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Rebecca Lovell

Billy F Gibbons – Hardware (Concord Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Stefania D’Egidio

A vederlo incute un certo timore Billy Gibbons, con la sua barba lunga, gli occhiali scuri e la voce tenebrosa, ma in realtà è una persona dolcissima nella sua stravaganza: ho avuto l’onore di incontrarlo qualche anno fa in quel di Locarno, intervistato da uno dei miei idoli radiofonici, Luca De Gennaro, ed è stato uno dei pomeriggi più spassosi che abbia passato. Ti aspetti che tiri fuori chissà quale aneddoto e, invece, ecco che attacca a parlare della sua infanzia in Texas e di quando, all’età di 5 anni, la madre lo portò ad un concerto di Elvis Presley e rimase folgorato dalla musica. Un predestinato, perchè, figlio di direttore d’orchestra, comincia prestissimo a suonare la batteria, ma è a 14 anni che molla tutto per la sei corde, e inizia a suonare in giro con il suo gruppo, arrivando perfino ad aprire per Jimi Hendrix. La gavetta è lunga, nel ’69 fonda gli ZZ Top con il bassista Dusty Hill, gemello di barba, e il batterista Frank Beard, ma è solo negli anni ’80 che raggiungono il successo con l’album Eliminator. Nell’immaginario collettivo il trio è sempre associato alle hot rod, le vetture storiche americane che sfrecciano nel deserto tra dune, cactus e serpenti a sonagli, alle bottiglie di whiskey e a bellissime donne dagli abiti succinti e quest’etichetta Billy se la porterà dietro anche nella sua carriera solista, con tre album all’attivo.

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Larkin Poe @ Spazio Teatro 89 – Milano, 29 marzo 2019 [opening Foreign Affairs]

L I V E – R E P O R T


Articolo di Fabio Baietti e immagini sonore di Andrea Furlan

Abitudine che lascia spazio alla sorpresa. Nessun posto fisso questa sera ma mistura di volti, accalcati vicino ad involontaria transenna.

Il Ministero degli Affari Esteri traslocato a Bristol, città mutevole nel clima e nelle proposte musicali. I fratelli Alex e Lawrence Purnell tengono desta l’attenzione di un pubblico che non li conosce. Mezz’ora scarsa di attitudine busker, in cui le canzoni dalla vecchia stazione dei pompieri suonano estremamente godibili, con Faded che rimarrà una delle cose più belle ascoltate nella serata. Trame folk con profonde venature country Foreign Affairs, sorpresa diplomatica!

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Foreign Affairs

Le Larkin Poe hanno fascino d’impatto, quello a cui non servono tacchi a spillo o panterate mises per rendere attraente il loro live set. Jeans color cenere, tshirt bianca, un vezzoso foulard e le New York Dolls in edizione giapponese, perché riaffermare alcune affinità elettive è segno di rispetto verso chi ha aperto la via.

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