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Joan As Police Woman, Tony Allen, Dave Okomu – The Solution Is Restless (Pias, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Andrea Notarangelo

Torna la nostra Poliziotta preferita e questa volta lo fa in compagnia di due musicisti di altissimo livello. Ad accompagnarla in questo viaggio tribale e metropolitano, troviamo il compianto batterista Tony Allen, già negli Africa 70 con Fela Kuti e tornato alla ribalta nel 2006 come batterista dei The Good, the Bad & the Queen (supergruppo formato da Damon Albarn dei Blur, Paul Simonon dei Clash e Simon Tong dei Verve), e Dave Okumu, frontman dei The Invisible. Joan As  Police Woman ci racconta com’è nata questa collaborazione: “Damon Albarn mi ha presentato Tony Allen, la leggenda dell’Afrobeat, nel marzo 2019 in occasione dell’evento di Africa Express “The Circus” e abbiamo legato subito. Io e Tony abbiamo suonato una nostra versione di “I Wish I Knew How It Would Feel To Be Free” di Nina Simone e abbiamo deciso di registrare insieme. Poi ho chiesto a Dave Okumu, grande musicista e mio vecchio amico, di unirsi a noi da Londra e abbiamo passato una serata del novembre di quell’anno a improvvisare in uno studio parigino”. Il risultato è un’esplosione di groove che immaginiamo abbia dato una certa soddisfazione a livello epidermico al leader dei Blur, quello stesso Damon Albarn innamorato del ritmo e della world music.

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Keleketla! – Keleketla! (Ahead of your Time, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Elena Di Tommaso

Il felice incontro  tra i co-fondatori di Ninja Tune (il duo inglese Coldcut) e un gruppo di musicisti sudafricani attivi per l’associazione benefica In Place of War (a cui andrà parte del ricavato del disco), ha portato alla realizzazione di una vasto e condiviso progetto musicale che riesce a mettere in connessione generi diametralmente opposti. L’uscita di  Keleketla! per Ahead of Our Time è prevista per il 3 luglio e l’album, a conferma della sue evidenti sfaccettature, è stato sviluppato tra Johannesburg, Londra, Lagos, Los Angeles, la Papua Occidentale.
Il titolo riprende il nome della famosa libreria indipendente e centro media delle arti di Johannesburg, nata nel 2008 grazie ad articoli donati dalla comunità locale, e luogo in cui l’idea è nata. È qui infatti che è avvenuto il proficuo incontro tra i gestori e musicisti della libreria (Rangoato Hlasane e Malose Malahlela) e Ruth Daniels di “In Place of War” i quali hanno contattato i Coldcut come partner ideali per un progetto con artisti sudafricani. Il duo non ha esitato a raccogliere l’invito di un viaggio in Sudafrica (supportato dal British Council) per le sessioni di registrazioni ai Trackside Studios di Soweto, e da qui la storia  ha iniziato a prendere forma. Il progetto si è allargato a ispirazioni artistiche di generi diversi, aprendosi via via a ulteriori contributi di musicisti originari di altri Paesi: dagli architetti dell’afrobeat del calibro di Tony Allen e Dele Sosmi, ai paladini dello spoken word The Watts Prophets, dall’attivista della Papua Occidentale Benny Wenda fino agli Antibalas da New York e Shabaka Hutchings da Londra.

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