Articolo di Gianluca Porta

Ogni volta che Maggie Rogers fa uscire una nuova canzone, io metto in pausa tutto quello che sto facendo e inizio ad ascoltarla, e continuo ad ascoltarla fino a quando non ne esce una nuova.
Con questa premessa ci tengo a dire che sono totalmente di parte, che lei come artista mi piace molto e che ho perso qualunque velleitario tentativo di oggettività nel momento in cui ho ascoltato Alaska. C’è qualcosa nelle canzoni di questa ragazza di poco più grande di me (nata nel ’94) che mi tiene incollato, che mi fa aggiungere sempre Light On nella coda di Spotify e che, continuamente, mi stupisce.

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