I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Che sia stato lanciato in orbita a fine 2018 da “Senza di me” di Gemitaiz, con il suo featuring che è indubbiamente la cosa migliore del brano, è abbastanza ininfluente, se non per un oggettivo discorso di numeri. Sin dai suoi primi singoli, confluiti poi nell’Ep “A che punto è la notte”, Venerus si è imposto nel panorama italiano come un’eccellenza assoluta. Si è formato musicalmente a Londra ma è poi tornato in patria, prima a Roma e adesso a Milano, città nella quale è cresciuto e dove attualmente vive. “Magica musica” arriva quasi contemporaneamente a “OBE”, il disco del suo produttore Mace, al quale ha dato un apporto più che consistente ed è, nella sua ora complessiva di durata, un disco che già vale una carriera. Neo Soul infarcito da una produzione moderna e da una scrittura personale e fortemente immaginifica, impreziosita da una serie eterogenea ed efficace di interventi, dai Calibro 35 a Gemitaiz, da Rkomi a Frah Quintale, solo per nominarne alcuni. Un disco così in Italia non ce l’avevamo ancora e potrebbe davvero rivelarsi decisivo nel spostare gli equilibri di una scena che, per quanto in questi ultimi anni abbia espresso grandi cose, sta rimanendo un po’ troppo uguale a se stessa.
Abbiamo raggiunto Venerus per telefono, alla vigilia della partenza del suo nuovo tour, 21 date che toccheranno in lungo e in largo la penisola e che in gran parte sono già sold out, a testimonianza dell’affetto che il suo pubblico nutre per lui, che oltretutto ha già dimostrato che cosa può combinare dal vivo. Qui di seguito il resoconto della nostra chiacchierata, breve ma non priva di spunti interessanti.

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