I N T E R V I S T A


Articolo di Giovanni Carfì

Solitamente non ci occupiamo di singoli, né di videoclip fine a se stessi, spesso utili solo come materiale promozionale accessorio, ottimi per un mordi e fuggi dove le immagini vincono sulle parole, sulla musica… ma c’è sempre un ma, forse troppi, forse pochi. La nostra “mission” che vi piaccia o no, (perché tutti ne abbiamo una) è quella di scandagliare tra le centinaia di proposte musicali che ci arrivano, supportate da uffici stampa e/o etichette che enfatizzano qualunque cosa possa dar loro un ritorno economico o pubblicitario, come in tutti i lavori. Noi amiamo la possibilità di restare una piccola realtà indipendente, (nel limite del possibile) quindi quando parliamo di qualche eccezione, lo facciamo perché qualcosa ci ha veramente colpiti; in questo caso l’eccezione è Barriera.

Arriva in redazione qualche mese fa uno dei soliti cs (comunicati stampa), con una proposta di un singolo/videoclip. Un play non si nega a nessuno e così qualcosa mi colpisce. Certe cose o succedono subito, o ti deve piacere magari il genere, o ti colpisce qualcosa scritto per promuovere l’artista/band in questione. Un play, un paio di ascolti in loop e un video; troppo poco il contenuto, poche le informazioni a riguardo; forse anche per questo ho voluto approfondire “chi” e “cosa” ci sia dietro questo progetto, perché nasce da qualcosa che dice molto senza dire quasi nulla.
Malgrado la volontà di approfondire e speranzoso nell’uscita di un eventuale ep, mi viene risposto che non è previsto nulla di simile per ora, si tratta di tre tracce con relativo video, con cadenza mensile. Ecco perché dopo l’uscita dei due video e in attesa del terzo capitolo, (già pubblicato quando leggerete queste righe) abbiamo contattato Barriera per esplorare tra foto, frammenti di film francesi, uno spirito noir e testi di Pavese e Calvino, il tutto sullo sfondo della città di Torino.

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