R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Dopo 859 giorni dal primo annuncio mancato, dopo numerosi leak subiti e dopo un problema contrattuale con l’etichetta precedente il giorno di Natale è uscito Whole Lotta Red, il nuovo disco di Playboi Carti.
Ci sarebbero migliaia di cose da dire e rischia di diventare una recensione troppo lunga, non concentrata sulla musica, dunque concedetemi un’unica premessa: come ogni disco di Carti, non si sa bene perché, migliora ad ogni singolo ascolto. Era stato così per il self titled album d’esordio, è successo con “Die Lit”, ed è stato così per Wlr.
Anche la sua fan-base statunitense ha vissuto ciò reagendo malissimo al primo ascolto, sfogandosi sui social dell’artista con commenti e insulti nemmeno troppo vari. Col passare delle ore però il giudizio si è tranquillizzato ed è stato definito da molti un disco “overhated” (che è stato attaccato troppo e ingiustamente). Sul fatto che hanno attaccato Carti ad un’ora dall’uscita del progetto – chiaro segnale che la musica rischia di diventare sempre più da “fast food” – ci sarebbe da scrivere un eventuale articolo a parte.

 

 

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