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Anna Rollando – Le invisibili signore della musica (Graphofeel, 2021)

L E T T U R E


Articolo di Simone Santi

‹‹Ci sono così tante artiste di cui vorrei parlare ancora!››
Anna Rollando

Avere tra le mani il nuovo libro di Anna Rollando mi ha procurato quella confortevole sensazione che si prova normalmente quando si è ospiti a casa di amici che di tanto in tanto si ha il desiderio di andare a visitare, per un pomeriggio di conversazioni piacevoli e garbate riguardo a quegli argomenti e comuni passioni che vivificano e rinsaldano le amicizie, rendendo al contempo più bella la vita al di là delle sue inevitabili amarezze.
Questo è il convenevole senso di ospitalità col quale mi ha accolto il terzo volume scritto dall’autrice per la Graphofeel Edizioni e pubblicato sul finire del 2021, che rinnova l’appuntamento e i discorsi avviati a partire dai due precedenti per lo stesso editore – Applaudire con i piedi. Segreti e curiosità della musica colta (2018); Applaudire con i piedi 2. Il difficile e meraviglioso mestiere della musica (2019). Sebbene nel titolo, Le invisibili signore della musica. Storie vere di artiste di talento, sembra discostarsi dai primi due, questo libro prosegue il racconto del mondo della musica attraverso aneddoti e storie che attraversano e incontrano epoche, generi e protagonisti.

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Stefano Valente – Breve storia dell’alchimia (Graphofeel, 2019)

L E T T U R E


Articolo di Simone Santi

Nelle prime pagine del suo affascinante saggio dedicato alla figura di Parmenide e alle origini della sapienza greca, Peter Kingsley scrive che ‹‹la cultura occidentale è la cultura della rimozione››[1].

Ora, che si tratti o meno di un meccanismo di rimozione, è possibile osservare come la nostra sia una cultura che pratica attivamente la dimenticanza. Al di là di un atteggiamento talora retrospettivo ed espositivo nei riguardi della dimensione artistica umana – e  quando si tratta della cultura degli altri, di un atteggiamento curioso più del folklore e dell’espressionismo dell’arte che non della comprensione dei diversi livelli di percorso e di significato – la nostra società si rivolge mal volentieri al proprio passato e tiene in poco conto la Storia nel cui alveo si è prodotta; col suo “procedere in avanti” (pro-gradior) ripiegato sul mero sviluppo tecnologico che non si interroga sulle proprie ripercussioni, e rivolto al risultato economico più immediato e irresponsabile – essa proietta un’immagine tautologica di se stessa verso il futuro, sembrando non avere più gli strumenti, men che meno la volontà, di elaborare e proporre una visione complessa insieme ad un’escatologia positiva riguardo all’uomo e al suo destino. 

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