Delta, dove tutto confluisce

Articolo di Giacomo Starace

E’ iniziato il quarto capitolo della storia dei Mumford & Sons. Delta si presenta come il frutto di un percorso iniziato dieci anni fa con il primo album Sigh No More: il sound del gruppo è cambiato radicalmente, ma vengono mantenuti quelli che sono i loro elementi caratteristici (lo stile percussivo, i testi poetici e filosofici, la calda voce baritonale di Marcus, gli inni cantati a squarciagola dal pubblico dei loro concerti), che pervadono tutto il nuovo disco. I Mumford stavolta si presentano con un apparato sonoro diverso e di tutto rispetto, creato con il produttore Paul Epworth, pilastro del pop dell’era moderna (U2, Adele, Coldplay, Paul McCartney) e proprietario degli studi Church di Londra, dove hanno registrato. Il rapporto di familiarità fra i membri del gruppo e il produttore ha permesso di sperimentare ogni tipo di idea, definendo la nuova forma della loro musica. La prima cosa che colpisce l’ascoltatore è la quantità di suoni presenti nei brani: basi elettroniche, sintetizzatori, riverberi e un’intera orchestra, ben diverso dalle prime pubblicazioni.

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