C I N E M A


Articolo di Mario Grella

Se decidete di andare a vedere The French Dispatch è meglio che vi scordiate Maurizio Porro che come un disco rotto si ostina a non capire o a fingere di non capire che il cinema di Wes Anderson è “altro”. Qualcuno potrebbe anche affermare, a torto o a ragione, che non sia cinema e magari ha pure ragione, ma quello che è certo, è che non si può guardare questo film con il “Mereghetti” tra le mani (ma magari con il “Sadoul” sì), mentre si può guardarlo tranquillamente se si ama il “decor”, se si ama la “bande dessinée” (non per nulla è stato girato ad Angoulême capitale mondiale del fumetto), se si ama quel genere di cinema, che annovera tra le sue fila, gioielli come Delicatessen di Junette e Caro, Il favoloso mondo di Amelie, sempre di Junette ma anche film come Ombre e Nebbie di Woody Allen. È un cinema “pretestuoso” dove le storie, non sono importanti per ciò che raccontano, ma per come vengono raccontate.

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