Articolo di Luca Franceschini

L’ho scritto recentemente da un’altra parte e non ho voglia di ripetermi: non mi è mai piaciuto l’atteggiamento di chi “Non guardo Sanremo perché tanto fa tutto cagare” o “Quella non è mica vera musica!”. In sintesi: stabilire che cosa sia “vera musica”, ammesso che si possa, richiede competenze troppo elevate che sicuramente non sono in mio possesso. Il prodotto televisivo è di bassissimo livello, questo credo che si possa affermare senza troppi problemi ma le canzoni (che non sono mai il piatto principale del programma ma che poi, in fin dei conti, sono quelle che interessano davvero) non è detto, generalizzare non è mai una bella idea.
Tutt’al più che è già qualche edizione che il direttore artistico di turno cerca di svecchiare un po’ la lista dei concorrenti, inserendo nomi che siano più vicini alle giovani generazioni, artisti dall’hype indiscusso o dai recenti successi, in modo tale che il Festival possa essere preso in considerazione anche da chi è genuinamente interessato alla musica.

Daniele Silvestri e Rancore

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