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Nu Genea

Nu Genea – Bar Mediterraneo (Carosello Records, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

Anticipato dai singoli Marechià e Tienaté, Bar Mediterraneo è il nuovo disco dei Nu Genea, il duo di produttori che da Napoli ci portano all’esplorazione dei suoni di tutto il mondo.
Napoli è da sempre per loro un golfo da cui partire e verso cui approdare, in un costante scambio di sonorità, lingue, che ben vengono trasposte nei loro brani, ma non solo: il tempo è la nave con cui si attraversano luoghi e parole, che trasporta nel presente le influenze funk, disco degli anni 70 e 80, come se non ci fosse una definizione lineare del suo scorrere. Tutto è contemporaneo, nel Bar Mediterraneo dei Nu Genea. E così una poesia di Raffaele Viviani del 1931 convive con il groove jazz-funk ne La Crisi, Vesuvio rilegge una canzone folk napoletana del 2003 dello storico gruppo operaio E Zezi attraverso un coro di bambini e una cavalcata di ritmo disco che rende il tutto una sorta di rito tribale.

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Nu Genea – Marechià

   V I D E O


Articolo di Claudia Losini

A distanza di 3 anni dal loro lp di enorme successo, Nuova Napoli, i Nu Guinea tornano sulle scene con un nuovo nome e una nuova canzone. I musicisti/dj Massimo Di Lena e Lucio Aquilina hanno deciso di chiamarsi Nu Genea, riprendendo il termine greco che significa nascita. È quindi una nuova nascita, quella del duo napoletano di base a Berlino, ma che non sradica la profonda ricerca storiografica sui suoni che nei secoli sono approdati sulla costa di Napoli. Nu Genea è un nome che sentono più vicino al concetto di sviluppo sonoro che parte da territori inesplorati per essere rielaborata in qualcosa di nuovo, originale, pervaso da groove, funk, disco, elettronica e folk.


Anche in Marechià, il nuovo brano che inaugura questa stagione di rinascita, si spera, per tutti, l’influenza dei popoli che sono passati nel territorio napoletano è molto chiara: questa volta è la lingua francese a predominare, grazie alla collaborazione con l’artista francese Célia Kameni, una lingua che arriva da Oltralpe ma che ha avuto un’ascendente molto forte nel dialetto e nel vocabolario partenopeo, arrivando fino ai giorni nostri. Il risultato è una canzone estiva, funk quanto basta per farci ballare e romantica come un tramonto sul lungomare di Marechiaro, simbolo di quella dolce vita italiana che faceva sognare i divi degli anni 60, affacciati su terrazze che guardano il Vesuvio.
Il videoclip, diretto da Guido Lombardi e Fabio Gargano è stato girato a Napoli. Protagonista un irresistibile “nuotatore”che vaga per la città coinvolgendo e facendo incuriosire i passanti; il tutto ambientato nel folkloristico e surrealistico mondo dei Nu Genea.

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