L E T T U R E
Recensione di Alessandro Tacconi
Giustamente Mimesis Edizioni inserisce il saggio di Valentina Voto, Bobby McFerrin e il gioco libero della voce, nella collana Musica contemporanea, perché non di musica jazz o pop si canta in questo volume, ma di Musica.
L’artista afroamericano è conosciuto dal folto pubblico soprattutto per celebri hit come il reggaeggiante Don’t worry be happy, ma di tutto il resto? Beh, sì certo McFerrin… il cantante, quello che fa il jazz… virtuoso della voce… fa tutti quei rumorini con la gola… si batte il petto a ritmo… fa cantare il pubblico, anche quelli stonati come me e… hai i dreadlock!
In effetti il folto pubblico non è tenuto a sapere che cosa abbia realizzato Bobby McFerrin con la propria voce in tutti questi decenni di attività; eppure la sua esperienza professionale ha segnato la strada per una nuova concezione della vocalità contemporanea, non solo in ambito jazz o pop. Ha aperto la strada per esperienze vocali prima mai sperimentate.

Il saggio a cui ha lavorato la musicoterapista Valentina Voto è al contempo molto dettagliato e assai fruibile. La corposa parte delle note arricchisce le informazioni raccolte con indicazioni di link a video, interviste e audioascolti, oltre a rimandi a un’ulteriore corposa bibliografia. All’interno del volume si intrecciano notizie relative alla produzione discografica e alla biografia, per fare il punto su come il nostro abbia sviluppato una propria concezione dell’uso della voce. La studiosa mostra passo passo quali siano state le fasi salienti del suo processo creativo e professionale.
Il vetro si rompe di continuo
Sotto il peso di note malamente incardinate.
Avessi pensato prima a un panino al pastrami
(Proverbio patafisico)
Improvvisatore o performance artist più che semplice cantante, figlio della fusion, intesa nel senso più ampio e non come semplice stilema musicale, degli anni Ottanta. Costanti della ricerca di Bobby McFerrin sono state la curiosità e l’apertura verso qualsiasi genere musicale. Per questa ragione la sua produzione discografica annovera sia album di musica jazz sia rivisitazioni di brani pop e rock, musica classica, contemporanea ed etnica. E poi i premi… Mamma mia, quanti ne ha vinti! Stiamo parlando anche di Grammy Awards, gli Oscar della musica, che avrebbero potuto fargli perdere la trebisonda, invece.
È ambizioso McFerrin, certo, vuole fare ascoltare per la prima volta al pubblico qualcosa di… inaudito. Nel 1986 s’inventa la Voicestra: un gruppo vocale di undici elementi che fonda sull’improvvisazione gran parte del proprio repertorio. I brani spesso non prevedono parole ma sillabe. La realizzazione compiuta di questa concezione musicale è il circlesinging, che può anche coinvolgere il pubblico, soprattutto nelle fasi finali dei concerti.
Siano il vento e il soffio dei pini
Siano lo stridìo delle cicale
E il cantilenante ruscello
A guidare il soffio del tuo profondo
(Akisaki Jinko)

Proprio la tecnica messa a punto insieme ai suoi colleghi ha come finalità quella di aprire intanto l’esperienza del cantante a un’ulteriore dimensione della comunicazione canora, offrendo alla platea un’esperienza comunitaria unica. Una concezione vibrazionale della musica che attinge a teorie e pratiche millenarie. “Le parole, a volte, tendono a essere troppo descrittive, la mente può lavorare di fantasia con più intensità e libertà se non ha altra guida che quella della melodia” sostiene Bobby McFerrin. È la voce in sé che comunica, espressione dell’Io-uomo e della sua memoria ancestrale, che è riconoscibile dai propri simili.
In Italia operano diversi allievi e colleghi, che hanno studiato con Bobby McFerrin e i membri della Voicestra, che propongono un’analoga esperienza musicale (noi abbiamo intervistato qui Oskar Boldre, direttore del coro Ancore d’Aria). Musica che si sviluppa in una dimensione al contempo ludica e seria, proprio come fanno i bambini quando giocano. Dalle composizioni in solo o insieme a vari ensemble, queste sono le caratteristiche più immediate che raggiungono dapprima le nostre orecchie che poi discendono nel nostro animo.




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