2020 con l’album Toccaterra, lo scorso 3 giugno è uscito Respiro, primo brano estratto dal secondo disco in studio della cantautrice toscana; il 9 settembre sarà pubblicato un secondo singolo, La Stessa Parte Della Luna.

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Stefano Giovannardi feat. Maria Devigili – Marte [anteprima video]

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Articolo di Lucia Dallabona

Stefano Giovannardi, col suo progetto musicale dal nome Structure, nel marzo 2021 aveva pubblicato il secondo disco XX, del quale trovate qui la recensione.
Ora, avendo il piacere di ospitare in anteprima Marte, secondo video estratto, abbiamo pensato di riannodare le fila del discorso artistico, affidandone la descrizione, in prima persona, ai tre protagonisti: Stefano, che ha dato vita al progetto, Maria Devigili, che, oltre ad aver cantato, ne ha scritto il testo e curato le parti di chitarra, Luca Lezziero, che ha curato la realizzazione del video.

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Giulia Damico – Non Colpito – in attesa di Sympatheia

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Articolo di Lucia Dallabona

Vi abbiamo già presentato Giulia Damico (qui un’intervista), giovane artista torinese attiva in ambito jazz. Dotata di un talento che ha sviluppato fin da ragazzina, spazia con naturalezza fra il canto e la scrittura sia di musica che di testi. Il suo è un percorso formativo di notevole maturità che l’ha portata ad approfondire svariate materie quali: la composizione, l’arrangiamento, il contrappunto, l’armonia classica, la poesia e letteratura per musica, l’elettroacustica, nonché tecniche di registrazione, e software. Tra i suoi lavori discografici ricordiamo l’album omaggio a Thelonious Monk Sperical Perceptions e un EP di musica in solo voce ed elettronica Jala. Un’anima femminile insaziabilmente curiosa l’ha guidata anche nella scelta del progetto al centro del suo nuovo disco; Sympatheia, in uscita a breve, si preannuncia ricco di contenuti stratificati ed altrettanto interessanti.
In concomitanza con l’uscita del singolo Non colpito, abbiamo contattato Giulia per realizzare un’intervista che ci permetta di comprendere meglio l’essenza di un nuovo capitolo di crescita sia musicale che personale.

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Hugo Race – Italia, visioni cinematografiche e ricordi

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Articolo e immagini di Claudia Losini

Incontro Hugo Race prima del live al Blah Blah di Torino, il 26 maggio. Lui, insieme ai Fatalists, sta concludendo in questi giorni il tour che l’ha portato, dopo 2 anni, a girare l’Italia. Si avvicina con caffè e una fetta di crostata, ci sediamo e cominciamo a chiacchierare di come sia andato il concerto della sera precedente a Milano, con un pubblico molto caloroso. Parliamo dell’Italia, delle piccole differenze che si possono notare tra il pubblico proveniente dalle varie regioni e città, e del fatto che ogni luogo abbia una sua caratteristica da rivendicare e con cui abbellirsi. Mi racconta dell’Australia, delle sue distanze enormi e delle relative complessità nell’organizzare i tour che si svolgono nelle principali città, arrivando poi al ritmo lento, naturale, siciliano.
Ho sempre avuto una deferenza nei confronti degli artisti di alto livello e calibro, ma Hugo mi mette a mio agio, è una persona allo stesso tempo affascinante, umile e accomodante. Comincio con il chiedergli come mai abbia proprio deciso di trasferirsi in Sicilia, tra tutti i luoghi…

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Limonov – Ian Curtis is dead (undead undead undead)

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Articolo di Francesca Marchesini

«Praise to the glory of loved ones now gone», così recita il secondo verso di The Eternal, brano dei Joy Division contenuto in Closer. I milanesi Limonov non solo hanno deciso di proporre una loro versione di questa canzone, ma si sono spinti fino alla “riesumazione del corpo” del frontman della band attraverso la tecnica del deepfake. In occasione dell’uscita del videoclip Ian Curtis feat. Limonov, ho parlato con Pietro Lafiandra (voce), Andrea Rossini (tastiera) e Samuele Sala (batteria) a proposito della loro non-appartenenza alla scena post-punk italiana e all’impatto che le tecnologie video hanno avuto sulla produzione creativa dei Limonov.

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