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Maria Grand – Reciprocity (Biophilia Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Reciprocity di Maria Grand è uno di quei dischi di cui è talmente difficile scrivere, che sembra facilissimo farlo, secondo la nota teoria per cui gli opposti si attraggono. In realtà non si tratta di una battuta, ma di una considerazione ponderata. La sua voce sembra provenire in linea diretta da quelle sperimentazioni degli anni Settanta e oltre, che mescolavano acrobatici vocalismi con atmosfere folk malinconiche e solinghe, mentre l’altra componente forte di questo bellissimo lavoro è il suo sax, e basta ascoltarla in questo duplice aspetto nel pezzo di apertura, il poeticissimo Creation: the Joy of Being per rendersene conto. Il titolo allude, non troppo velatamente, alla gioia di “essere”, ma anche a quella di concepire la vita, in considerazione che tutto il lavoro è venato da questa gioia profonda, quello di diventare madre e di sentire crescere la vita “nel” e “grazie” al proprio corpo. Non ne fa mistero la stessa musicista mostrandosi in una fotografia in “stato interessante” ed in compagnia del suo strumento e facendone cenno nelle note che accompagnano l’uscita del lavoro per l’etichetta Biophilia Records.

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Joel Ross – Who Are You? (Blue Note Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Talamazzi

Un giovane vibrafonista di circa vent’anni che si fa accompagnare da musicisti altrettanto giovani, più o meno suoi coetanei ed ex compagni di studi, tra cui la persona più anziana – si fa per dire – è l’arpista Brandee Younger di trentasette anni. Questo è l’importante biglietto da visita di Joel Ross, un artista a tutto tondo, esperto batterista ed anche pianista ma che proprio col vibrafono è arrivato al suo secondo lavoro edito dalla benemerita Blue Note. Dopo il bell’esordio Kingmaker dello scorso anno è ora la volta di questo nuovissimo Who are you? in cui Ross si fa sostenere, tra gli altri, da Immanuel Wilkins al sax, autore da par suo di un pregevole lavoro d’esordio (Omega). Joel Ross viene da Chicago ma è nel calderone vitale di New York che comincia a suonare e a selezionare i musicisti che lo accompagneranno nei suoi due album. Non ci vuole molto a risalire alle influenze di questo artista che, per sua stessa ammissione, segnala Milt Jackson come principale ispiratore del suo approccio allo strumento.

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