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Alberto Braida, Acre, Theon Cross – NovaraJazz

A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

Dopo il magnifico duo svizzero nel giardino di Palazzo Natta, alle 17:30 è la volta di Casa Bossi per il piano solo di Alberto Braida. Ci sono musicisti per i quali i suoni, le note, i fraseggi sono già dentro di loro: vivono una sorta di trance interiore creativa. Alberto Braida è uno di questi. Capo chino quasi abbandonato sulla tastiera del pianoforte, incomincia un percorso musicale che sembra conoscere in anticipo e che invece molto probabilmente è un vagabondaggio rabdomantico, guidato dalle vibrazioni reciproche che strumento e musicista si trasmettono. E lo si sente quando i fragorosi ed inquieti “fortissimo” si trasformano in delicati “pianissimo” e si procede così per tutto il concerto e quando par di intravedere una cifra stilistica, magari anche un po’ consolatoria, ecco che subito dopo occorre impostare diversamente il registro di ascolto. E piano piano il percorso si compie e si scopre che la sua meta non c’è, anzi la meta è il percorso stesso. Alberto Braida quasi caracolla sul piano come un viaggiatore stanco, ma non di una stanchezza fisica, più che altro di una sazietà spirituale. Grande concerto.

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Peter Evans, Tom Arthurs & Giovanna Pessi – NovaraJazz

A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

Eccoci di nuovo a San Gaudenzio a vedere e a sentir meraviglie. È la volta (la seconda in questa edizione di NovaraJazz) di Peter Evans ad incantare un attentissimo pubblico della Basilica con il primo concerto della giornata. Si potrebbe parlare del virtuosismo o anche della capacità fisica di questo trombettista che riversa una ininterrotta “colonna di fiato” per un’ora filata nel suo strumento (due per la verità, una tromba e una tromba pocket), ma paradossalmente non è ciò che più impressiona del grande musicista statunitense. Quello che impressiona è senza dubbio la poesia di uno suono essenziale, rarefatto e carico di suggestioni. Una cosa è certa, sotto la volta immensa di Alessandro Antonelli, cassa armonica colossale, o si è un grandissimo musicista o si rischia molto. È ovvio che Peter Evans sia uno dei più grandi musicisti tra quelli che si sono esibiti su questo “palcoscenico consacrato”. Solitudini e altitudini, profondità e leggerezza cristallina, ripetizione e variazione: “il tutto musicale” che passa attraverso il corpo di Evans e termina nella tromba (che fa parte del corpo). C’è un’intera orchestra in quella tromba, ci sono tutti i timbri e i colori della musica, e c’è il silenzio della Basilica ammutolita che va a far parte del suono. Un altro concerto indimenticabile.

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