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Bianco: Ormai i dischi durano da venerdì a venerdì – Intervista

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Ci sarebbero tante riflessioni da fare, su un titolo come Canzoni che durano solo un momento, che marca i dieci anni di carriera di Alberto Bianco e lo fa in un periodo storico di assoluta transizione per la musica registrata, coi singoli che stanno prendendo sempre più il posto degli album, il cd ormai sparito, il vinile che avanza ma solo per ritagliarsi una nicchia privilegiata in quella riserva indiana in cui si sono volontariamente rinchiusi gli amanti del supporto fisico. Il cantautore torinese raggiunge il traguardo del quinto disco in studio e lo fa con il suo lavoro più maturo e consapevole, canzoni che sono il frutto di una perizia a livello di scrittura che ha ormai raggiunto livelli altissimi, una produzione (ad opera di Tiziano Lamberti) che valorizza ed equilibra ogni elemento in gioco. Come se non bastasse, c’è un trittico di featuring prestigiosi di nomi il cui valore e la cui importanza non deve minimamente essere specificata: Colapesce (in Mattanza), Dente (Morsa) e i Selton (Saremo giovani). Il frutto naturale della carriera di un artista che, oltre a portare avanti il suo personale discorso, è sempre stato inserito in una comunità creativa di colleghi, con cui non ha mai avuto timore di mettere in comune risorse: che si trattasse di produrre Manuale di distruzione a Levante, far parte della band di Niccolò Fabi per due interi tour, o chiedere l’aiuto di amici come GNUT, Luca Carocci e Andrea Bonomo per la scrittura di alcuni pezzi di questo disco. E proprio Niccolò Fabi sarà protagonista di un’ulteriore novità relativa a questo album: nella versione fisica (ma uscirà anche in digitale) di Canzoni che durano solo un momento ci sarà Fantastico, che vede la partecipazione esclusiva del cantautore romano. Un brano meraviglioso, che concretizza anche dal punto di vista compositivo un sodalizio che in questi anni è stato importante e decisivo per entrambi. Abbiamo raggiunto Alberto (simpatico e disponibilissimo) al telefono per una chiacchierata che ha toccato parecchi aspetti del suo lavoro, senza tralasciare qualche interessante considerazione sullo stato attuale del settore musicale, in un momento in cui la ripartenza dell’attività live sembra essere ancora appesa a un filo.

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Giorgio Ciccarelli: Il viaggio in Occidente tra demoni e dei

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Articolo di Cinzia D’Agostino

Ci sono figure che ti hanno accompagnato anni che, nel loro silenzio e nella loro luminosa ombra, sono riuscite a catturare le tue emozioni e a lasciarti un forte senso di appartenenza che non ti abbandona mai. Perché quella elegante figura con la chitarra in mano che pizzica le corde con classe e grinta, ci ha sempre trasmesso un’energia trascinante, tanto forte che non abbiamo potuto fare a meno di seguirlo nei suoi percorsi. Afterhours a parte, Giorgio Ciccarelli è stato fondatore dei Sux!, artista di alto livello che si è sempre immerso in vari progetti fino al suo percorso solista che vedrà tra pochi mesi la luce del terzo disco. Intanto il 22 aprile è uscito il nuovo singolo Conto i tuoi passi, che farà parte del suo nuovo atteso album, per Le Siepi Digital. Ne abbiamo approfittato per fare quattro chiacchiere con lui.

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Batti 5: 5 domande in 5 minuti – Alice Di Lauro + Are You Real?

Le contiamo sulla punta delle dita: 5 domande ai nostri artisti, il tempo di batter 5 et voilà, in 5 minuti le risposte.

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Articolo di E. Joshin Galani

Nuova uscita discografica per il musicista veneziano Andrea Liuzza, in arte Are You Real? che per questo nuovo singolo Hunt me Down (Beautiful Losers) collabora con la funambola e performer vicentina Alice Di Lauro, al suo esordio discografico.
Grande gusto musicale nell’usare l’elettronica, voce emozionante e vocalità ben intrecciate. Ecco 5 domande per conoscerli meglio…

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Lazy Frenky: Un mondo dipinto di giallo – Intervista

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Articolo di Luca Franceschini

Francesca e Andrea hanno rispettivamente 20 e 19 anni, vengono dalla Bassa Modenese, più precisamente dalla zona di Finale Emilia e sono amici da una vita. Ortho è il primo frutto di un progetto che è stato pensato e voluto per parecchio tempo, ma che si è concretizzato solo nel 2018, quando Francesca è tornata dal Galles e le canzoni hanno cominciato a prendere forma, fino alla firma con la storica etichetta Totally Imported, che ha avuto e ha sotto di sé alcuni dei più importanti nomi italiani in campo Soul, Urban ed Elettronica (Ghemon, Mecna, Davide Shorty, Godblesscomputers, tra gli altri). Dall’Indie Folk spruzzato di Rnb di Breathless, Yellow Jumper e The One About Tomatoes, fino agli episodi più scuri e drammatici di Mama e Crystal Mind, il duo impressiona per maturità e consapevolezza stilistica, non escogita soluzioni particolarmente innovative ma è cosciente dei propri modelli e sa dove vuole arrivare, mescolando le fonti con disinvoltura, all’insegna della libera creatività. Un sound che dalle nostre parti è ancora piuttosto minoritario, nonostante il successo di un nome come Venerus (ma non dimentichiamo gli Ep di Cecilia e Laila Al Habash, solo per citarne alcuni) abbia di recente fatto capire che può esserci altro oltre al Rap e all’It Pop. Ne abbiamo parlato con Andrea e Francesca, raggiunti al telefono per una piacevole chiacchierata dove abbiamo messo sul piatto un po’ di argomenti interessanti.

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Respiro – Una band dall’originale futuro, l’intervista

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Articolo di Iolanda Raffaele

Un’idea di musica che punta all’originalità, a sorprendere sempre l’ascoltatore e sicuramente una musica anche sociale, capace di veicolare messaggi importanti – la futuristica band Respiro si racconta su Off Topic.

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An Early Bird – Holding Onto Hope (2021)

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Articolo di James Cook

La storia di An Early Bird è iniziata circa tre anni fa, quando Stefano De Stefano ha intrapreso la carriera solista, dopo aver archiviato l’esperienza con i Pipers. Il suo songwriting raffinato, che si muove nel territorio di un alt folk intimista, ci ha portato in diverse occasioni a segnalare le sue produzioni. Dopo due dischi, un ep e qualche singolo, sempre contraddistinti da una scrittura poetica intimista e ricca di grazia, ha pubblicato in questi giorni una nuova canzone – Holding Onto Hope – secondo singolo per l’etichetta indipendente berlinese Greywood Records. Il brano, contraddistinto da una certa malinconia di fondo stemperata da un’indole personale immancabilmente dolce e raffinata, è supportato da un video particolarmente accattivante, che ha per protagonista un irresistibile felino bianco.
Abbiamo fatto a Stefano qualche domanda per approfondire…

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Scatola Nera – Terra Senza pioggia [anteprima]

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Articolo di James Cook e Lucia Dallabona

La scatola nera è notoriamente un apparato progettato per resistere alle condizioni che si possono creare a causa di in un incidente grave; preserva le registrazioni permettendoci così di entrare in contatto con le testimonianze del passato.
Scatola Nera è anche il nome di un progetto originale che nasce dalla collaborazione e dall’amicizia decennale tra Giacomo Carlone, produttore milanese, e il musicista e autore Luca Barbaglia. Grazie all’incontro con il pianista e saxofonista Gaetano Pappalardo e il chitarrista Simone Sigurani, è iniziato un lungo viaggio di arrangiamento, registrazione e produzione che ha dato vita ad una serie di canzoni.
Le atmosfere di Scatola Nera sono legate ad un passato non ben definito, che porta con sé i segni del tempo, i suoni dei graffi e della polvere. È una memoria che cerca di rimettere insieme i ricordi, così come il tentativo di riappropriarsi di un vissuto lontano, attraverso frammenti letterari e musicali.
Oggi vi presentiamo in anteprima il primo singolo, Terra senza pioggia. Approfittando dell’occasione, abbiamo contattato Luca Barbaglia per fargli alcune domande in merito a questa interessante proposta…  

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Acaro: La decadenza è un impegno, è responsabilità

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Articolo di Luca Franceschini

Cresciuto nella bergamasca, con tutto il suo carico di noia, aspirazioni e un orizzonte limitato che chi vi abita normalmente prova a lasciarsi alle spalle con eterne bevute nell’unico bar disponibile, Acaro ha percorso il suo personale itinerario sonoro partendo dal Punk, per approdare all’elettronica e sconfinare nel panorama Urban contemporaneo. Acaro vol.1, l’esordio realizzato e prodotto assieme a Giorgio Assi (Georgie Boy) arriva accompagnato da un fumetto che rilegge a modo suo le storie raccontate in queste otto canzoni e presenta un’ampia gamma di stili, che vanno dal cantautorato classico più o meno contaminato, alla sperimentazione, fino ai suoni più spinti al limite dell’EDM.
Il tutto raccontato con una buona dose di autoironia ma anche con tanta consapevolezza: una vita povera di occasioni, spesso lontana da quell’immagine di stardom che a volte ci si sogna di costruire, ma ciononostante pienamente coscienti della propria dignità e forza morale.
Ne abbiamo parlato col diretto interessato, raggiunto al telefono durante uno degli ormai innumerevoli tardo pomeriggio di zona rossa.

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a/lpaca: Psych Rock dalla Bassa Padana – Intervista

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Articolo di Luca Franceschini

Mantova non è esattamente il posto che ti aspetteresti come centro di incubazione di una scena musicale fervente, eppure a quanto pare le cose stanno in modo diverso. Neanche due anni dopo aver parlato coi submeet tocca ad un altro giovane act esordire sulla lunga distanza con un disco. Gli a/lpaca sono in quattro (Christian Bindelli alla voce e alla chitarra, Andrea Verrastro al basso, Andrea Fantuzzi alle tastiere e Andrea Sordi alla batteria) e sembrano ben poco interessati a Trap, Hip Pop e affini. Il loro suono prende le mosse dalla psichedelia e dal Kraut Rock, guarda a numi tutelari come Can e Soft Machine ma appare più immediatamente debitore alle declinazioni contemporanee che ne fanno The Oh Sees e King Gizzard & The Lizard Wizard, questi ultimi forse l’influenza più evidente ad un ascolto superficiale. Ma in Make It Better si respira anche l’aria dei Club europei, con il Beat spesso in primo piano, oltre ad una certa ruvidezza delle chitarre ad evocare, neanche troppo casualmente, la scena Garage Punk. Un esordio decisamente valido, a certificare come nel nostro paese, al di là delle mode sonore di questi ultimi anni, esistano anche realtà che non hanno nulla da invidiare a quanto succede in Europa. Abbiamo raggiunto al telefono Christian Bindelli per farci raccontare qualcosa di più

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