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LIBRI

Daniel Halévy – Degas parla (Adelphi edizioni, 2019)

L E T T U R E


Articolo di Mario Grella

Daniel Halévy è stato uno storico, un saggista e un traduttore francese. Ma questo è il meno. Quello è che davvero notevole è che Daniel Halévy, aveva amici molto interessanti; in particolare uno di essi, Edgar Degas. Ludovic Halévy, padre di Daniel, ed Edgar Degas frequentarono lo stesso liceo parigino, il Lous-le-Grand e, benché molto più giovane, Daniel divenne uno dei migliori amici di Degas al quale lo univa, una forte affinità elettiva di tipo spirituale. Scrive Jean-Pierre Halévy nella prefazione di Degas parla, il bel volume edito da Adelphi, uscito qualche mese fa: “Sono due autentici parigini, che non amano né la campagna, né la natura. È noto che Degas, diversamente dagli impressionisti, si rifiutava assolutamente di dipingere ‘en plein air’ ed entrambi si sentivano a loro agio solo a Parigi, di cui apprezzavano lo spirito ereditato dal Secondo Impero.”

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Eugenio Borgna – Il fiume della vita (Feltrinelli, 2020)

L E T T U R E


Articolo di Mario Grella

Chi affrontasse la lettura del nuovo libro di Eugenio Borgna, Il fiume della vita, uscito qualche settimana fa ed edito da Feltrinelli, non avrebbe certo bisogno del sottotitolo, Una storia interiore, per comprendere che questo, come tutti gli altri volumi del grande psichiatra, in realtà, tratta tutti i temi professionali come facenti parte della sua vita interiore, spirituale ed intellettuale. Nel libro non si colgono nuovi spunti o suggestioni, rispetto a quanto letto in passato, ma si sente molto più forte il desiderio di ribadire quanto già scritto, e di fissarlo nuovamente nella scrittura, come se qualcosa sembrasse sfuggito al grande psichiatra novarese. Il racconto dell’infanzia, della gioventù, degli studi, della professione, col consueto riferimento al lavoro svolto presso il manicomio di Novara, che Borgna non chiama mai “ospedale psichiatrico”, oltre alla grande riforma di Franco Basaglia, sono i temi cruciali del libro.

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Ernesto Anderle – Murubutu – RAPconti illustrati (BeccoGiallo, 2020)

L E T T U R E


Articolo di Giovanni Tamburino

Cos’è una canzone? Cosa nasce da un paio di cuffie, attraversa timpani, terminazioni nervose e arriva fino al cervello? Cosa arriva nella dimensione più profonda di chi ascolta e tocca qualcosa che, per comodità (ma che i veri appassionati non dovranno nemmeno sforzarsi per riuscirci), potremmo chiamare anima?
Ritmo, suono, parole. Poi ancora sensazioni, ricordi.
Immagini.
Distinte, annebbiate, evocative e ancora familiari o distorte. Dai padiglioni auricolari alla cornea senza nemmeno farci caso.
Troppo teorico, troppo poetico?
Eppure Alessio Mariani, aka Murubutu, sembra abbastanza convinto di questo nel lanciare il suo ultimo singolare featuring.

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Murakami Haruki, Ozawa Seiji – Assolutamente musica (Einaudi, 2019)

L E T T U R E


Articolo di Mario Grella

Non è semplice seguire la conversazione  tra Haruki Murakami e Seiji Ozawa sul “Concerto per pianoforte e orchestra n.3” di Beethoven e “qualche altra opera”, come si dice nel primo paragrafo del bel volume edito da Einaudi Assolutamente musica. E non lo è, richiedendo il volume una partecipazione che possiamo definire “multimediale”: lettura, ascolto, visualizzazione, poiché il lettore, spesso deve ricorrere all’ascolto diretto dei brani oggetto di discussione e qualche volta anche alla visione di video esplicativi della gestualità del direttore.
Lo stesso Murakami avvisa in apertura di volume, che si tratta della raccolta di più conversazioni tra lo scrittore e il celebre direttore d’orchestra giapponese; una specie di “sonata a quattro mani” dove Ozawa racconta della sua vita, del suo modo di interpretare gli spartiti e del suo concetto di musica.

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Lorenzo Petrantoni – City Maps and Stories (Moleskine, 2018)

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Articolo di Mario Grella

Se si definisse Lorenzo Petrantoni un illustratore, lui si arrabbierebbe. Lui sa di non esserlo eppure crea libri illustrati e molto altro. A suo dire, non sa minimamente disegnare nemmeno una pera. Probabilmente è vero, ma le sue storie e i suoi racconti sono comunque storie e racconti fatti di segni. Ed è così anche per l’ultimo meraviglioso lavoro, City Maps and Stories, edito da Moleskine, un viaggio attraverso “segni” di quindici città nel mondo: Barcellona, Berlino, Buenos Aires, Capetown, l’Havana, Hong Kong, Istanbul, Londra, Milano, New York, Parigi, San Francisco, San Pietroburgo, Shangai e Vienna. Viviamo in un universo segnico, amava ripetere Umberto Eco e Lorenzo Petrantoni dissemina le sue città di segni.

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Nora Krug – Heimat, l’album di una famiglia tedesca (Einaudi, 2019)

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Articolo di Mario Grella

Può una tedesca che vive negli Stati Uniti d’America, avere nostalgia della sua Heimat (che possiamo tradurre un po’ forzatamente con “patria”), benché la Heimat della sua infanzia sia stata la Germania nazista? Sì, può. E può a patto che, in qualche modo, come si usa e si abusa dire, faccia i conti col proprio passato. Heimat di Nora Krug è un lungo rito di esorcismo che prende la forma di una straordinaria “graphic novel” edita da Einaudi per la collana “Stile libero extra”. Un processo introspettivo e una ricerca sul campo, quello di Nora Krug: il processo introspettivo  è mosso dal ricordo e dalla nostalgia delle “cose di casa”, dagli odori (ma questa in letteratura non è una novità), dagli oggetti (e nemmeno questa lo è), dai luoghi (e anche qui andiamo sul già letto e già visto).

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Stefano Zenni – Louis Armstrong. Satchmo: oltre il mito del jazz – Edizione ampliata (Stampa Alternativa, 2018)

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Articolo di Mario Grella

Gran bel libro quello di Stefano Zenni, “Louis Armstrong: Satchmo oltre il mito del jazz” edito da Stampa alternativa. Lo presentò lo stesso autore, in un pomeriggio di primavera nel cortile del Museo Faraggiana di Novara, davanti al folto pubblico di NovaraJazz 2019.
Dall’infanzia in povertà nella sua New Orleans, alla fuga verso Chicago alla corte di King Olivier, fino ai trionfi newyorkesi e alla popolarità cinematografica, la vita di Louis Armstrong è passata al setaccio in questo documentatissimo e prezioso saggio. Naturalmente non si tratta semplicemente di un’autobiografia, ma forse di un’autobiografia musicale, tanta è la dedizione che l’autore dedica alla complessità tecnica della musica di Armstrong. Nel corso della lettura si sfata un po’ il mito della “improvvisazione” nel jazz, un po’ un luogo comune che non sempre corrisponde alla realtà.

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Jens Harder – Cités. Lieux Vides, Rues Passantes (Actes Sud, 2019)

Jens Harder è un fumettista e illustratore piuttosto particolare non molto conosciuto dal grande pubblico, nonostante sia stato il vincitore del premio ricevuto al Festival d’Angouleme nel 2010, uno dei più ambiti nel mondo del fumetto, che, per ricordarlo “en passant” in Francia è un genere letterario con tirature da capogiro. Nello scorso mese di agosto in Francia è stata pubblicata la seconda edizione di “Cité. Lieux vides, rues passantes”, un taccuino di viaggio “sociologico-urbano” di rara intensità. E’ lo stesso Harder, berlinese di nascita, ha spiegare nella bella post-fazione al volume, che il segno grafico offre una capacità meditativa che alla fotografia sfugge; la possibilità di indugiare nell’attenzione descrittiva verso un particolare è la caratteristica del disegno, assai meno “neutro” di una istantanea fotografica.

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Articolo di Mario Grella

Jens Harder è un fumettista e illustratore piuttosto particolare non molto conosciuto dal grande pubblico, nonostante sia stato il vincitore del premio ricevuto al Festival d’Angouleme nel 2010, uno dei più ambiti nel mondo del fumetto, che, per ricordarlo “en passant” in Francia è un genere letterario con tirature da capogiro. Nello scorso mese di agosto in Francia è stata pubblicata la seconda edizione di “Cité. Lieux vides, rues passantes”, un taccuino di viaggio “sociologico-urbano” di rara intensità. E’ lo stesso Harder, berlinese di nascita, ha spiegare nella bella post-fazione al volume, che il segno grafico offre una capacità meditativa che alla fotografia sfugge; la possibilità di indugiare nell’attenzione descrittiva verso un particolare è la caratteristica del disegno, assai meno “neutro” di una istantanea fotografica.

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Giorgio Pinna – Zen Blues. Dal sacro al profano (Youcanprint, 2019)

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Articolo di Giuseppe Spanò Greco immagini sonore di Antonio Spanò Greco

Sulle polverose strade del blues capita di tutto, ma proprio di tutto, come incontrare una buona armonica blues incollata alle labbra di un ragazzo blues che inonda di note blues ogni evento di cui è protagonista, e scoprirlo scrittore di un libro che parla di Zen e di mistiche meditazioni mescolate al blues suonato, cantato ma soprattutto intimamente vissuto. Zen Blues è un viaggio quasi impossibile durante il quale si passa dalle calme acque della mistica orientale alle impetuose cascate del blues più autentico. Il tutto servito con aneddoti personali, parole di saggezza e brividi di inquietudine.

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