R E C E N S I O N E


Recensione di Andrea Notarangelo

Torna la nostra Poliziotta preferita e questa volta lo fa in compagnia di due musicisti di altissimo livello. Ad accompagnarla in questo viaggio tribale e metropolitano, troviamo il compianto batterista Tony Allen, già negli Africa 70 con Fela Kuti e tornato alla ribalta nel 2006 come batterista dei The Good, the Bad & the Queen (supergruppo formato da Damon Albarn dei Blur, Paul Simonon dei Clash e Simon Tong dei Verve), e Dave Okumu, frontman dei The Invisible. Joan As  Police Woman ci racconta com’è nata questa collaborazione: “Damon Albarn mi ha presentato Tony Allen, la leggenda dell’Afrobeat, nel marzo 2019 in occasione dell’evento di Africa Express “The Circus” e abbiamo legato subito. Io e Tony abbiamo suonato una nostra versione di “I Wish I Knew How It Would Feel To Be Free” di Nina Simone e abbiamo deciso di registrare insieme. Poi ho chiesto a Dave Okumu, grande musicista e mio vecchio amico, di unirsi a noi da Londra e abbiamo passato una serata del novembre di quell’anno a improvvisare in uno studio parigino”. Il risultato è un’esplosione di groove che immaginiamo abbia dato una certa soddisfazione a livello epidermico al leader dei Blur, quello stesso Damon Albarn innamorato del ritmo e della world music.

L’apertura del disco è lasciata ad una traccia per certi aspetti controversa; l’incipit illustra al meglio quello che sarà il fulcro del disco, ma si tratta anche di una canzone di quasi dodici minuti e che potrebbe spiazzare un ascoltatore poco avvezzo. Sia ben chiaro, non vi è alcuna controindicazione in merito ed è musica che può essere assunta a piene dosi. Il basso ripetitivo, caldo e avvolgente, si sposa con naturalezza a timidi inserimenti di piano. In questo tappeto sonoro, una chitarra in aria di jazz incombe a più riprese e crea degli stacchi perfetti, un po’ come una cravatta dal colore eccentrico che trova il giusto peso all’interno di un completo firmato. Joan è protagonista indiscussa, con la sua voce cangiante, a tratti cristallina e a tratti narcolettica, alternata come il giorno con la notte e assolutamente necessaria nell’economia dell’opera. The Love Has Got To Me è semplicemente perfetta e, seppur non designata come singolo apripista, ha tutto per diventare un grande classico.

E a proposito di singoli, la prima anticipazione è Take Me To Your Leader, una canzone ad effetto già a partire dal titolo, che, come il brano, risulta provocatorio e crea una certa aspettativa da parte dell’ascoltatore. Joan ci tiene a presentarlo con tutta l’attenzione che merita: “L’ho scritto mentre guardavo Jacinda Ardern, Primo Ministro della Nuova Zelanda, affrontare il 2020. Nel mio mondo ideale, gli Stati Uniti avrebbero richiesto un incontro con lei per capire come governare al meglio il Paese”. La nostra musa canta “Portami dal tuo leader perché sono pronta ad agire. Non riesco più a trattenere il respiro. Per strada si dice che lei sia una guaritrice e so che sono pronta a obbedire e perché non abbiamo bisogno di una pausa nel caos”. Un disco pieno questo The Solution Is Restless, che mescola soul, r’n’b al buon gusto dei nostri tre compagni di viaggio. E la miscela create è esplosiva e segna un degno canto del cigno per Tony Allen.

Tracklist:
01. The Barbarian
02. Get My Bearings
03. Take Me To Your Leader
04. Masquerader
05. Dinner Date
06. Enter The Dragon
07. Geometry Of You
08. The Love Has Got Me

09. Perfect Shade Of Blue
10. Reaction