I N T E R V I S T A


Articolo di Alessandro Tacconi

Per ogni ensemble corale la prova del nove è sempre l’esibizione dal vivo. Se poi il repertorio è molto ampio per generi e stili, l’esecuzione a cui vengono sottoposti i cantanti risulta ancora più difficile. Se a questo si aggiunge l’assenza di uno spartito da leggere allora il nostro plauso è più che dovuto.
Il repertorio proposto durante il live per il 25° presso il Centro culturale Artemisia a Spessa Po è una festa per il pubblico e mette in mostra le molte anime di questa orchestra vocale. Colpisce l’apparente facilità con cui viene affrontata la complessità armonica degli arrangiamenti, che si combina con l’irrinunciabile ironia del direttore, arrangiatore e cantante Oskar Boldre. Così in Don’t let me be misunderstood ci viene ricordato che per un aperitivo servono l’involtino, le olive all’ascolana, il succo e il grana…
-Ma questo nel brano originale non c’è!
-Infatti, è un breviario delle “buonure” che servono per un buon aperitivo.
-Quindi con il titolo centra.
-Oh yes! L’importante è non venire fraintesi dal cameriere.

E il gusto per il gioco iper/intra-testuale lo ritroviamo nel finale della “policeana” Every things she does is magic: “Ma che magic, magic e magic!” e in Accipicchio il godimento raggiunge l’acme attingendo alla stralunata iperbolica Gnosi delle Fanfole di Fosco Maraini: “Ci son dei giorni smegi e lombidiosi, con un cielo così dagro e un fònzero gongruto! Ci son dei meriggi gnalidi e budriosi…”.
Ancore d’Aria è una progressive vocal orchestra, un unicum nel suo genere come ci dirà il suo direttore. Il repertorio annovera alcune delle perle più luminose delle band di rock progressive: nella Progsuite abbiamo Area, Banco di Mutuo soccorso e un brano tradizionale greco arrangiato da Daniele Sepe (il musicista partenopeo transgenerico per eccellenza!), Yes con And you and I, King Crimson con Two Hands e Gong con Espresso, che dà anche il titolo all’album.
Ed è alla fine di un concerto che abbiamo l’occasione di scambiare qualche battuta con Oskar Boldre sui venticinque anni di attività alla direzione delle Ancore d’Aria.

Ancore d’Aria Progressive Vocal Orchestra segna un punto di svolta nella vostra attività concertistica. Questa sera avete proposto brani molto diversi per stile, genere e origini geografiche.
Il nostro è un repertorio molto vasto, conta oltre settanta brani che vanno da Bobby McFerrin a Dulce Pontes, da Sajncho Namčylak a Jan Garbarek, da Frank Zappa a Manu Dibango. Nell’ultimo periodo ci siamo voluti confrontare e divertire anche con alcuni celebri brani dance come Knock on wood e Don’t let me be misunderstood. Siamo attivi da venticinque anni e gli album pubblicati finora testimoniano la grande versatilità del nostro approccio musicale.

Una risposta a “Ancore d’Aria Progressive Vocal Orchestra – Espresso Live 25°”

  1. […] i membri della Voicestra, che propongono un’analoga esperienza musicale (noi abbiamo intervistato qui Oskar Boldre, direttore del coro Ancore d’Aria). Musica che si sviluppa in una dimensione al […]

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