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Voci fuori dal coro

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LIBRI

Una nuova rubrica o una “rubrica nova”?

Articolo di Simone Santi

La letteratura, al cospetto delle altre forme di “narrazione” e di “fictio” a nostra disposizione, si direbbe che oggi fatichi a stare tra quelle riconosciute come più “convincenti” dal pubblico; del resto da alcuni decenni essa pare aver perduta la capacità, se non anche l’aspirazione, a suscitare e farsi portatrice di significati “forti” e di una visione dell’essere umano capace di coglierlo in modo non riduttivo nella sua complessa totalità esistenziale, così com’era stato invero per la “grande letteratura” che nel passato aveva saputo rappresentare e dare conto delle istanze e delle grandi domande che accompagnano il viaggio “di senso” dentro la vita degli uomini di ogni epoca e luogo: sfibrata dal minimalismo che ha finito per impoverirne insieme alla lingua anche l’orizzonte ideale, la letteratura di oggi sembra non possedere più la vivificante tensione verso la dimensione spirituale dell’esistenza (e dell’arte, che simbolicamente la traduce), sostituendo quei valori che le sono stati propri con i miti occasionali della cultura attuale e appiattendo la propria rappresentazione dell’uomo alla sola dimensione psicologica e storico-sociale.

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Conchiglie

GIORGIO DE CHIRICO – BAGNANTI SOPRA UNA SPIAGGIA  olio su tela

Racconto breve di Enrica Bardetti

E’ scoppiata l’estate. In Pianura Padana, tra Piacenza e Parma dove abito io, succede così: fino al giorno prima una piacevole brezza entra dalle finestre aperte e fa roteare le pesanti tende di cotone bianco tese per schermare i raggi del sole; il giorno dopo invece è tutto fermo, non si respira. Oggi è domenica. Continue reading “Conchiglie”

Vladimir Nabokov – Fuoco pallido (Adelphi, 2002)

Articolo di Sabrina Tolve

«Solo questo: non il testo, [ma] l’ordito; non il sogno
Ma una coincidenza confusa,
Non debole non-senso, ma un ordito di senso.
Bastava che nella vita potessi trovare
Una sorta di fasullo legame, una sorta
Di correlato disegno del gioco,
Duttile arte, e almeno una parte dello stesso
Piacere che chi lo giocava trovava in esso.»

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Giovanni Masi e Rita Petruccioli – Frantumi (Bao Publishing, 2017)

Articolo di Ellebi

Stazione di Roma Termini, in un giorno qualunque del presente.
Il giovane Mattia, seduto al tavolino di un bar, scambia messaggi Whatsapp con il suo amore, Sofia. In quel “sta scrivendo…” che appare dallo schermo del suo cellulare, fra parole che si susseguono cancellate, modificate, o anche solo pensate, possiamo già intuire le complesse dinamiche di un rapporto che si rivela costretto a confrontarsi con una realtà opprimente: la grave malattia di lei…

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Pier Vittorio Tondelli – Camere separate (Bompiani, 1989)

Articolo di Sabrina Tolve

«La solitudine impietosisce gli altri. A volte lui sente lo sguardo indiscreto della gente posato sulla sua figura come un gesto di una violenza inaudita. Come se gli altri lo pensassero cieco e gli si accostassero per fargli attraversare la strada. Certe premure lo offendono più dell’indifferenza, perché è come se gli ricordassero continuamente che a lui manca qualcosa e che non può essere felice. Si vede con un lato del corpo sanguinante, una cicatrice aperta dalla quale è stata separata l’altra metà.»

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Crystal Kung – Il piccolo vagabondo (Bao Publishing, 2018)

Articolo di Giovanni Tamburino

Un viaggiatore che non riesce più a orientarsi, una pittrice di strada a cui nessuno chiede ritratti e un fotografo alla ricerca di mostri leggendari. E ancora un anziano che passeggia solo su un molo e una ragazza in una città dove tutti vivono con una gabbia per uccelli al posto della testa.

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Émile Zola – Lo scannatoio (Feltrinelli, 2018)

Articolo di Sabrina Tolve

«Mettere piede lì dentro era come rivivere un lutto. A quell’ora di notte, il portone, tutto aperto e scassato, sembrava una bocca spalancata. E pensare che tanti anni prima aveva desiderato un cantuccio in quel falansterio diruto! Ma allora, a quei tempi, doveva essere sorda come una campana, per non sentire quella musica immonda, quel terribile concerto della disperazione che rimbombava dietro ai muri! (…) Nel cortile, le parve veramente di stare al camposanto; la neve aveva riempito per terra un pallido quadrato; le alte facciate si stagliavano grigie, tetre e mute, sembravano rovine abbandonate; e nessun anelito, pareva un intero villaggio sepolto, che soccombe al freddo e alla fame.»

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Bonetti – Quel silenzio dopo la guerra [intervista]

Intervista di Luca Franceschini

Sono passati due anni da “Camper” e di cose ne sono successe parecchie, in casa Bonetti. Sconvolgimenti soprattutto personali, dall’interruzione di un’esperienza lavorativa che durava da molto, ad una rottura amorosa, al trasferimento da Torino a Milano. Avvenimenti che lo hanno scombussolato, buttandolo al centro di un conflitto aperto con la vita e con la propria dimensione interiore. Sono stati mesi duri, di incertezze e domande, ma alla fine questa ferita sanguinante ha prodotto un disco bellissimo. “Dopo la guerra”, il secondo lavoro del cantautore piemontese è il classico lavoro della maturità. Semplice e scarno come è sempre stata la sua scrittura, ma profondo e autentico come solo chi sta guardando la vita dritta in faccia può riuscire ad essere.
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Emidio Clementi – L’amante imperfetto, T.S.Eliot e i Massimo Volume… [intervista]

Intervista di Luca Franceschini

Emidio Clementi è tornato al romanzo: otto anni dopo “Matilde e i suoi tre padri”, opera per certi versi interessante ma che aveva in parte deluso il suo pubblico storico, “L’amante imperfetto” ci restituisce il narratore che avevamo imparato ad amare con “L’ultimo dio”. È una storia d’amore atipica, cupa e a tratti dissociata, dove la relazione tra i due personaggi principali deve essere ripensata e costruita su nuove basi, dopo che le insicurezze del protagonista riemergono improvvisamente a seguito di un episodio insignificante.

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