I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Francesca Morello arriva al terzo disco del progetto R.Y.F. operando un radicale cambio di pelle: la scarna semplicità acustica che caratterizzava l’esordio “Love Songs for Freaks & Dead Souls” e il successivo “Shameful Tomboy”, ha lasciato il posto ad un vestito più spesso, fatto di elettronica, Drum Machine, chitarre distorte ed una buona dose di oscurità Post Punk, sull’onda di artisti come Soft Moon e Peaches, ma anche un certo disagio danzereccio in stile Fever Ray.
“Everything Burns” è più o meno direttamente scaturito da “Tutto brucia”, l’opera teatrale dei Motus ispirata alla rilettura sartriana delle “Troiane” di Euripide, di cui Francesca ha curato gran parte della colonna sonora. “Cassandra” e “Pocket Full of Ashes”, due degli episodi più significativi del nuovo lavoro, sono nate da qui ma si sono poi trasformate, contribuendo a dare forma definitiva ad un lotto di canzoni che sono indubbiamente le cose migliori mai uscite sotto il monicker R.Y.F.
Quando la chiamo al telefono per farmi raccontare di più di questo disco, Francesca si trova a Roma, dove il cast di “Tutto brucia”, di cui anche lei fa parte, sta affrontando le prime rappresentazioni. Naturale dunque che il discorso prenda da qui il suo avvio.

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