R E C E N S I O N E


Recensione di Andrea Notarangelo

Per me l’aspetto legato allo schermo è davvero da prendere alla
lettera. Mentre facevamo questo disco ci sembrava di vivere le

nostre vite solo attraverso gli schermi

(Martin Doherty, Chvrches)

I Chvrches arrivano al loro quarto album e oggi non è più possibile considerarli dei promettenti talenti musicali. Abbiamo di fronte dei musicisti con un certo gusto che col trascorrere del tempo cercano una loro via personale al Dream pop. Quella musica sognante che caratterizzò gli anni ’80, si sviluppò in forme più o meno commerciali in un decennio particolare e pieno di cambiamenti sostanziali. Trent’anni dopo, la situazione è talmente simile, da sembrare capovolta in uno specchio. Allora la Guerra Fredda condizionava le persone e ci teneva separati, mentre oggi, l’isolamento è dovuto a cause di tipo sanitario ed è in questa direzione che si muove Screen Violence, cioè l’arte di raccontare la disillusione, la paura e l’isolamento ai giorni nostri. Questo titolo fu un’opzione, poi scartata, per il nome della band e dieci anni più tardi, se ne sono ricordati e lo hanno utilizzato come metafora della società.

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